Scambio dati e attività coordinate. Patto antievasione Entrate – Inps

Al centro dell’intesa tra i due enti la condivisione degli archivi informatici e un piano di controlli congiunti
Fisco e Previdenza affilano le armi per battere gli evasori sul campo. Con una convenzione siglata dal direttore delle Entrate, Attilio Befera, e dal presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, i due enti spingono sul pedale dei controlli, con un traguardo all’orizzonte: affinare il più possibile gli strumenti antievasione per riportare a galla il mondo delle attività sommerse.

L’accordo bilaterale, che durerà cinque anni, prevede lo scambio sistematico di informazioni in Rete e un’azione di contrasto congiunta basata su precise analisi del rischio e su un’attenta strategia di intelligence.

Banche dati in comune senza trascurare la privacy
Il patto antievasione mette in primo piano la collaborazione istituzionale tra le due amministrazioni pubbliche, che si traduce concretamente nella condivisione di parti importanti dei rispettivi archivi informatici.
In particolare, l’Agenzia potrà consultare i dati messi a disposizione dall’Istituto di previdenza per vagliare la posizione fiscale delle imprese. Un’attività che potrebbe trarre linfa dal raffronto con i risultati degli studi di settore e che potrebbe eventualmente portare all’emissione di avvisi di accertamento.
Sul versante contributivo, l’Inps potrà attingere all’Anagrafe tributaria per passare al setaccio le situazioni economiche e reddituali dei contribuenti, mettendole a confronto con i dati presenti nei propri database e con le dichiarazioni sostitutive presentate dai contribuenti. In questo modo sarà possibile, ad esempio, verificare l’effettiva sussistenza del diritto di fruire di prestazioni assistenziali e previdenziali agevolate, controllare i dati anagrafici delle aziende e dei datori di lavoro e, sulla base dei modelli 770, i rapporti lavorativi denunciati.

Una cooperazione informatica a tutto campo che non potrà prescindere dal rispetto delle norme fondamentali sulla privacy. A questo scopo, per garantire che il trattamento delle informazioni contenute nell’Anagrafe tributaria sia conforme a precisi standard di sicurezza, la convenzione prevede l’individuazione di figure professionali ad hoc, chiamate supervisori, che avranno il compito di assegnare e tenere sotto controllo le abilitazioni di accesso ai dati, oltre che di vigilare sulla corretta applicazione di una serie di specifiche regole tecnico-organizzative.

Forze unite per verifiche più selettive
Per rendere sempre più efficaci le rispettive attività di analisi del rischio, ispezione e controllo, lo scambio di informazioni Entrate-Inps è accompagnato anche dalla previsione di un piano di azioni coordinate sul piano operativo. Nel dettaglio, le due amministrazioni potranno predisporre interventi mirati su contribuenti individuati in modo autonomo proprio attraverso le informazioni scambiate. Inoltre, potranno essere condivisi i dati di chi è sottoposto a un controllo, evitando la dispendiosa sovrapposizione degli organi addetti alle ispezioni. Ancora, le rispettive strutture regionali potranno mettere in calendario incontri periodici, sulla base delle indicazioni diramate dalle sedi centrali.

"Con questa convenzione – ha spiegato il numero uno delle Entrate, Befera, in occasione delle firma – si rafforza una strategia condivisa di recupero dell’evasione, che punta sulla collaborazione tra i diversi enti della fiscalità per realizzare analisi di rischio sempre più puntuali ed efficaci. La consultazione e gestione coordinata degli archivi informatici, infatti, ci consente di programmare controlli più selettivi, incoraggiando nello stesso tempo l’adesione spontanea dei contribuenti".

"La nuova convenzione tra Inps e Agenzia delle Entrate conferma la stretta collaborazione tra due soggetti importanti della Pubblica Amministrazione – ha commentato il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – che perseguono insieme il duplice obiettivo di recuperare risorse per il Paese e di contrastare l’illegalità. L’evasione fiscale e contributiva non produce solo un mancato incasso, ma coincide quasi sempre con una indebita prestazione sociale sotto forma di aiuti e sussidi a chi non ne avrebbe titolo se non fosse evasore. La Pubblica Amministrazione che cambia si contraddistingue per questa duplice attenzione, che si qualifica in un unico obiettivo: il miglior servizio per il Paese".

Fonte : IlFiscoOggi

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