Equitalia, già 7,3 mld in 10 mesi.

I risultati di quattro anni di lavoro volto al recupero dell’evasione e al miglioramento dei servizi ai cittadini
Riduzione delle società operative, per ora, da 38 a 17, ma entro il prossimo anno scenderanno a tre macrosocietà: una per il Nord, una per il Centro, la terza per il Sud.

 
Diminuzione di 4mila unità di personale, senza costi a carico dello Stato, grazie al Fondo esuberi delle ex concessionarie private. Meno dipendenti, ma più razionalizzazione nella gestione degli 8mila lavoratori attualmente in servizio.

 
Questi alcuni dei fattori che hanno contribuito a rendere più efficace l’attività di riscossione e di lotta all’evasione fiscale del Gruppo Equitalia, portando nelle casse dell’Erario, dal 2007, circa 30 miliardi di euro, di cui più del 20% proveniente da contribuenti con debiti superiori a 500mila euro.
Nei primi dieci mesi di quest’anno, sono stati riscossi 7,3 miliardi di euro, che fanno segnare 16,5 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo del 2009.
 
In questo quadro risalta, inoltre, il costante miglioramento dei servizi offerti al cittadino, come la maggiore razionalizzazione della rete degli sportelli sul territorio nazionale, l’attivazione dell’estratto conto on line e regole semplici e trasparenti per la rateizzazione dei debiti.
Rispetto a questa ultima opportunità, fino a oggi, circa un milione di contribuenti, ha potuto dilazionare, fino a sei anni, quanto dovuto all’Erario, con rate a partire da 100 euro mensili, senza obbligo di garanzie e fideiussioni. L’istituto della rateizzazione, oltre a rappresentare un significativo aiuto nei confronti dei contribuenti e delle imprese in difficoltà, ha segnato anche un consistente calo delle procedure cautelari ed esecutive: un dato per tutti, le iscrizioni ipotecarie sono passate da 91mila a 80mila nei primi sei mesi del 2010.
Nella strategia del Gruppo, ricorda una nota di Equitalia, “la vendita all’asta di immobili rappresenta l’extrema ratio e il più delle volte avviene quando in gioco ci sono molti altri creditori, come ad esempio le banche, e per importi significativi”.
 
E, ancora sulla strada della semplificazione e trasparenza, da maggio, i contribuenti possono bloccare le cartelle non aggiornate all’effettiva situazione debitoria, con una semplice autocertificazione. L’errore, in genere, è causato dalla tardiva comunicazione, da parte degli enti impositori, dell’avvenuto pagamento.

L’impegno del Gruppo, evidenzia infine il comunicato, è quello di contribuire a diffondere la legalità e l’equità fiscale – agendo secondo le norme stabilite dal legislatore – per tutelare l’intera collettività.

Fonte : IlFiscoOggi

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