Moody’s:

La sfida «più grande» per il governo italiano «é conseguire un’inversione decisa e duratura della dinamica di crescita esponenziale del debito pubblico e dei relativi costi di finanziamento»pur in uno scenario di «bassa crescita economica» che «dovrebbe prevalere per un po’». Lo scrive Moody’s in un rapporto sull’andamento del debito pubblico italiano in rapporto ad altri paesi europei. L’entità dello sforzo richiesto all’Italia, tuttavia, appare «relativamente moderata rispetto ad altri paesi Ue» e questa aspettativa é incorporata nell’outlook stabile sul rating ‘Aa2‘ assegnato da Moody’s ai titoli di Stato italiani.

L’agenzia di rating ricorda che i parametri di finanza pubblica italiani, come quelli di altri paesi, sono finiti sotto pressione a causa della crisi finanziaria globale. Il rapporto debito/pil é previsto in ascesa di 14,3 punti percentuali nei cinque anni tra il 2007 e il 2011, dal 103,5% al 117,8%, molto meglio, comunque, dell’esplosione prevista per Irlanda (+71,1 punti), Grecia (39,9 punti), Spagna (37,8 punti) e Portogallo (+27,5 punti). Di recente, ricorda Moody’s, «su un arco di tempo di oltre 10 anni, l’Italia é riuscita ad invertire e, quindi, stabilizzare il rapporto debito/pil grazie alla riduzione dei costi di finanziamento del debito e alla generazione di ampi avanzi primari».

La sfida per il paese, sottolinea Alexander Kockerbeck, vicepresidente e senior credito officer di Moody’s, nonché autore del rapporto, «é riuscire a riprendere questo cammino nei prossimi anni». «Alcune recenti iniziative del governo – continua Kockerbeck – indicano che il bilancio pubblico può offrire uno spazio di manovra sufficiente per conseguire ulteriori risparmi e incrementi dell’efficienza» e stabilizzare questo trend. Questo «contribuirebbe ad ancorare le aspettative dei mercati e migliorare il rapporto tra risorse pubbliche e costi di finanziamento del debito, una premessa essenziale per rivedere al rialzo il rating sulle obbligazioni governative italiane», aggiunge Kockerbeck. Se si guarda nel dettaglio l’andamento previsto per il debito italiano nel periodo 2007-2011, continua il rapporto, si può vedere che l’Italia é l’unico paese il cui bilancio primario avrà un effetto di contenimento sul parametro di 1,4 punti percentuali nei cinque anni. Questo «é un riflesso della solida struttura del bilancio» generale italiano.

Per stabilizzare la traiettoria del debito italiano «il fabbisogno immediato di aggiustamento é limitato e non peserà in modo eccessivo sulla ripresa economica e sulla coesione sociale», a differenza di quanto succederà in altri paesi dove la manovra correttiva dovrà essere "brutale" come in Irlanda (38,4 punti), Spagna (25,8 punti), Grecia (24,2 punti) e Portogallo (15 punti) sempre nei cinque anni al 2011. Il tallone di Achille del bilancio pubblico italiano, scrive ancora Moody’s, é la spesa per interessi che aggiungerà 19,8 punti percentuali al rapporto debito/pil nel periodo 2007-2011, un dato superato solo dalla Grecia (+21,2 punti) e con il Belgio al terzo posto (+16 punti). Riguardo agli andamenti di mercato, il rapporto sottolinea come, durante la crisi, il governo italiano sia stato in grado di finanziare un volume considerevole di debito senza che ne risultasse un forte aumento del costo del finanziamento. Per questo, «ci sono buone possibilità che i parametri di accesso ai finanziamenti resteranno sostenibili per l’Italia anche in uno scenario di bassa crescita» e questo costituisce un sostegno per il rating italiano ‘Aa2′.

Fonte : IlSole24Ore

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