Tributi, la restituzione post-sisma crea molte difficoltà

Gli eventi sismici che hanno colpito nel settembre 1997 i territori delle regioni Marche e Umbria e nell’ottobre 2002 i territori delle regioni Molise e Puglia hanno consentito ai contribuenti residenti in quei territori di beneficiare di un periodo di sospensione dei versamenti delle imposte dirette ed indirette, dei contributi previdenziali e delle somme iscritte a ruolo.
Mentre, per i territori del primo sisma in ordine cronologico, la sospensione ha riguardato due esercizi fiscali (1997 e 1998) nel secondo ha interessato sette esercizi fiscali e cioè dall’anno 2002 sino al 30 giugno 2008.
Dopo l’ultimo termine di sospensione ci si aspettava un provvedimento che regolasse la restituzione di quanto dovuto e sospeso negli anni precedenti, magari anche con un parziale abbattimento come richiesto da più parti.
Con decreto legge 162/2008, accomunando i territori dei due eventi sismici, è stato stabilito che la restituzione dovrà avvenire in 120 rate mensili con una decurtazione del sessanta per cento e senza sanzioni o interessi, demandando ad un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate la determinazione delle modalità, dei dati e del termine per presentare un modello di comunicazione per la definizione dei versamenti e dei pagamenti.
In data 10 aprile 2009, pubblicato sul sito dell’Agenzia il 14 aprile 2009, è stato approvato il modello di definizione dei versamenti e dei carichi iscritti a ruolo in seguito agli eventi sismici, che dispone il termine del 16 giugno 2009 per la presentazione del modello, di conseguenza entro la stessa data, anzi in anticipo a questa, devono eseguirsi tutti gli adempimenti fiscali sospesi, e sempre entro il 16 giugno si deve dare inizio alla restituzione liquidando la prima rata mensile del rateizzo.
Ora mentre l’impaginazione e la grafica del modello creato dall’Agenzia delle Entrate è semplice e di facile compilazione, tutto il resto provoca grandi perplessità e disagi nell’eseguire quanto stabilito nel provvedimento dell’Agenzia. Proviamo ad esaminare alcune problematiche emerse :
a) Se questo provvedimento avesse origine da uffici con competenza nel settore ambiente, energia, trasporti, ecc. si sarebbe potuto facilmente comprendere la mancata conoscenza dei carichi di lavoro che in questo periodo gravano sugli studi commerciali e sugli uffici delle associazioni di categorie, che sono i preposti ad assistere i contribuenti nella restituzione, ma che questo provvedimento esca proprio dall’Agenzia delle Entrate indica come da parte di questa si rispetti poco il lavoro altrui; infatti il periodo che si è scelto per preparare tutti gli adempimenti fiscali è infelice, considerando anche che lo stesso Governo, in virtù dei correttivi agli studi di settore, considerando il carico di lavoro del periodo di compilazione delle dichiarazioni annuali gravato da queste novità, ha predisposto lo spostamento della liquidazione dei versamenti dal 16 giugno al 06 luglio;
b) la mancanza di codici specifici creati per questa evenienza che vadano ad accorpare tutti i tributi sospesi comporta così come stabilito nelle istruzioni diramate dall’Agenzia la compilazione di un F24 mensile nel quale si compila una riga per ogni tributo da versare, es. iva, irpef, irap, addizionale regionale e addizionale comunale ripetuta sette volte, per quanto sono gli anni di sospensione in Molise e Puglia, determinando rate mensili formate da 35 righi sugli F24 da pagare per ogni singolo contribuente e per ogni rata mensile, che si trasformano in sei o sette modelli F24 da consegnare presso gli sportelli bancari, con forti disagi per tutti gli operatori che partecipano a questa chermesse;
c) di enorme rilevanza è il problema derivante dalla soppressione del codice 3817 Addizionale comunale sostituito dal 01 gennaio 2008 dal codice 3844, come si dovrà effettuare il versamento di questa imposta per gli anni 2002-2007 con un codice soppresso che non è più abbinabile o con il nuovo codice che non esisteva a quelle date?
d) tra le imposte sospese figurano anche le imposte di registro, di successione, ipotecarie e catastali, che inizialmente era previsto venissero pagate sempre con F24, ma l’Agenzia dopo il confronto con i professionisti attraverso le Direzioni Regionali si è accorto che i codici di versamento non esistevano, e ha diramato tramite un comunicato stampa della Direzione Regionale del Molise del 05 giugno 2009 un vademecum sul quale risulta che le imposte suddette devono versarsi con F23 e non più con F24, lasciando il dubbio su dove inserire l’anno di competenza di un imposta che si ripete su più anni, es: imposta di registro da versarsi annualmente su registrazione di un contratto di locazione, considerando che su l’F23 non esistono spazi destinati all’anno di competenza; mi chiedo le altre Direzioni Regionali hanno informato il proprio territorio di questa soluzione dell’agenzia?
e) la compilazione di tutti questi modelli di pagamento dovrà essere fatta con inserimento manuale, senza nessun automatismo, poiché i tempi così brevi non hanno lasciato la possibilità alle software-house di poter approntare un software che collegasse il modello di denuncia e gli F24 con le dichiarazioni annuali predisposte, ciò comporta tempi di compilazione lunghi e complessi;
f) nella definizione delle somme sospese esistono anche le somme di imposte iscritte a ruolo, per queste mancano nelle istruzioni del modello le modalità e i codici da usare per effettuare il versamento.
Qualcuno ha detto che gli ordini professionali si sono mossi tardi per evidenziare le lacune delle istruzioni sulla restituzione, cosa falsa e che si può subito sconfessare considerando che il mio Ordine (Larino in Molise) ha subito chiesto ed ottenuto dal Direttore Regionale un incontro per dibattere sui problemi che esistevano nella restituzione. Ad onor del vero devo evidenziare la massima disponibilità del Direttore Regionale del Molise nell’affrontare le problematiche e nel convenire con i professionisti del bisogno di una proroga non foss’altro per risolvere problemi tecnici che il pagamento rateale comporta. Mi risulta che anche la Direzione Regionale delle Marche abbia intrapreso la stessa posizione in un incontro con i colleghi marchigiani, mentre la Direzione dell’Umbria sollecitata dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Perugia per condividere la richiesta di rinvio del termine del 16 giugno, per tutta risposta questa Direzione ha prima vantato tutto il suo operato organizzativo ad esempio aprendo a Foligno 24 postazioni di lavoro, (voglio ricordare che alcuni giorni fa la stampa ha evidenziato che proprio in quella sede è intervenuta la Protezione Civile per soccorrere e proteggere con enormi coperture i cittadini che erano in fila sotto il sole) e successivamente ha concluso ritenendo estraneo al ruolo dell’Agenzia dibattere se ci sono i presupposti per chiedere alla sede centrale un rinvio della scadenza, essendo queste “questioni di …..opportunità politica”. Tutto ciò credo sia la negazione di quanto sbandierato quotidianamente sulla stampa sulla collaborazione tra gli Ordini dei Dottori Commercialisti e l’Agenzia delle Entrate.
Concludo facendo un appello al Ministro competente e al mio Presidente del Consiglio esortandoli a considerare l’opportunità di concedere una proroga al termine di scadenza del 16 giugno prossimo, spero che questo mio scritto abbia evidenziato che la richiesta proveniente dai Dottori Commercialisti non ha alcun fine di ulteriore proroga per questioni economico-territoriale, ma solo ed esclusivamente una proroga di natura tecnica che credo possa trovare conforto anche nelle decisioni dell&r
squo;Agenzia delle Entrate. Vedete le scene che si sono viste in questi giorni in Umbria e quelle che nelle prossime ore vedremo in Molise, Marche e Puglia, di cittadini che in fila sotto il sole si recano presso gli uffici finanziari per depositare la modulistica cartacea della domanda di restituzione delle somme sospese, non facciano un gran bene all’immagine del nostro paese, anzi credo lo riportino indietro nel tempo, starei per dire al medioevo, quando il gabelliere seduto dietro un banco aspettava che i cittadini, in fila uno dietro l’altro, arrivassero al suo cospetto per versare la tassa dovuta.
Ritengo che nel 2009 il Governo di una nazione che ospita il G 8 e si considera ai vertici mondiali per lo sviluppo economico non possa condividere che una grande quantità di cittadini si ponga in fila sotto il sole, per depositare un documento cartaceo all’amministrazione finanziaria a rischio di tafferugli o di interventi della protezione civile per soccorrerne alcuni.
Ai colleghi dei territori interessati un buon lavoro e in bocca al lupo, credo che ne abbiamo proprio bisogno!

Fonte: dott. Gianbattista Amoruso
Presidente Ordine Dottori Commercialisti
e degli Esperti Contabili di Larino

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