Ecco la “service tax” imposta diretta a sostituire gli attuali balzelli degli enti locali

È il momento della "service tax", un’imposta unica chiamata a sostituire gli attuali balzelli degli enti locali come tassa sui rifiuti, di scopo o addizionale Irpef. L’idea è stata lanciata ieri dal ministro della Semplificazione Roberto Calderoli di fronte alla commissione bicamerale sul federalismo. "Non abbiamo intenzione di reintrodurre l’Ici – ha spiegato l’esponente del Carroccio – il nostro obiettivo è quello dell’autonomia impositiva e della semplificazione delle entrate tributarie". Insomma, "un lavoro di sfoltimento" che però, spiegano gli esperti, non potrà che venire alla luce alla fine del percorso federalista.

Ma quella per realizzare il federalismo fiscale è una corsa contro il tempo. La Lega deve incassare il primo decreto attuativo – quello sul trasferimento dei beni demaniali a regioni ed enti locali – entro il 20 maggio. Gli altri – che vuole portare al governo entro dicembre – scadranno lo stesso giorno del 2011 (trasferimento delle imposte e costi standard dei servizi). Ecco perché ieri Calderoli ha accelerato i tempi in un vertice con Bossi e Tremonti e si è mostrato conciliante con Fini ("l’alleanza non è in discussione"), venendo incontro ai suoi timori: "Non ci sono rischi per la coesione sociale, così come il problema nord-sud è superato visto che il federalismo vuole proprio ridurre il divario". E una lancia in suo favore l’ha spezzata il Guardasigilli Alfano, siciliano doc, dicendo che il federalismo "non danneggerà il merdione". In serata lo stesso Calderoli ha incontrato Fini per un chiarimento proprio sul federalismo, anche se ieri il ruolo del poliziotto cattivo l’ha fatto il leghista Castelli, dicendo di avere l’impressione che l’ex leader di An voglia bloccare le riforme del Carroccio.

Per accelerare i tempi Calderoli ha chiesto alle Regioni di "non fare come i polli di Renzo" iniziando a discutere per accaparrarsi il maggior numero di beni, perché se no "non arriva niente a nessuno". Al contrario, ha rassicurato, con il federalismo demaniale ci sarà una "equa distribuzione". In ballo ci sono spiagge, laghi, terreni agricoli e caserme in disuso. Quanto all’abolizione delle Province, Calderoli ha indicato che prima dovranno essere soppressi "34 mila enti intermedi" inutili e che fanno lievitare la spesa. Insieme al federalismo, poi, dovranno venire alla luce la Carta delle Autonomie e la riforma delle istituzioni in senso federale.

Le proposte di Calderoli non sono piaciute al Pd, per il quale la Service Tax segna il ritorno dell’Ici. Per Marco Causi il ministro "non è partito con il piede giusto". I decreti attuativi, ha spiegato, "non si possono fare frettolosamente e a pezzi" altrimenti "non si garantiscono equilibri e garanzie" per tutti i territori. Per Enrico Letta il federalismo è fermo per colpa delle liti nella maggioranza. Ma il presidente della bicamerale, Enrico La Loggia (Pdl), ha garantito che si sta lavorando "serenamente, anche con l’opposizione" e che "entro la fine di maggio il federalismo demaniale sarà realtà".

Fonte: ALBERTO D’ARGENIO da http://www.repubblica.it

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