Indici di affidabilità al posto degli studi di settore: approvato emendamento

Indici di affidabilità (Isa) nell’emendamento alla manovra correttiva per sostituire gli studi di settore. La grande novità degli Isa è il definitivo abbandono degli studi di settore in favore di un meccanismo di “incentivazione” alla compliance infatti i nuovi indici di affidabilità sono formati da un insieme di indicatori elementari di affidabilità/ anomalia e consentono di posizionare il livello dell’affidabilità fiscale dei contribuenti su una scala da 1 a 10. In dettaglio,

  • gli indicatori elementari di affidabilità valutano l’attendibilità di relazioni e rapporti tra grandezze di natura contabile e strutturale, tipici per il settore e/o per il modello organizzativo di riferimento,
  • gli indicatori elementari di anomalia valutano incongruenze e situazioni di normalità/coerenza del profilo contabile e gestionale che presentano carattere atipico rispetto al settore e al modello organizzativo cui sono riferiti.

A partire dalla annualità di imposta 2017 saranno operativi 70 Isa che riguarderanno circa un milione e mezzo di contribuenti. 29 indicatori sintetici di affidabilità saranno sviluppati per il settore del commercio, 15 per le manifatture, 17 per i servizi e 9 per i professionisti. Per il periodo d’imposta 2018 anche i contribuenti che rientrano nei restanti 80 settori economici avranno a disposizione questo nuovo strumento.

L’emendamento approvato ieri prevede che:

  • entro il 31 dicembre di ogni anno l’Agenzia delle Entrate pubblichi un provvedimento con le attività economiche per le quali devono essere realizzati gli indici e quelli da sottoporre a revisione.
  • per il periodo d’imposta 2017 il provvedimento delle Entrate dovrà essere emanato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del Dl 50/2017.
  • i dati utilizzati per la realizzazione dei nuovi Isa saranno quelli delle dichiarazioni fiscali, dell’Anagrafe tributaria e dell’INPS (saranno presenti anche i contributi).

Per quanto riguarda il regime premiale, questo prevede:

  • la riduzione dei tempi di accertamento parametrata al grado di fedeltà fiscale
  • l’esclusione dalla disciplina delle società non operative,
  • lo stop al redditometro,
  • l’esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti Iva fino a 50mila euro e per i crediti da imposte dirette e Irap fino a 20mila euro.
  • nessun visto di conformità per i rimborsi Iva fino a 50mila euro.

Attenzione: il regime premiale sarà automaticamente precluso nei casi di reati tributari.

L’elaborazione degli Isa sarà affidata a una commissione di esperti nominati dal Mef, in relazione delle indicazioni dell’amministrazione finanziaria e delle associazioni di categoria e ordini professionali.

Fonte: Il Sole 24 Ore

 

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