Il report sulle entrate fiscali mondiali del 1 trimestre 2012

L’Irlanda cresce a ritmi sostenuti mentre la Germania e la Francia a ritmi moderati. Segnali negativi, invece, per Spagna, Portogallo e Regno Unito. Sono le due indicazioni di rilievo che emergono dalla lettura dei dati sulle entrate tributarie internazionali relative a Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna, pubblicati oggi dal Dipartimento delle Finanze nel tradizionale bollettino periodico e relativi al primo trimestre 2012. L’andamento del gettito nei Paesi considerati, evidenzia poi il Rapporto, “riflette i segnali negativi legati al peggioramento del ciclo economico nelle principali economie europeee”. Un fatto questo, ricorda il documento, “in parte causato dalla prosecuzione della crisi sui debiti sovrani e dalle tensioni sul credito”.

Il dato tendenziale a livello generale
Corrisponde a più di 22 punti percentuali la forbice di variazione che divide la Spagna, il Paese con la minore crescita (-5,9%) e quello con la crescita più elevata (Irlanda, +16,2%). Rispettivamente al primo posto si classifica, per ritmi di crescita robusta, l’Irlanda con un +16,2%, seguita, rispettivamente al secondo posto e al terzo posto, per ritmi di crescita più moderati, dalla  Germania con un +6,1% e dala Francia (+3%). Negativi invece i risultati esibiti in sequenza dalla Spagna con un -5,9%, Portogallo (- 5,8%) e Regno Unito (- 0,2%). L’Irlanda presenta il tasso di variazione più elevato (+16,2%) anche se in flessione rispetto al dato di gennaio (-0,8%) e una contrazione maggiore rispetto a febbraio (-5,6%). La Francia, rispetto a gennaio (-5%) e febbraio (-7,2%) appare in consistente flessione mentre la Spagna, pur avendo registrato, nel periodo gennaio-marzo 2011, un tasso di variazione tendenziale più basso (-5,9%) mostra un netto recupero rispetto ai dati di febbraio (-8,4%) e gennaio (-12,9%).

Il dato relativo all’Iva
Il dato generale indicato nel bollettino è la forte oscillazione del tasso di variazione dell’Iva che va dal -9,1% della Spagna al +5,8% dell’Irlanda con una forbice di 14,9 punti percentuali.  In linea generale, rileva il documento, tutti i Paesi presi in considerazione presentano tassi di variazione tendenziali positivi con alcune eccezioni. In particolare la Spagna e il Portogallo, tra gli Stati aderenti all’area dell’euro, presentano, nel periodo di riferimento, tassi di variazione negativi con un -9,1% e un -3,2%. Moderati tassi di crescita  per Irlanda (+5,8%), Regno Unito (+3,9%), Germania (+3,3%) e Francia (+3,1%). Riguardo alla Spagna poi il tasso di variazione del gettito, pari a -9,1% rispetto al -63,4% di gennaio, è superiore a 54 punti percentuali. Un dato questo su cui hanno pesato le differenti scadenze di versamento rispetto al 2011 e l’elevato gettito registrato a gennaio dello scorso anno (+56,4%).

La Francia: imposta sul reddito e Iva tra i protagonisti
Imposta sul reddito e sul valore aggiunto sono i due protagonisti del maggior gettito conseguito. La prima ha contribuito per 17 miliardi di euro mentre la seconda per 33,1 miliardi di euro. Nel primo trimestre  le entrate tributarie, al netto di rimborsi e sgravi, hanno raggiunto la quota di 65,6 miliardi di euro contro i 63,7 dello stesso periodo del 2011.

La Germania: in crescita le entrate tributarie
In crescita le entrate tributarie del mese di marzo (+7,2%) che porta a un risultato complessivo registrato nel trimestre superiore a quello  dello scorso anno (+6,1%). Dal confronto con il periodo 2010-2011 emerge, secondo il documento, nel periodo 2012-11 una flessione del ritmo di crescita delle entrate causato dall’indebolimento generale. Due i dati di rilievo evidenziati nel trimestre: la crescita del gettito dell’imposta sui salari (+5%) e dell’imposta sulle società (+120,1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A marzo entrate Iva in aumento rispetto al 2011 (+3,1%) con riferimento al prelievo dell’imposta sulle importazioni (12,5%).

Irlanda: in pole imposte sui redditi e società
Nel primo trimestre dell’anno il gettito tributario ha raggiunto quota 8,7 miliardi di euro con un incremento tendenziale di 1,2 miliardi (+16,2%). Il confronto con il primo trimestre dello scorso anno evidenzia una crescita di tutte le voci d’imposta. In particolare l’imposta sui redditi aumenta del 25,8%  (740 milioni di euro) seguita dall’incremento di gettito (250 milioni di euro) dell’imposta sulle società che il Rapporto attribuisce a disallineamenti contabili e a minori rimborsi erogati. In forte ripresa poi nel trimestre le entrate Iva (+5,8%).
 
Portogallo: flessione per imposte dirette e indirette
Diminuiscono del 5,8% le entrate tributarie nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2011. Una flessione significativa è stata registrata nel settore delle imposte dirette (-5,4%) e in quelle indirette  (-6,1%). Sul risultato hanno influito: la contrazione registrata, rispetto allo stesso periodo del 2011, dell’imposta sui redditi delle società (-27,6%) anche se in recupero rispetto al – 46,2% registrato in febbraio; la riduzione delle imposte indirette (-6,1%) che scontano l’andamento negativo dell’Iva (-3,2%) su cui ha pesato la flessione del gettito lordo (-1,9%), l’andamento negativo dell’imposta sulle auto (-47,5%) e dell’imposta sui prodotti petroliferi (-6,9%). In leggera ripresa, rispetto allo stesso periodo del 2011, con un +1,2%, l’imposta sui redditi delle persone fisiche.

La Spagna: calo delle entrate ma segnali di recupero
Nuova flessione delle entrate nel trimestre (-5,9%) ma in recupero di 2,5 punti percentuali rispetto all’ultimo valore registrato in febbraio (-8,4%). Negativo risulta ancora il gettito lordo (-2,4%) anche se a marzo sono stati evidenziati i primi segnali di una variazione positiva (+1,9) connessi agli effetti delle misure di risanamento messe in atto dal governo. Le entrate Iva segnano nel trimestre di riferimento una contrazione significativa (-9,1%) anche se in recupero rispetto al dato di febbraio (-9.8%). Particolarmente negativa risulta poi l’Iva delle Pmi rispetto allo stesso periodo del 2011 (-9,1%) mentre meno accentuata è la flessione dell’imposta da importazioni (-4,6%) e quella versata dalle grandi imprese (-3,3%).

 
Fonte: Gianluca Di Muro da nuovofiscooggi.it
 
 

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