Londra, l’insolito Natale della City in compagnia del Fisco

Nel pieno della notte di Natale, proprio mentre ci si appresta alla consegna dei regali e ci si prepara a stilare la contabilità generosa del Christmas Day, può anche accadere che alcune centinaia di contribuenti londinesi, 620 per l’esattezza, optino per una celebrazione natalizia alternativa scegliendo, per esempio, di spendere alcune ore di fronte allo schermo del loro personal computer, impegnati nella compilazione della dichiarazione annuale dei redditi da trasmettere via Internet all’agenzia delle Entrate. L’episodio non è passato inosservato, al contrario, dato l’attuale momento di crisi che si sta riflettendo sulle finanze pubbliche del Regno Unito.

Previsioni economiche e adempimenti fiscali
La stima d’un deficit annuale superiore al 5 per cento conferma il superamento di un livello di guardia che non si ravvisava da anni sul Tamigi. In questo contesto il caso dei 620 contribuenti britannici che, anche il giorno di Natale, hanno preferito dedicare ore liete al fisco di Sua Maestà è stato commentato con diversi toni e accenti. Per molti si tratta d’un chiaro segnale di crisi, incombente da mesi ma oramai alle porte, e il cui unico dubbio riguarda come misurarne l’impatto finale, visto che di settimana in settimana si aprono nuovi capitoli di spesa con conseguente mobilitazione di miliardi di sterline di risorse pubbliche. Ma per gli osservatori meno coinvolti nei trend della finanza globale, l’adempimento d’un obbligo fiscale come l’insolito invio della propria dichiarazione dei redditi nel pieno dei festeggiamenti del Christmas Day, può anche essere interpretato in senso favorevole al fisco. L’Amministrazione finanziaria, recentemente, ha avviato diverse iniziative mirate ad alleggerire il peso di imposte, tasse e tributi e, nel contempo, disegnate per riavvicinare l’Amministrazione finanziaria ai cittadini. A queste misure, si devono poi aggiungere gli sconti fiscali decisi dall’Esecutivo nei mesi passati.

Se meno Iva è uguale a meno inflazione
A questo riguardo, secondo le valutazioni di esperti ed analisti, la riduzione di 2,5 punti percentuali dell’Iva, la cui aliquota è scesa dal 17,5 al 15 per cento, ha avuto un impatto decisamente favorevole sull’inflazione, contribuendo in modo significativo a determinarne la discesa d’un punto, dal 4,1 al 3,1 per cento, livello questo registrato questa settimana dall’ufficio nazionale di statistica britannico e riferito al mese di dicembre. Naturalmente, oltre al taglio dell’Iva l’assottigliamento dell’inflazione il mese scorso è dovuto sia allo scivolone subito dal prezzo del petrolio che agli sconti nei listini dei negozi e dei centri commerciali più rinomati. In coincidenza con le settimane dedicate allo shopping natalizio, è stata registrata una diminuzione dei prezzi dei beni in vendita.

La crisi spinge l’invio online delle dichiarazioni
Sotto l’albero del fisco britannico, in questo periodo di crisi, si registra anche l’inatteso sprint nei numeri relativi alla trasmissione in via telematica delle dichiarazioni dei redditi. Sono stati infatti oltre 3 milioni i modelli inviati a ridosso delle festività natalizie, registrando un aumento rispetto all’anno precedente pari al 39 per cento. Peraltro, il termine ultimo è fissato quest’anno per il 31 gennaio, data entro cui le dichiarazioni compilate via Internet potrebbero raggiungere anche i 4 milioni. Un vero e proprio record per l’Amministrazione finanziaria britannica che, sul versante telematico, da anni stenta a decollare nonostante gli investimenti massicci e le risorse dedicate alla fiscalità in formato byte.

Stefano Latini – Nuovo Fisco Oggi

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