Paradisi Fiscali: Paesi dove è possibile trovare l’esenzione fiscale su misura

Isole Cayman, Isole Vergini, ma anche Lussemburgo, Gibilterra, Ungheria. Mondi apparentemente lontani, in cui società di tutto il mondo fanno confluire una mole enorme di denaro, non sempre trasparente. Le Cayman sono tra le prescelte: coinvolte nello scandalo Enron, sono tornate alla ribalta con il crollo di Parmalat. Nell’arcipelago sono presenti più di 850 tra banche e compagnie fiduciarie, e tra queste vi si sono stabiliti 40 dei 50 più importanti gruppi bancari del mondo. Per avere un’idea dei costi dell’evasione fiscale "legale" basti pensare che nelle Cayman con 7 mila euro si può costituire e mantenere una società offshore: una cifra irrisoria rispetto al volume di tasse che si riesce a evitare. Niente ritenute d’acconto sui dividendi, nessuna tassa sui redditi, né sul capital gain.

E non finisce qui. Il Lussemburgo, paese fondatore dell’Unione europea, è tra i più gettonati per attività bancarie, amministrazione di fondi e servizi di custodia. Basti pensare che lo stato vanta la presenza di 1.400 fondi "lussemburghesi " e 3.685 secondari, che si traducono in un volume d’affari di 412 mld di dollari. Se si decide di rimanere in Europa, Gibilterra è una buona meta per concludere operazioni offshore. Oltre alle velocissime procedure di "ridomiciliazione " nel territorio della colonia britannica delle entità già costituite presso altre giurisdizioni, anche qui è possibile strutturare società esenti da qualsiasi tipo di tassazione. E infatti sul territorio del piccolo stato sono presenti circa 60 mila società.

In Ungheria, invece, chi costituisce una spa offshore è tenuto a versare ritenute pari al 3% dei profitti all’anno, ma grazie ai trattati contro la doppia imposizione, questa soglia è ulteriormente riducibile. Tra i paradisi fiscali "di lusso", spicca il Liechtenstein, i cui costi di costituzione e mantenimento di entità offshore si distaccano dalla media. La scarsa presenza di banche internazionali non attrae molto chi vuole investire o gestire attività commerciali, ma rende il paese la sede prediletta di chi vuole conservare il proprio patrimonio.

Isole Cayman
L’arcipelago, composto dalle isole Grand Cayman, Little Cayman e Cayman Brac, è una colonia della Corona inglese. Il mezzo utilizzato per condurre business offshore, e contemplato dalla legge delle società del 1990 ("Companies law"), è la "società esente". Questa particolare forma societaria consente ai non residenti di essere esentati da qualsiasi tipo di tassa su reddito, capital gain o dividendi. La convenienza che il governo locale ha nel favorire questo tipo di attività è garantita dalle entrate provenienti da imposte di registro, importazioni e tasse non collegate al reddito. La capitale delle Cayman, George Town, è tra i più grandi centri offshore del mondo. Sul territorio sono presenti più di 850 tra banche e compagnie fiduciarie che offrono un range di servizi vasto: dai semplici depositi o prestiti alla pianificazione fiscale o alla gestione personalizzata di patrimoni. Le isole ospitano 40 delle 50 più importanti banche mondiali. Per il mantenimento dello status di centro offshore d’élite, le Cayman hanno recepito le raccomandazioni contenute nell’ultimo rapporto dell’Ocse.

Madeira
È un arcipelago che dipende dal Portogallo e prende il nome dall’isola principale. La popolazione totale è di 265 mila abitanti, di cui 100 mila vivono nella capitale Funchal. In materia di spesa e interessi locali a legiferare è il parlamento regionale, che comunque non può entrare in contrasto con il parlamento portoghese, né tantomeno opporsi alle decisioni del governo centrale. La moneta è l’Escudo portoghese, e non esistono controlli sui cambi. Le operazioni offshore possono essere effettuate attraverso la costituzione di Sociedade por quotas limitada (Lda, simile alla srl) e Sociedade anonima (Sa, simile alla spa). Tutte le società di Madeira sono esenti da tasse sui profitti che provengono dall’estero e dal di fuori del Portogallo fino al 1º dicembre 2011. Grazie a una legge portoghese del 1993 è stata prevista anche la possibilità di accentrare la proprietà di una Sa o di una Lda nelle mani di una sola persona (Sociedade unipessoal). L’unica tipologia di società per la quale è prevista una tassazione minima sui dividendi dell’1,7% è la Sociedade gestora de partecipacoes sociais (Sgps), una holding posseduta da un solo individuo, ma con identità giuridica precisa.

Lussemburgo
Tra i fondatori dell’Unione europea, il Gran ducato di Lussemburgo è lo stato membro più piccolo. Nel cammino che ha portato all’adozione dell’euro è il paese che per primo ha risposto ai test di convergenza per l’unione economica e monetaria. Ospita sul suo territorio la Corte di giustizia europea, la Banca europea per gli investimenti e il segretariato generale del Parlamento europeo. In base a quanto risulta dall’ultimo rapporto dell’istituto statistico europeo (Eurostat), gli abitanti del Lussemburgo hanno il più alto standard di vita dell’Unione. Nella borsa del Gran ducato sono quotati circa i due terzi delle obbligazioni emesse nel mercato europeo. Il carattere di area offshore è dovuto al fatto che i non residenti non sono soggetti ad alcun tipo di tassa sul reddito, ritenute su dividendi e su capital gain. Inoltre non esiste alcuna tassa di successione sui beni posseduti. Le forme societarie utilizzate sono le holding e lo Soparfi. Altra importante attrattiva è costituita dall’attività bancaria, dall’amministrazione dei fondi e dai servizi di custodia. Sul territorio sono presenti più di 200 banche, con depositi totali pari a 568 miliardi di dollari, di cui l’85% in valute estere. Le banche Usa e giapponesi, pur essendo presenti in minor misura, gestiscono il 50% dei depositi totali. Ciò è dovuto anche al fatto che il paese è stato il primo ad assimilare la direttiva Ue sulle imprese per gli investimenti collettivi in attività finanziarie trasferibili (Ucits), secondo la quale i fondi regolati possono essere venduti in tutta l’Unione, e il Lussemburgo è obbligato a effettuare le regolazioni della compensazione dei depositi. I fondi monetari "lussemburghesi" sono 1.400 e i secondari sono 3.658, per un totale di 412 miliardi di dollari, di cui 239 miliardi sono i dollari gestiti in fondi Ucits.

Uruguay
La Repubblica dell’Uruguay è situata sulla costa atlantica del Sudamerica. Dal 1947, nel paese è in vigore la legge sulle società offshore alla quale si è aggiunta nel 1989 la legge sulle società. L’offshore si realizza attraverso la Safi (Sociedad anonima financiera de inversion). Queste società non possono concludere affari in Uruguay, possedervi immobili, né tanto meno svolgervi attività bancaria o di gestione di fondi. I proprietari possono rimanere nell’anonimato e le azioni emesse possono essere al aportatore. La convenienza è dovuta al fatto che non ci sono tasse, fuorché il rinnovo annuo della licenza, calcolata in base al capitale sociale. Per il rinnovo inoltre è obbligatorio tenere libri contabili, presentare il bilancio, che deve essere sottoposto a revisione e successivamente pubblicato nella gazzetta ufficiale. Queste procedure attenuano molto il carattere di "centro offshore puro" dell’Uruguay.

Liechtenstein
Il Principato del Liechtenstein non fa parte dell’Ue pur appartenendo allo spazio economico Cee. Ai non residenti che non lavorano nel territorio del Principa
to è consentito di godere di un regime fiscale speciale. Per questi soggetti esistono però limitazioni sui permessi di residenza e sull’acquisto di immobili. L’attività offshore è gestita attraverso Ag (Aktien Gesellschaft, ossia spa), fondazioni, trust, cooperative e ditte individuali. Le Ag sono utilizzate per gestire e proteggere patrimoni; i trust e le fondazioni per organizzare benefici particolari. La cooperativa è costituita per sostenere i soci che vi partecipano e se organizzata per fini commerciali necessita dell’iscrizione a un registro pubblico. Per quanto riguarda i costi di avvio e mantenimento di entità offshore, il Liechtenstein è il centro più costoso.

Gibilterra
Gibilterra, unica giurisdizione offshore appartenente all’Ue, è una colonia britannica situata a sud della Spagna. La normativa che consente la strutturazone di entità offshore è stata introdotta nel 1967. Nonostante sia soggetta al diritto europeo, Gibilterra ha ancora una sua autonomia in materia di agricoltura, importazioni e Iva. La normativa vigente consente inoltre alle società o assicurazioni dell’area Ue, dei paesi membri del Commonwealth e di molti centri offshore di ridomiciliarsi a Gibilterra in tempi velocissimi, con la stessa struttura posseduta in precedenza. Le società presenti sul territorio sono circa 60 mila, e a parte una tassa annua di registrazione di 225 sterline all’anno (319 euro) non sono tenute a pagare alcun tipo di tassa. In particolare sono esentate da imposizioni fiscali tutte le società possedute da non residenti che non conducano affari con i residenti. Ciò non esclude, però, che si possano utilizzare uffici, personale e infrastrutture finanziarie locali. La totale esenzione scade dopo 25 anni dalla costituzione della società.

Cipro
Repubblica di Cipro e Cipro del Nord sono le due aree in cui l’isola è politicamente divisa in seguito all’invasione turca del 1974. Sul territorio cipriota le operazioni offshore possono raggiungere un elevato grado di sofisticazione, grazie alla regolamentazione ad hoc creata dal governo locale e dalla banca centrale e alla mancanza di controlli sui cambi. Di recente è stato trasferito il regime di esenzione fiscale e di incentivi oltre che alle imprese anche ai fondi di investimento, i quali ora sono soggetti a una tassazione dello 0,425%. Condizione per poter godere delle esenzioni è il possesso al 100% dell’entità da parte di non residenti. Di conseguenza anche un cipriota residente in un altro stato può costituire entità offshore. Delle forme societarie adottabili, è possibile scegliere tra spa o partnership a responsabilità limitata o illimitata. Nel caso delle spa si è tenuti a pagare una tassa sui profitti netti del 4,25%. Nel caso delle partnership è possibile godere di un’esenzione totale s e controllate dall’estero. Per quanto riguarda la distribuzione di utili, non ci sono ritenute d’acconto sui dividendi per i non residenti. Cipro ha inoltre trattati contro la doppia imposizione che prevedono per esempio la non applicazione di ritenute d’acconto con Canada, Germania, Italia, Grecia, Regno Unito, Jugoslavia e Danimarca.

British Virgin Island
L’arcipelago, che fa parte delle colonie britanniche, è composto da circa 60 isole di cui 16 abitate. In questo centro offshore si pagano tasse calcolate sui redditi provenienti da qualsiasi paese del mondo. Le eccezioni riguardano i non residenti, che pagano tasse solo sui redditi provenienti dalle isole, e i residenti solo per sei mesi all’anno, che sono del tutto esentati. Dal 1996 le isole Vergini hanno riconosciuto e regolamentato il settore dei fondi comuni di investimento attraverso il "Mutual fund act". Di recente è stata introdotta anche una normativa antiriciclaggio. Non esistono comunque leggi specifiche sulla privacy e non c’è un meccanismo formale riguardo allo scambio di informazioni tra le isole e le autorità fiscali straniere. Per incoraggiare gli investimenti offshore, inoltre, sono state ristrette le procedure necessarie all’ottenimento dell’approvazione di coloro che offrono servizi finanziari, da parte dell’organismo governativo che sovraintende a queste attività, il Financial service department (Fsd).

Ungheria
La Repubblica di Ungheria ha ottenuto l’indipendenza dalla Russia nel 1990, data in cui si svolsero le prime elezioni democratiche. È un paese associato all’Unione europea dal 1993, e nel 1994 ha richiesto lo status di membro. La modernizzazione, iniziata qualche anno fa con la privatizzazione della maggior parte delle imprese, è tuttora in corso. La moneta nazionale è il Forint ungherese (Huf), che dal 1995 è convertibile con qualsiasi altra valuta, grazie all’introduzione di un regolamento sui cambi. L’abbassamento del carico fiscale avviene attraverso la costituzione di spa offshore o di corporation. Queste particolari forme societarie consentono di pagare ritenute pari al 3% dei profitti all’anno. Grazie ai trattati contro la doppia imposizione, questa soglia è ulteriormente riducibile.

Autori: Pasquale Scordino – Italia Oggi

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