La lotta all’evasione si fa in tre: intesa agenzia Entrate-Anci-Ifel

Firmato oggi il protocollo per dare spinta alla partecipazione dei Comuni all’attività di accertamento
Tre alleati per un fine “Comune”. Siglato oggi il protocollo d’intesa biennale antievasione tra agenzia delle Entrate, Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) e Ifel (Istituto per la finanza e l’economia locale), realizzato con il coordinamento della Presidenza del consiglio dei ministri. L’obiettivo dell’intesa è duplice: uniformare il coinvolgimento dei Comuni “sentinella” in un’attività di controllo sempre più diffusa sul territorio e implementare strumenti e azioni che possano favorirla e accelerarla. A questo proposito, l’Ifel si impegna a fornire assistenza tecnica a tutti i Comuni, così da agevolare i processi telematici di integrazione nella Pa.

 
L’alleanza a tre contro i furbetti mette in campo un vero e proprio team di esperti antievasione, un programma di formazione a tutto campo, una check list per le segnalazioni mirate e un costante monitoraggio sui risultati dell’azione segnaletica dei Comuni.
 
Team di lavoro pronto all’azione – L’intesaprevede la nascita di un gruppo di lavoro composto da otto esperti, altamente qualificati, provenienti per metà da Anci e Ifel e per l’altra metà dall’agenzia delle Entrate, rispettivamente specializzati nei processi di verifica e accertamento comunale ed erariale, banche dati e informatica. Il team antievasione contribuirà, con incontri periodici dedicati, a definire le linee guida per la realizzazione degli obiettivi dell’intesa. In particolare, nella prima riunione verrà stilato un vero e proprio action planning, con un’agenda degli incontri, delle questioni all’ordine del giorno e delle priorità da affrontare. Per il funzionamento del gruppo, l’Anci e l’agenzia delle Entrate metteranno a disposizione le loro strutture centrali e periferiche, così da minimizzare i costi.
 
Piano antievasione, con tanto di check list prêt-à-porter – Il patto mette nero su bianco un piano d’azione in più punti. Tra le priorità, definire una check list di fatti, elementi e informazioni che aiutino a predisporre segnalazioni qualificate direttamente utilizzabili per evidenziare comportamenti potenzialmente elusivi o evasivi. Non solo. L’agenzia delle Entrate si impegna a realizzare dei corsi di formazione a cascata per il personale comunale, per favorire la partecipazione degli 007 locali all’accertamento. Presto ci sarà un nucleo di operatori comunali esperti in ogni regione, con il compito di diffondere tutto il know-how necessario a potenziare sempre di più la partecipazione degli enti locali all’accertamento. In particolare, l’Anci assicurerà, attraverso l’Ifel, la disponibilità all’uso delle strutture comunali per svolgere sessioni di formazione programmate sul territorio, che si terranno, di norma, nei capoluoghi di regione e provincia.
Inoltre, l’intesa prevede la diffusione di best practices riscontrate sul territorio, per favorirne la conoscenza e l’implementazione nelle altre realtà locali. Focus anche sulle potenzialità del web e sullo studio di applicazioni informatiche utili per aumentare la qualità delle azioni che le parti in gioco possono concretamente realizzare in sinergia.
 
Scambio di informazioni e monitoraggio no stop – L’intento dell’accordo antievasione è anche quello di monitorare costantemente i risultati della partecipazione dei Comuni all’accertamento, sulla base di informazioni omogenee e di precisi indicatori concordati.  L’Agenzia, in particolare, s’impegna ad assicurare una tracciatura ben precisa di ciascuna segnalazione qualificata trasmessa dai Comuni, consentendo così, in ogni stadio del ciclo di verifica e accertamento, di restituire informazioni aggregate significative, fornendone anche un dettagliato report all’Anci. Dal canto loro, l’Anci e l’Ifel promuoveranno presso i Comuni iniziative di sensibilizzazione utili a raccogliere sistematicamente informazioni sull’andamento delle attività di partecipazione ai controlli. Le Entrate, inoltre, verificheranno e concorderanno con le parti in gioco le eventuali informazioni aggiuntive di cui avranno bisogno i Comuni per partecipare al meglio all’accertamento, impegnandosi a fornirle, sempre nel rispetto dei limiti fissati dal codice sulla privacy.
 
C’era una volta l’accertamento “in Comune”, storia di una sinergia – Il patto contro gli evasori firmato oggi si inserisce in una cornice più ampia di provvedimenti messi in atto dall’Amministrazione finanziaria per favorire la partecipazione degli 007 comunali all’accertamento, avviata quattro anni fa con il Dl 203/2005, con cui è riconosciuto ai Comuni il 30% delle maggiori somme, relative a tributi statali, riscosse a titolo definitivo dagli accertamenti “condivisi”.

La sinergia Entrate-Comuni, poi, si è ulteriormente rafforzata nel 2007, quando un provvedimento ad hoc dell’Agenzia ha definito le aree di intervento rilevanti per le segnalazioni da parte degli enti locali delle informazioni qualificate sui comportamenti potenzialmente evasivi o elusivi dei contribuenti. Tra gli “osservati speciali”, i settori delle residenze estere fittizie, del patrimonio immobiliare e degli affitti in nero, dell’urbanistica, del commercio e delle professioni, nonché dei beni “spia” di capacità contributiva dei cittadini. Le Entrate, contestualmente, si sono impegnate a mettere a disposizione delle amministrazioni comunali i flussi informativi su bonifici bancari e postali per ristrutturazioni edilizie, contratti di somministrazione di acqua, luce e gas disponibili in Anagrafe tributaria, contratti di affitto di case e denunce di successione che riguardano immobili. Dal 9 febbraio scorso, inoltre, le segnalazioni dei Comuni all’Agenzia viaggiano via web, attraverso il canale telematico Siatel.

Fonte : IlFiscoOggi

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