Studi di Settore pronte 200 mila lettere per i contribuenti non congrui

Gerico ai tempi supplementari per chi vuole giustificare lo scostamento. Mentre stanno per arrivare le lettere di avvertimento (circa 200mila) per i contribuenti in difficoltà con gli studi di settore. Sul primo fronte, i contribuenti non in regola con i ricavi stimati dal programma che accompagna Unico avranno più tempo (probabilmente uno o due mesi) per inviare una comunicazione telematica all’agenzia delle Entrate e spiegare i motivi dello scostamento. A illustrare ieri, a Cremona, questa nuova possibilità è stato Luigi Magistro, direttore centrale accertamento dell’agenzia delle Entrate, nel corso di un convegno organizzato dalla Camera di commercio, rappresentata dal presidente Gian Domenico Auricchio, e da Unioncamere Lombardia, rappresentata dal vice direttore Gisella Ingrozzi. Nel corso dell’incontro Magistro ha confermato che per quest’anno l’agenzia invierà di nuovo ai contribuenti non in regola con gli studi, secondo il modello adottato già negli ultimi due anni, lettere di avvertimento per invitarli a correggere la situazione. Si stima che si tratterà (ma il numero non è stato ancora fissato) di più di 200mila lettere. I destinatari saranno i contribuenti che presentano gravi incongruenze rispetto agli studi (nei casi meno gravi saranno raggiunti gli intermediari, per la segnalazione di eventuali errori).

Magistro ha spiegato che «per consentire ai contribuenti di spiegare compiutamente le ragioni per cui i ricavi effettivi si discostano dalle stime di Gerico, si darà la possibilità di una comunicazione ulteriore la cui formulazione è in questi giorni oggetto di studio da parte dell’agenzia». In realtà, il campo annotazioni viene utilizzato sempre da più contribuenti, come ricordato nel corso dell’incontro da Giampietro Brunello, amministratore delegato di Sose (la società per gli studi di settore). Per il 2008 lo hanno usato 265mila contribuenti: per questo si pongono esigenze di standardizzazione e controllabilità delle risposte. E’ verosimile perciò che l’invio telematico successivo di spiegazione non avrà la formula di una lettera ma di un vero e proprio formulario, Quanto al significato degli studi, Magistro ha ribadito che si tratta di uno strumento per aiutare i contribuenti ad adempiere alla compliance fiscale, «fuori da ogni automatismo». Brunello ha ricordato il percorso compiuto dagli studi, da presunzione relativa a strumento per l’adempimento spontaneo. E se nel 2007 erano 3.700.000 i soggetti che hanno applicato gli studi, nel 2008 (anni d’imposta) i contribuenti sono scesi a 3.500.000. Circa 200mila in meno per l’esordio dei minimi, «a cui occorre prestare attenzione perchè non si crei uno schermo per mantenere sacche di evasione». Sulla tenuta degli studi in tempo di crisi, Brindo ha ricordato che nel 2008 sono cresciuti del 2,7% i congrui naturali, anche se sono diminuiti dell’1,6% gli adeguamenti in dichiarazione. Per la prima volta nell’ultimo triennio non congrui e non coerenti sono scesi sotto il 20 percento.

Claudio Carpentieri, responsabile fiscale di Cna, ha rilevato che l’accertamento è limitato a un numero di soggetti non molto alto (8mila nel 2009) rispetto a quasi un milione di «non adeguati» agli studi ma che questo strumento continua a fare paura, perché manca la fiducia in un fisco che negli anni scorsi riteneva gli scostamenti da Gerico sufficienti a fondare l’accertamento. Su questo punto ha concordato Andrea Trevisani, direttore politiche fiscali di Confartigianato, per il quale «per sei anni si è stressato lo strumento pretendendo di fondare su di esso gli accertamenti». Secondo Giuliano Regis, componente della Commissione per gli studi di settore, è fondamentale per i contribuenti preparare una difesa per il contraddittono già nella fase di preparazione della dichiarazione dei redditi, analizzando la propria situazione. Per Regis «non si può essere generici nelle risposte all’amministrazione in sede di contraddittorio. Ma anche gliuffici devono dare risposte corrette».

Fonte: Del Bo Jean Marie da il Sole 24 Ore di martedì 20 aprile 2010, pagina 31

 

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