Dopo il via libera della Camera al decreto legge fiscale collegato alla legge di bilancio del 16 novembre, il provvedimento esce dalla Camera con una serie notevole di modifiche, in particolare vediamo quelle previste per la definizione agevolata dei ruoli.
Relativamente ai carichi affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2016, i debitori possono estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni comprese in tali carichi, gli interessi di mora di cui all’articolo 30, comma 1, del DPR 602/73, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all’articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, provvedendo al pagamento integrale delle somme di cui alle lettere a) e b), dilazionato in rate sulle quali sono dovuti, a decorrere dal 1° agosto 2017, gli interessi nella misura di cui all’articolo 21, primo comma, del DPR 602/73. Continua a leggere

In tempi di riforme economiche una delle più importanti è stata la “Legge di stabilità” 2015 (che, intervenendo sull’Iva, prevede il recupero di 3 miliardi di euro all’anno), affiorano i punti deboli del sistema fiscale italiano che ancora non hanno trovato un nodo risolutivo. Secondo gli studiosi e gli strateghi in materia di finanza, ad esempio, l’intervento sull’Iva, per il momento, non andrà a favorire una riduzione del carico fiscale sui cittadini e, in particolare, sui lavoratori dipendenti. Il governo, intanto, è ottimista nei confronti delle riforme. La relazione tecnica, allegata alla norma dell’aprile2015, ha modificato l’aliquota della ritenuta fiscale. La manovra comporterebbe complessivamente un aumento di gettito stimato di 755 milioni di euro che dovrebbero pesare su una platea indistinta di cittadini italiani.
Dal 1° gennaio 2015 è entrato in vigore lo split payment, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, con il quale gli obblighi di versamento dell’IVA, nei rapporti con gli enti pubblici, espressamente indicati nel novellato art. 17 – ter, D.P.R. 633/1972, sono traslati dal soggetto cedente/prestatore, all’ente pubblico, quest’ultimo, invece di corrispondere l’IVA al soggetto fornitore la verserà direttamente all’Erario. I fornitori pertanto non saranno più debitori dell’imposta verso l’erario (non dovendo riscuotere l’IVA dalla PA) e pertanto il regime di esigibilità (differita o immediata) perde di importanza.
Basta. Non ci stiamo. E abbiamo protestato in aula in modo chirurgico, su temi specifici e concreti come l’Irap per i piccolissimi imprenditori, i favori ai signori del gioco d’azzardo e la mortificazione della nuova filiera del pellet. Si è votato alla cieca, in fretta e furia, nottetempo e su testi sbagliati. Con i servizi studi delle Camere che mettono in dubbio tutte le coperture. In questi giorni, in queste ore abbiamo visto cose inaccettabili, cose inenarrabili, cose mai viste nella storia parlamentare recente.
Al popolo delle partite iva il premier Matteo Renzi aveva promesso mari e monti. Ma nelle legge di stabilità per gli autonomi ci sono solo brutte sorprese: più tasse e più contributi previdenziali. Un salasso che potrebbe costare a ogni lavoratore ben 2.500 euro l’anno. Per non avere nulla in cambio. Infatti chi oggi ha tra 30 e 40 anni avrà una pensione inferiore alla minima: una vera e propria bomba sociale. Mentre il governo non ha mai tagliato le pensioni d’oro, pagate proprio grazie ai contributi di precari e partite iva.
E alla fine la mini rivoluzione del canone Rai potrebbe arrivare davvero già nel 2015, con l’aggancio in bolletta della luce e un taglio dell’importo, rapportato ai redditi delle famiglie. Prende forma la novità ancora allo studio del Governo, ma che dovrebbero trovare soluzione in Senato, sul canone Rai. L’intenzione dell’Esecutivo …