Partite Iva, addio studi di settore Ecco cosa cambia

Titoli di coda su uno dei pezzi del puzzle fiscale che da sempre ha fatto il pieno di critiche: gli studi di settore. Per loro è scattato il conto alla rovescia. Andranno in soffitta. Ma l’addio non sarà per tutti, almeno in un primo momento: nel 2017 ci sarà, infatti, un regime premiale che vedrà gli accertamenti ridotti per quelle imprese e quei professionisti che risulteranno ad alta affidabilità fiscale. Poi, successivamente, avverrà il superamento progressivo dell’intera materia con tanto di decreto del ministero dell’Economia.

La rivoluzione, varata nell’ultimo Consiglio dei ministri, interessa una platea di 3,6 milioni di autonomi, imprese e società che ogni anno devono vedersela con il groviglio dei dati da compilare, relativi alla propria attività economica. Lo ha annunciato il vice ministro all’Economia Casero che ha chiarito che gli studi non potranno più essere utilizzati per accertamenti, non potranno più essere richiesti dati già in possesso dell’Agenzia delle entrate, mentre saranno eliminati gli studi inutili, quelli, in sostanza, per categorie, come gli avvocati, che presentano andamenti dei ricavi non proiettabili nel tempo, con picchi non costanti negli annì. Infine, scatterà il meccanismo di premialità associato all’indice di fedeltà fiscale.

La semplificazione lanciata da Palazzo Chigi, passa anche per la tassazione al 24% a prescidere dalla forma societaria e prevede la nuova formula delle comunicazioni periodiche Iva e il pagamento delle tasse per cassa. Con le dichiarazioni Iva trimestrali, per esempio, oltre a riscontrare eventuali irregolarità sulle aliquote e a recuperare gettito in tempi più ristretti (si stimano perdite complessive per otto-dieci miliardi), risulteranno superati strumenti come lo spesometro o altre documentazioni di carattere statistico. Non mancheranno sanzioni ‘ad hoc’.
Grandi aspettative anche  nell’obbligo di fatturazione elettronica. L’incrocio dei dati determinerà infatti un effetto psicologico nei confronti di quanti mettono in atto operazioni fraudolente. Una serie di decreti ministeriali, previsti dal decreto legge, definirà l’operatività delle diverse misure sanzionatorie e di semplificazione. Non è escluso uno spacchettamento del provvedimento d’urgenza in due tempi, uno con le azioni la cui efficacia è prevista già per il 2016, l’altro con norme in vigore dal prossimo anno, con un eventuale, successivo trasferimento di quest’ultimo al disegno di legge di Bilancio. Insomma la svolta è partita. Parola d’ordine: l’affidabilità fiscale.

Fonte: http://www.ilmattino.it/economia/partite_iva_cambia_studi_settore-2037195.html

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