Nel mirino della Guardia di Finanza c’è l’evasione internazionale

Attualmente in corso 1.400 filoni di indagini nei confronti di detentori di capitali all’estero non dichiarati.
Alla presenza del comandante generale della Guardia di Finanza, Cosimo D’Arrigo, e di rappresentanti di istituzioni politiche, civili, militari e religiose, è stato presentato ieri a Roma, presso il salone d’onore della caserma "Gen. B. Sante Laria", il tradizionale rapporto annuale dell’Arma.

L’operato delle Fiamme gialle da gennaio a novembre del 2009 è stato illustrato del generale di brigata, Giuseppe Vicanolo, che ha ricordato le innumerevoli azioni di contrasto alle frodi e all’illegalità in cui sono stati coinvolti gli uomini della Guardia di finanza.

"La macchina operativa attivata in sinergia con l’Agenzia delle Entrate è in piena corsa, non sta rallentando affatto, ma anzi sta rafforzando la propria marcia grazie all’azione d’intelligence, all’analisi di rischio delle banche dati dei trasferimenti finanziari internazionali, ai controlli dei dati trasmessi all’anagrafe dei rapporti dalle banche e dagli intermediari finanziari, ai monitoraggi dei trasporti di valuta oltre confine con strumenti di video sorveglianza e soprattutto grazie ai rapporti di collaborazione e di scambio d’informazioni instaurati con gli organi collaterali dei paesi comunitari ed extraeuropei".

Le priorità di azione del Corpo, per il 2010, sono state illustrate dal generale D’Arrigo, in linea con gli obiettivi assegnati dal ministro dell’Economia e delle Finanze nell’atto di indirizzo di giugno: proseguimento e rafforzamento dell’azione di contrasto all’evasione fiscale e ai fenomeni di illegalità economica. In questo ambito, si collocano i 50mila controlli sugli indici di capacità contributiva, cioè sul possesso di beni di lusso di valore eccessivo rispetto ai redditi dichiarati. E ancora, contrasto all’evasione internazionale e ai paradisi fiscali, intensificazione dei controlli delle frodi in materia di Iva, con particolare attenzione alle grandi "frodi carosello" attuate tramite l’emissione di fatture inesistenti da parte di "società cartiere", che consentono di evadere l’imposta e immettere sul mercato beni a prezzi inferiori al normale.

 

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