Parte dei “conti dormienti” alle vittime dei crack finanziari

Il dato è stato fornito oggi in una risposta del Tesoro a una interrogazione in commissione Finanze alla Camera

L’importo complessivo delle somme che sono affluite nel Fondo conti dormienti ammonta a circa un miliardo di euro, di cui 400 milioni già utilizzati per finanziare un nuovo Fondo destinato a sostenere interventi urgenti e indifferibili. La consistenza residuale, disponibile sulla contabilità speciale conti dormienti, ammonta a 600 milioni di euro che saranno utilizzati per far fronte alle richieste di rimborso. Una volta che tali richieste risulteranno soddisfatte, la rimanenza potrà essere impiegata secondo le finalità prevista dall’articolo 1, comma 354-novies, della legge 266/2005 (Finanziaria 2006).
La dichiarazione, resa oggi dal Tesoro, prende le mosse da una interrogazione parlamentare presentata in commissione Finanze alla Camera.

L’idea del Fondo risale alla Finanziaria 2006 che, all’articolo 1, commi 343 e 345, ne prevedeva l’istituzione con l’obiettivo di indennizzare tutti quei risparmiatori che, investendo sul mercato finanziario, erano rimasti vittime di frodi finanziarie e avevano subito un danno ingiusto non risarcito. L’alimentazione del Fondo sarebbe stata assicurata dall’importo dei conti correnti e dei rapporti bancari definiti come "dormienti" all’interno del sistema bancario nonché del settore assicurativo e finanziario.

Con successivo Dpr 116/2007, che dava attuazione alla norma contenuta nella Finanziaria, si stabiliva che l’assenza di attività da parte del titolare del rapporto protrattasi per un periodo di 10 anni costituiva presupposto affinché i rapporti bancari, con saldo superiore a un determinato ammontare, potessero essere considerati dormienti, con conseguente devoluzione delle somme e dei valori relativi al Fondo.

L’articolo 1, comma 345-novies, ha poi demandato a un decreto del presidente del Consiglio dei ministri la definizione di presupposti e procedure per ottenere gli indennizzi destinati alle vittime di frodi finanziarie e ai danneggiati dai bond argentini, definendo anche i limiti e le priorità di assegnazione.

Fonte: r.fo. da nuovofiscooggi.it
 
 

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