La nascita del mini-eolico tra incentivi e paradossi

Datemi una piccola pala eolica e vi renderò autonomi. E’ così? Non proprio. Parafrasare Archimede, per il mini-ecolico, è ancora prematuro. Il settore, in Italia, viaggia a due velocità. Da una parte moltissime richieste, dall’altra offerte non sempre chiare nei tempi, costi e certificazione degli impianti. Con il risultato che si è fatta strada la convinzione di una tecnologia già molto diffusa e "fai-da-te", pronta per il balcone di casa. Non è proprio così. Soprattutto è molto difficile avere un’idea di quante micro-pale siano già installate. Il punto è che il mercato ha subìto un brusca accelerazione con gli incentivi, pochi mesi fa. Le aziende che producono o installano impianti fino a 100Kw di potenza ci sono e si stanno organizzando. Basta prendere in considerazione l’ultima settimana. La vicentina Itigroup è entrata nel capitale della francese Nhelios (con advisor esclusivo Klecha & Co) e presto produrrà turbine nell’impianto di Villaverla. Entro tre anni usciranno dalle macchine 6mila turbine all’anno e verranno assunte 50 persone. Negli stessi giorni Bluminipower e Jonica impianti, tra i leader nazionali del settore, hanno siglato un accordo commerciale per la vendita di una turbina di Jonica impianti anche nei canali commerciali di Bluminipower. Tra i principali operatori italiani ci sono anche Terom, Siper, Ropatec, Tozzi Nord, Aria, Eol (spin-off dell’università di Napoli), Enel.si.

Cosa sta succedendo?

Il movimento è in gran parte dovuto ai decreti attuativi della Finanziaria approvata a fine 2007, arrivati – in forte ritardo – all’inizio del 2009. L’incentivo da 30 centesimi di euro per l’energia messa in rete dagli impianti eolici fino a 200kw (sul modello del Conto energia fotovoltaico) ha mosso il mercato. Non solo. Gli impianti autonomi possono fare conto sullo scambio sul posto: l’energia in eccesso rispetto ai consumi viene immessa in rete e costituisce un credito per successivi prelievi, come se fosse un magazzino. A differenza del fotovoltaico, i due incentivi non si possono sommare.

Come fare per realizzare un impianto?

Generalmente i produttori offrono un pacchetto "chiavi in mano", con tutte le analisi e i piani di investimento del caso. «Già oggi ci viene fatta una richiesta al giorno – spiega Antonio Grasso, che per Ivpc sta seguendo il progetto che a breve porterà il leader dell’eolico di grossa taglia nel mini-eolico con la nuova controllata Minipower – solo che si sta diffundendo la convinzione che sia una soluzione "fai-da-te", mentre in realtà non è così». Non basta comprare una pala e installarla. Prima c’è l’analisi della direzione e della ventosità del sito (al mozzo la velocità dev’essere di almeno 5 metri al secondo), le caratteristiche territoriali, la scelta della turbina, la fase autorizzativa. Quest’ultima varia tantissimo: alcuni regolamenti regionali prevedono semplificazioni normative anche per impianti al di sopra di 60 kW. In Puglia e Campania, ad esempio, è possibile installare impianti fino ad 1 MW, rispettando determinate condizioni, semplicemente con una denuncia di inizio attività (Dia).

L’opportunità entro il 2020. «L’offerta non è ancora matura – continua Grasso – la disponibilità di macchine opportunamente testate è ancora limitata. Nel Paese credo che gli impianti effettivamente attivi non siano più di una quarantina». Le potenzialità però ci sono, visto che l’Anev (l’associazione dei produttori di energia da fonte eolica) è convinta si possa arrivare a 1,5 Twh entro il fatidico 2020. «Non credo che il punto di arrivo siano i condomini e le città, dove si pongono problemi di impatto paesaggistico – conclude Grasso – ma gli agriturismi, le villette, le aziende isolate».

I costi.

Itieolis, da fine anno, commercializzerà una microturbina da 1,5 Kw (la potenza massima erogata dal contatore tradizionale è di circa 3 Kw). Un prodotto da 3,5Kw sarà disponibile all’inizio del 2010. Le turbine destinate ai privati avranno un costo variabile tra i 10 e 20 mila euro, in funzione della potenza dell’impianto. Secondo i calcoli dell’azienda ogni famiglia potrà ammortizzare i costi in circa 6 anni.

Fonte : IlSole24Ore

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