Per i vertici delle Generali buste paga più pesanti del 50%

Gli aumenti rispetto al 2008 sono in linea con l’andamento dei risultati della compagnia. Nel biennio 2007-2009 gli stipendi dei manager non hanno risentito della crisi. Balbinot ha destinato metà del bonus in beneficenza. Nel pay watch del Sole 24 Ore entrano anche Caltagirone jr, Conti, Gnudi, Mondardini

Super stipendi per il vertice delle Assicurazioni Generali. Il presidente Antoine Bernheim ha ricevuto nel 2009 compensi lordi per 5,085 milioni di euro, il 48% in più rispetto all’anno precedente, comprensivi di un bonus di 2,57 milioni. I due amministratori delegati e direttori generali, Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot, hanno guadagnato 3,72 milioni il primo (+51,6% sul 2008) e 3,88 milioni il secondo (+49,2%): tuttavia Balbinot ha rinunciato a una parte della somma che gli spetta: 949.536 euro (metà del bonus, il premio di risultato) d’intesa con la società che «potrà disporre di tale cifra a fini benefici», si legge in una nota nel bilancio. La somma lorda che spetta a Balbinot è quindi di 2,93 milioni.
Il balzo dei compensi è avvenuto in un anno positivo per la prima compagnia assicurativa italiana e terza in Europa, con una crescita dell’utile netto consolidato del 52% a 1.309 milioni. Il dividendo in contanti è di 35 centesimi per azione, più che raddoppiato dopo la frenata del 2008, con la riduzione a 15 centesimi e la distribuzione di un’azione gratuita ogni 25. Tuttavia se si fa un raffronto con l’anno prima della crisi, il 2007, si vede che l’utile del 2009 è ancora al di sotto dei 2.915 milioni di allora, appena il 45% di quell’importo. Eppure gli stipendi dei vertici nel 2009 hanno superato quelli del 2007: Bernheim due anni fa aveva guadagnato 4,835 milioni lordi, Perissinotto 3,52 milioni, Balbinot 3,66 milioni. Come già avvenuto per altri gruppi, in particolare alcune banche (per Corrado Passera di Intesa Sanpaolo e per il dg di Banca Mps, Antonio Vigni), la corsa degli stipendi è ripresa nel 2009 a una velocità ben superiore agli utili e quindi ai benefici per gli azionisti.
Bernheim, che lascerà la carica alla prossima assemblea il 24 aprile a Cesare Geronzi, ha peraltro guadagnato nel 2009 una somma più elevata di quanto gli ha riconosciuto il gruppo assicurativo. Il dirigente francese ha percepito anche i gettoni per la presenza nel consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo come vicepresidente (354.000 euro) e nel consiglio di amministrazione di Mediobanca (150.000), per cui i suoi compensi totali sono saliti a 5,589 milioni lordi. Anche Perissinotto ha arrotondato la busta paga con i gettoni ricevuti come consigliere di gestione di Intesa Sanpaolo (150.000 euro) e consigliere della Pirelli (50.000), totalizzando così 3,92 milioni lordi. Grazie al gettone ricevuto come consigliere nelle Generali (134.890 euro), fa un passo avanti anche Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni con busta paga di 4,271 milioni, il quale sale così a 4,406 milioni.

Tra gli altri ingressi nel pay watch elaborato dal Sole 24 Ore, con i compensi dei manager delle società quotate italiane, Francesco Caltagirone Junior, figlio del costruttore Francesco Gaetano Caltagirone, il quale peraltro è consigliere delle Generali (da cui ha ricevuto nel 2009 212.890 euro di compensi) e vicepresidente di Banca Mps (172.000 euro). Francesco Jr. è presidente operativo di Cementir Holding e ha ricevuto 3,06 milioni lordi nel 2009. La somma è inferiore del 26% al suo stipendio nel 2008, in linea con la riduzione del dividendo per i soci, ridotto del 25% (da 8 a 6 centesimi per azione). Più vistoso il calo di redditività del gruppo cementiero, che nel 2008 ha ridotto i ricavi del 24,7% a 822 milioni e l’utile netto consolidato del 54,3% a 29,84 milioni. Peraltro con il dividendo Caltagirone Jr. incasserà 391mila euro lordi, in quanto possiede 6,47 milioni di azioni della società (nel 2009 ha arrotondato il possesso con l’acquisto di 59.604 azioni, approfittando del calo delle quotazioni), sua sorella Azzurra, titolare di oltre 2,29 milioni di azioni, riceverà 137.500 euro di dividendi.

Nella classifica dei maggiori stipendi si affacciano anche l’amministratore delegato e direttore generale dell’Enel, Fulvio Conti, con 2,62 milioni lordi, il 19% in meno del 2008. Nella busta paga c’è un bonus di 1,32 milioni, pagato nel 2009 ma relativo ai risultati dell’anno precedente. Nel corso di quest’anno il consiglio dell’Enel provvederà a individuare la quota dello stipendio variabile relativa all’esercizio 2009, per un massimo di 1,76 milioni lordi, secondo una nota nel bilancio: da notare che Conti gode di un doppio bonus, uno come amministratore delegato e uno come direttore generale. La stessa cosa vale per i due amministratori delegati delle Generali, che accumulano la doppia carica. Il presidente dell’Enel, Piero Gnudi, ha ricevuto 1,033 milioni (il 13% in più del 2008), di cui 333mila di bonus. Gnudi ha inoltre un gettone di 116mila euro come consigliere di Unicredit, per cui il suo guadagno totale nel 2009 è di 1,15 milioni lordi, oltre all’attività professionale di commercialista che svolge a Bologna.
Monica Mondardini, amministratore delegato del Gruppo Espresso, che pubblica tra l’altro il settimanale omonimo e il quotidiano La Repubblica, ha ricevuto compensi complessivi per 1,024 milioni lordi, di 320mila emolumenti per la carica e 704mila di retribuzione da lavoro dipendente. Al presidente Carlo De Benedetti sono stati riconosciuti compensi per 463.333 euro, in calo del 12,6% sul 2008, come negli anni precedenti interamente versati alla Romed Spa, società di sua proprietà.
Tra i compensi dei consiglieri in evidenza l’avvocato Maurizio Martinetti, esecutore testamentario di Carlo Caracciolo: 787.791 euro lordi, quasi interamente (eccetto un gettone di 18.333 euro) per «altri compensi» per cariche di consigliere in società del gruppo e prestazioni professionali. Sono aumentati, rispetto all’anno precedente gli stipendi dei due direttori generali del gruppo, Carlo Ottino con delega sulla divisione Repubblica (406.744 euro lordi rispetto a 338mila nel 2008) e Corrado Corradi con delega sulla divisione Espresso (339.162 lordi rispetto a 295mila). Entrambi hanno ricevuto un bonus di circa 117.500 euro, «relativo ai risultati raggiunti nell’esercizio 2008», spiega una nota nel bilancio. Nel 2009 il gruppo Espresso ha ridotto l’utile netto a 6 milioni rispetto ai 20,6 milioni del 2008 (già in calo dai 95,6 milioni del 2007) e, per il secondo anno consecutivo, non c’è il dividendo per gli azionisti.
Fonte : IlSole24Ore

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