Studio Commerciale Spidalieri - Termoli (CB)
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\\ Home Page : Storico : Provvedimenti (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

Due decreti subito per chiudere la partita con i comuni entro luglio e i restanti tre a settembre per esaminare il fascicolo delle regioni nella sua interezza. È la tabella di marcia sul federalismo fiscale messa a punto dal governo. Che prenderà il via giovedì, quando il consiglio dei ministri darà il via libera preliminare al dlgs sui fabbisogni standard degli enti locali, e proseguirà la settimana prossima con il varo del provvedimento sull'autonomia tributaria dei sindaci. Dove, accanto all'imposta «municipale» sugli immobili e alla cedolare secca al 23%, dovrebbe trovare spazio anche la perequazione dalle città "ricche" a quelle "povere" gestita dallo stato e dall'Anci.

Dunque si comincerà con mettere i paletti alla spesa di sindaci e presidenti di provincia. Fissare i fabbisogni standard significa individuare la quantità efficace ed efficiente dei servizi da erogare ai cittadini nelle funzioni che la legge 42 considera «fondamentali» per i comuni (amministrazione, polizia locale, istruzione pubblica, viabilità e trasporti, territorio e ambiente, servizi sociali) e le province (amministrazione, istruzione pubblica, trasporti, territorio, tutela ambientale, sviluppo economico). Gli standard individuati con il meccanismo descritto nell'articolo qui accanto andranno poi finanziati e perequati al 100 per cento.

Con quali risorse? Con i tributi propri dei singoli enti e un fondo perequativo ad hoc. E qui entra in gioco il decreto sull'autonomia fiscale atteso entro la fine del mese o al massimo per i primi giorni di agosto. Ai comuni andranno tutti i tributi immobiliari. In due tempi. All'inizio i sindaci si vedranno attribuire i 15 miliardi di gettito dell'Irpef sugli immobili e delle imposte ipotecaria, catastale, di registro e di successione, che si sommeranno ai 10 attualmente incassati con l'Ici sulla seconda casa. In un secondo momento i primi cittadini potranno accorpare tutte le forme d'imposizione in un un'unica tassa nella quale far confluire tutti gli altri "balzelli" già oggi comunali (dalla Tarsu alla Tia fino alla tassa di occupazione suolo pubblico).

Il fine esplicito è quello di semplificare la vita ai contribuenti che al posto di 24 forme d'imposizione tra tributi, addizionali e compartecipazioni potranno trovarsene davanti una sola. Da versare a un unico referente: i comuni appunto. Che in questa seconda fase si vedranno recapitare anche gli introiti della cedolare secca sugli affitti al 23 per cento.

Dove non basteranno i tributi propri interverrà la perequazione. In una misura che si presume meno ampia man mano che l'autonomia tributaria darà i suoi frutti. Il meccanismo dovrebbe essere quello auspicato dall'associazione dei sindaci. Poiché il gettito dei tributi immobiliari risulta molto diverso lungo lo Stivale un fondo gestito dallo stato e dall'Anci si preoccuperà di prelevare le risorse in sovrappiù delle città "ricche" per attribuirle a quelle "povere". In modo da livellare i gettiti e garantire la copertura integrale dei fabbisogni standard.

I primi cittadini dovrebbero poter contare su un altro strumento per reperire fondi aggiuntivi: l'emersione degli immobili fantasma. Proseguendo la strada già avviata con la manovra i comuni potranno accedere agli elenchi e alle mappe delle case sconosciute al fisco. Non si partirà da zero visto che l'Agenzia del territorio ha già censito 2 milioni di particelle non dichiarate. A quel punto le stesse amministrazioni municipali potranno mandare l'avviso di accertamento ai presunti proprietari e costringerli ad emergere dal nero. Riservandosi il diritto di scegliere se regolarizzare o meno le abitazioni fantasma magari approvando una variabile al piano regolatore. Un'ipotesi questa che non piace al presidente dell'Anci Sergio Chiamparino.

Chiusa la partita municipale l'esecutivo potrà dedicarsi all'avvio di quella regionale. A differenza di quanto dichiarato giovedì scorso dal ministro della Semplificazione Roberto Calderoli il decreto con il percorso per l'approdo ai costi standard dovrebbe slittare a settembre quando si discuterà anche di autonomia finanziaria delle regioni (oltre che delle delle province). In modo da sedersi al tavolo con i governatori una volta sola.


 
Di Peppeter (del 20/07/2010 @ 14:58:18, in Provvedimenti, linkato 54 volte)

Sale a oltre 25 miliardi il valore della manovra dopo il passaggio a Palazzo Madama. Un passaggio che, come certificano l'ufficio studi e il servizio bilancio della Camera, ha migliorato l'impatto sul deficit, determinando un'ulteriore riduzione per 77,3 milioni nel 2011, 86,2 milioni nel 2012 e 54,6 milioni nel 2013. Ma se non ci sarà crescita il rischio di un ulteriore intervento correttivo sarà concreto.

Così da ieri ha preso il via, in commissione Bilancio della Camera, l'esame conclusivo della manovra economica del governo. Infatti, come ha spiegato il relatore, Gioacchino Alfano (Pdl), pur se ci sono questioni da approfondire, non ci sono i tempi per modificare il testo giunto dal Senato. Il relatore, infatti, non presenterà emendamenti (il termine è fissato per oggi alle ore 16). Il via libera della commissione è previsto, senza modifiche, per la fine di questa settimana e l'approdo in aula già da lunedì 26 luglio, per chiudere nei due giorni successivi con l'annunciato voto di fiducia.
Secondo Alfano «ci sono alcune questioni che possono essere approfondite come, ad esempio, i tagli alle regioni o ancora i regimi fiscali di attrazione europea (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), ma non ci sono i tempi per operare in questa manovra. Ma da luglio a settembre abbiamo tempo per verificare gli effetti di queste misure e vedere se c'è bisogno di un'altra manovra in cui inserire quello che è rimasto fuori». Una mano al governo e alle regioni per trovare un accordo potrebbe arrivare - ha concluso Alfano - con il federalismo.

E qualche dubbio sulla possibilità che possa arrivare nei prossimi mesi un ulteriore intervento correttivo lo hanno sollevato anche i tecnici di Montecitorio. Questo soprattutto se gli effetti recessivi della manovra non dovessero essere compensati da una maggior crescitadell'economia, così come ipotizzato dal governo.
A migliorare i saldi della manovra dopo le modifiche apportate dal Senato hanno contribuito anche le maggiori entrate (dal 35,5% in media nel triennio nel testo iniziale al 37,8% nel testo all'esame della Camera). L'incremento, spiegano ancora i tecnici, è dovuto: all'aumento del prelievo sostitutivo sui fondi comuni immobiliari chiusi (articolo 32), che assicura un maggior gettito di 40 milioni di euro nel 2011 e di 34 milioni annui dal 2012; alla parziale indeducibilità delle variazione delle riserve tecniche obbligatorie delle assicurazioni che operano nel ramo vita, con un maggior gettito di 99 milioni nel 2010, 363 milioni nel 2012 e 264 milioni di euro annui dal 2013.
Sulle maggiori entrate il servizio studi comunque suona un campanello d'allarme: le stime sono connotate da un certo margine di aleatorietà, «in quanto dipendenti da valutazioni di convenienza del contribuente e dal grado di percezione dell'efficacia della successiva azione accertatrice e sanzionatoria».

Nel mirino anche le quantificazioni per l'addizionale del 10% sulle stock option, come l'emersione degli immobili fantasma. In questo caso i tecnici hanno sottolineano come il numero delle unità immobiliari che si recupereranno a tassazione (1,3 milioni di unità) e la corrispondente rendita catastale (627 milioni di euro) rappresentano stime effettuate sulla base di dati forniti dal Territorio. Dati che, però, necessitano di un supplemento di istruttoria per definire soprattutto la «metodologia attraverso la quale si sia pervenuti a tali parametri di stima». Infine, oltre alla quote latte e agli ulteriori tagli lineari per i ministeri, sull'introduzione dei pedaggi sui raccordi di competenza dell'Anas, i tecnici chiedono chiarimenti perché la relazione tecnica «non fornisce in maniera esaustiva gli elementi per il calcolo delle maggiori entrate in capo all'Anas, cui corrispondono minori oneri per la finanza pubblica».

Fonte: M.Mo. - II Sole 24 Ore - pag. 25


 
Di Peppeter (del 07/07/2010 @ 14:30:43, in Provvedimenti, linkato 121 volte)

Approvate, con provvedimento direttoriale, le specifiche tecniche in base alle quali vanno inseriti, nel modello di comunicazione, i dati relativi alle transazioni effettuate con operatori economici che hanno sede, residenza o domicilio nei paesi a fiscalità privilegiata (individuati dai decreti del ministro delle Finanze 4/05/1999 e del ministro dell'Economia e delle Finanze 21/11/2001).

L'invio degli elementi informativi da parte dei soggetti passivi Iva, è obbligatorio dal 1° luglio scorso (decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze del 30 marzo 2010). Il modello, con l'indicazione delle cessioni e acquisti di beni e delle prestazioni di servizi effettuate e ricevute, va trasmesso all'Agenzia delle Entrate, in via telematica, entro l'ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento.

La trasmissione dei dati è trimestrale, se gli importi delle operazioni sono inferiori a un totale di 50mila euro nel trimestre; mensile negli altri casi. Se l'operatore ha effettuato la comunicazione trimestrale ma nel corso di un trimestre supera il limite dei 50mila euro, deve presentare il modello con cadenza mensile dal mese successivo a quello di superamento della soglia.
 

Fonte: r.fo. da nuovofiscooggi.it
 
 
 
Di Peppeter (del 26/05/2010 @ 11:53:40, in Provvedimenti, linkato 404 volte)

Arriva il si del Consiglio dei Ministri alla manovra finanziaria 2011-2013: “La manovra dà un messaggio chiaro e cioè che lo Stato deve costare meno ai cittadini” spiega Silvio Berlusconi. Le misure principali vanno dai tagli ai ministri, allo stop agli aumenti degli stipendi degli statali, passando alle finestre per la pensione fino ai pedaggi per i raccordi autostradali. Via inoltre alle Province più piccole, cioè quelle sotto i 220.000 abitanti che non confinano con Stati esteri e non ricadono in Regioni a statuto speciale. Spunta anche una tassa fino a 10 euro che può essere introdotta per ‘Roma Capitale’. Ecco nel dettaglio i punti salienti della manovra finanziaria:

1) Pubblico impiego: congelamento degli aumenti di stipendio fino al 2013;
2) Costo dei Ministeri: le spese tagliate del 10%;
3) Costo dei Partiti: il contributo per le spese elettorali viene diminuito del 20%;
4) Tracciabilità pagamenti: tetto a 5.000 euro per i pagamenti in contanti. Obbligo di fattura telematica oltre i 3.000 euro;
5) Lotta all’evasione: i comuni che collaboreranno incasseranno il 33% dei tributi statali incassati;
6) Stok option: aumentano le tasse sulle stok option;
7) Condono case fantasma: sanatoria sugli immobili fantasma;
8) Invalidità: la soglia per ottenere la pensione sale all’80%;
9) Imprese al Sud: le regioni meridionali potranno istituire un tributo proprio sostitutivo dell’Irap per le imprese avviate dopo l’entrata in vigore del dl con l’opportunità di ridurre o azzerare l’Irap;
10) Insegnanti di sostegno e Università: organico congelato e nessun blocco del turn-over per l’Università;
11) Pensioni: rinvio delle finestre per il pensionamento e per il riordino degli enti. La novità è invece l’accelerazione dei tempi per l’aumento dell’età pensionabile a 65 anni per le donne dipendenti del pubblica amministrazione che avverrà a gennaio 2016;
12) Tagli a Regioni, Provincie e Comuni: alle Regioni vengono chiesti tagli per oltre 10 miliardi in due anni (2011 e 2012); ai Comuni e Province vengono chiesti risparmi di 1 miliardo e 100 nel 2011 e 2 miliardi e 100 nel 2012.

 
Di Peppeter (del 26/05/2010 @ 11:36:25, in Provvedimenti, linkato 131 volte)

Semaforo verde dal Consiglio dei ministri al decreto legge contenente un pacchetto di misure necessarie per garantire la stabilizzazione finanziaria e la competitività economica del nostro Paese.

Una manovra di 24 miliardi di euro che inciderà nei prossimi due anni in modo strutturale sul tessuto economico-produttivo italiano con l'obiettivo di riportare nel 2012 il rapporto tra debito pubblico e Prodotto interno lordo al di sotto del 3%, in ottemperanza agli accordi che l'Italia ha stretto in campo Ue.

Nell'ambito della manovra, la lotta all'evasione fiscale e contributiva gioca un ruolo fondamentale. In tale ottica, si prevede il rafforzamento delle verifiche incrociate tra Agenzia delle Entrate e Inps, una maggiore partecipazione dei Comuni all'attività di accertamento, l'introduzione della tracciabilità dei pagamenti attraverso le fatture telematiche.

Benefici fiscali in arrivo per le reti d'impresa e le aziende operanti nelle regioni del sud Italia. Semaforo rosso, invece, per nuove imposte o aumenti di quelle già esistenti.

Fonte: Agenzia delle Entrate

 
Di Peppeter (del 20/05/2010 @ 15:11:03, in Provvedimenti, linkato 173 volte)

Il decreto legge incentivi incassa la fiducia di Palazzo Madama, con 163 voti favorevoli, 134 contrari e nessun astenuto. Il testo del Dl n. 40/2010, varato dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 marzo scorso, è stato integrato durante il suo iter nelle aule del Parlamento italiano. Uno sguardo sulle novità fiscali.

Intensificate le misure finalizzate al contrasto delle frodi carosello e delle cartiere: le imprese dovranno inviare, attraverso il modello di Comunicazione unica, anche le informazioni relative a operazioni di conferimenti d'azienda, fusione e scissione realizzate con l'estero.

Stop alle vecchie liti tributarie pendenti da oltre dieci anni. In caso di vittoria in primo e secondo grado, i contribuenti possono risolvere il contenzioso davanti alla Corte di cassazione pagando una somma pari al 5% del valore della controversia. Inoltre, per i gestori della riscossione esistenti prima di Equitalia, è prevista una chiusura agevolata delle controversie pendenti con il Fisco e relative alle attività svolte fino al 30 giugno 1999.

News anche dalla riscossione. Equitalia non potrà più iscrivere l'ipoteca sulla casa per chi ha debiti inferiori a 8mila euro. Inoltre, un contribuente, iscritto a ruolo, che ha già pagato potrà bloccare la riscossione coattiva dimostrando l'avvenuto pagamento.

Viene estesa alla produzione di bottoni e calzature l'agevolazione fiscale prevista, nella versione originaria del decreto, per le imprese del settore tessile e dell'abbigliamento. Si tratta della detassazione degli investimenti in attività di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo, finalizzate alla realizzazione di campionari.

Buone nuove anche per il no profit. Le fondazioni sono riammesse alla ripartizione del cinque per mille. Prorogato al 30 giugno 2010 il termine per la trasmissione della documentazione integrativa delle domande presentate telematicamente e relative agli esercizi finanziari 2007 e 2008.

Norme più stringenti anche in ambito contributivo: si prevede l'iscrizione a ruolo del recupero coattivo di somme indebitamente erogate dall'Inps e di crediti contributivi dello stesso Istituto.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede il decreto suddetto.

Il Dl n. 40/2010, oltre alle misure a sostegno della domanda in particolari settori per le quali lo Sviluppo economico indica le modalità di fruizione dei contributi, contiene importanti disposizioni in materia di lotta alle frodi internazionali e riduzione del contenzioso, e nuove regole per la notifica di atti ai non residenti.

 
Lotta all’evasione
Ulteriore rafforzamento della lotta all’evasione internazionale. Il decreto prende di mira, in particolare, le operazioni “carosello” e “cartiere” e, anche in aderenza alle nuove norme Ue sulla fatturazione elettronica, obbliga i soggetti passivi Iva a comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute nei confronti di operatori economici dei Paesi black list (individuati dai decreti del ministero dell’Economia e delle Finanze del 4 maggio 1999 e del 21 novembre 2001).
Le modalità di comunicazione alle Entrate saranno stabilite da un decreto Mef entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Dl incentivi. Inoltre, il ministero di via XX settembre potrà escludere dall’obbligo di comunicazione alcuni Paesi black list o alcuni settori di attività; allo stesso modo, potrà estendere l’adempimento anche a Stati non black list o a specifiche tipologie di attività o operatori.
 
Dal prossimo 1° maggio, inoltre, le società dovranno informare, attraverso il modello di comunicazione unica, il Registro imprese della Camera di commercio, l’Agenzia delle Entrate, l’Inps e l’Inail, degli eventuali trasferimenti all’estero della propria sede.
 
Il decreto legge introduce anche misure finalizzate a contrastare la fruizione illegittima di crediti d’imposta. In caso di utilizzo illecito di crediti agevolativi la cui fruizione è stata autorizzata da amministrazioni ed enti pubblici, anche territoriali, l’Agenzia delle Entrate trasmetterà a queste strutture i dati sui crediti utilizzati in diminuzione delle imposte, in modo da accelerare le procedure di recupero. Le somme recuperate dovranno confluire nell’entrata del Bilancio dello Stato, rimanendo acquisite all’Erario.
 
Il contrasto alle frodi, infine, viaggia anche in mare grazie alla sinergia tra l’Agenzia delle Entrate e l’Ipsema (l’Istituto di previdenza per il settore marittimo).
 
Notifiche ai contribuenti residenti all’estero
Nuove regolesul recupero all’estero di crediti per imposte italiane, in base a quanto disposto dalla direttiva Ecofin del 19 gennaio 2010.
Le notifiche ai contribuenti non residenti si considerano valide se effettuate tramite raccomandata con ricevuta di ritorno presso la residenza estera indicata nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero o la sede legale estera risultante dal Registro delle imprese. In mancanza di queste informazioni, la notifica sarà inviata all’indirizzo indicato in sede di richiesta del codice fiscale o di variazione dei dati.
La notifica è valida anche quando i residenti all’estero non abbiano comunicato all’Agenzia delle Entrate l’indirizzo della loro residenza o sede estera o domicilio, secondo le modalità stabilite con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. Le comunicazioni (e successive variazioni) hanno effetto dal trentesimo giorno successivo a quello della loro ricezione.
Le regole sono valide anche per la notifica delle cartelle di pagamento.
 
Deflazione del contenzioso
Viaggiano spedite le nuove regole per ridurre il contenzioso tributario. Il contribuente, nell’ambito della conciliazione giudiziale, dovrà adesso presentare adeguata garanzia per il pagamento delle rate delle somme dovute solo quando l'importo complessivo delle rate successive alla prima sia superiore a 50mila euro.
Procedure semplificate per la notifica delle sentenze emesse dalla Commissione tributaria.
Inoltre, viene abrogata la disposizione contenuta nelle norme sul processo tributario (Dlgs 546/1992, articolo 52, comma 2) in base alla quale gli uffici periferici dell’Amministrazione finanziaria dovevano chiedere, per proporre appello principale, l’autorizzazione preventiva al responsabile del servizio del contenzioso della competente direzione regionale.
Infine, le norme in materia di pagamento del tributo in seguito a decisione della Commissione tributaria regionale sono estese alle sentenze emesse dalla Commissione tributaria centrale.
 
Fioccano gli incentivi
E’ di 300 milioni di euro la dotazione del Fondo istituito presso il ministero dello Sviluppo economico per gli incentivi destinati ai consumi, alle abitazioni, alla mobilità sostenibile, all’efficienza energetica, alla sicurezza sul lavoro e all’innovazione. Si va dal bonus per l’acquisto di motocicli elettrici ad elettrodomestici ad alta efficienza energetica, dagli “eco-immobili” alle macchine per uso agricolo. Sconti anche per motori ad alta efficienza e per nautica da diporto.
E’ previsto un sostegno ad hoc per le innovazioni tecnologiche applicate al settore aeronautico, per la costruzione di prototipi di nave multiuso per le emergenze, per l’emittenza televisiva locale e per l’Agenzia per la sicurezza nucleare (sul sito del ministero dello Sviluppo economico, l'elenco dettagliato degli incentivi).
Le modalità di erogazione dei contributi (è previsto un tetto massimo per ciascuna tipologia) saranno definite da un decreto dello stesso Sviluppo economico, emanato di concerto con il Mef e con il ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare. Il provvedimento – annuncia il Dl 40/2010 – sarà adottato entro dieci giorni.
 
Detassazione per le imprese della moda e del settore tessile
Il decreto dà una mano anche alle aziende operanti nel settore tessile e della moda, fiore all’occhiello del made in Italy, stanziando un contributo complessivo di 70 milioni di euro.
Viene infatti introdotta la detassazione dal reddito d’impresa degli investimenti in attività di ricerca industriale e di sviluppo per la realizzazione di campionari. L’agevolazione – riservata alle imprese che svolgono le attività di cui alle divisioni 13 e 14 della tabella Ateco 2007 – è valida per gli investimenti realizzati dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2009 e fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2010. Il beneficio è fruito al momento di versare il saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta in cui sono stati realizzati gli investimenti. L’acconto per il periodo d’imposta successivo va calcolato senza tener conto dell’agevolazione.

Un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, che sarà emanato entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto incentivi, stabilirà criteri e modalità attuative dell’agevolazione.

Fonte: Agenzia delle Entrate



 

È il momento della "service tax", un'imposta unica chiamata a sostituire gli attuali balzelli degli enti locali come tassa sui rifiuti, di scopo o addizionale Irpef. L'idea è stata lanciata ieri dal ministro della Semplificazione Roberto Calderoli di fronte alla commissione bicamerale sul federalismo. "Non abbiamo intenzione di reintrodurre l'Ici - ha spiegato l'esponente del Carroccio - il nostro obiettivo è quello dell'autonomia impositiva e della semplificazione delle entrate tributarie". Insomma, "un lavoro di sfoltimento" che però, spiegano gli esperti, non potrà che venire alla luce alla fine del percorso federalista.

Ma quella per realizzare il federalismo fiscale è una corsa contro il tempo. La Lega deve incassare il primo decreto attuativo - quello sul trasferimento dei beni demaniali a regioni ed enti locali - entro il 20 maggio. Gli altri - che vuole portare al governo entro dicembre - scadranno lo stesso giorno del 2011 (trasferimento delle imposte e costi standard dei servizi). Ecco perché ieri Calderoli ha accelerato i tempi in un vertice con Bossi e Tremonti e si è mostrato conciliante con Fini ("l'alleanza non è in discussione"), venendo incontro ai suoi timori: "Non ci sono rischi per la coesione sociale, così come il problema nord-sud è superato visto che il federalismo vuole proprio ridurre il divario". E una lancia in suo favore l'ha spezzata il Guardasigilli Alfano, siciliano doc, dicendo che il federalismo "non danneggerà il merdione". In serata lo stesso Calderoli ha incontrato Fini per un chiarimento proprio sul federalismo, anche se ieri il ruolo del poliziotto cattivo l'ha fatto il leghista Castelli, dicendo di avere l'impressione che l'ex leader di An voglia bloccare le riforme del Carroccio.

Per accelerare i tempi Calderoli ha chiesto alle Regioni di "non fare come i polli di Renzo" iniziando a discutere per accaparrarsi il maggior numero di beni, perché se no "non arriva niente a nessuno". Al contrario, ha rassicurato, con il federalismo demaniale ci sarà una "equa distribuzione". In ballo ci sono spiagge, laghi, terreni agricoli e caserme in disuso. Quanto all'abolizione delle Province, Calderoli ha indicato che prima dovranno essere soppressi "34 mila enti intermedi" inutili e che fanno lievitare la spesa. Insieme al federalismo, poi, dovranno venire alla luce la Carta delle Autonomie e la riforma delle istituzioni in senso federale.

Le proposte di Calderoli non sono piaciute al Pd, per il quale la Service Tax segna il ritorno dell'Ici. Per Marco Causi il ministro "non è partito con il piede giusto". I decreti attuativi, ha spiegato, "non si possono fare frettolosamente e a pezzi" altrimenti "non si garantiscono equilibri e garanzie" per tutti i territori. Per Enrico Letta il federalismo è fermo per colpa delle liti nella maggioranza. Ma il presidente della bicamerale, Enrico La Loggia (Pdl), ha garantito che si sta lavorando "serenamente, anche con l'opposizione" e che "entro la fine di maggio il federalismo demaniale sarà realtà".

Fonte: ALBERTO D'ARGENIO da http://www.repubblica.it


 
Di Peppeter (del 14/03/2010 @ 09:50:19, in Provvedimenti, linkato 550 volte)

Il Decreto Legislativo n. 231/2002 ha introdotto la maturazione ‘automatica’ degli interessi di mora dal giorno successivo alla scadenza del termine di pagamento, senza necessità di ‘costituzione in mora’ del debitore.
L’articolo 4 del Decreto Legislativo n. 231/2002 prevede infatti: “Gli interessi decorrono, automaticamente, dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento”.
Nel caso in cui il termine di pagamento non è stabilito nel contratto gli interessi decorrono automaticamente, alla scadenze dei termini seguenti (cfr. articolo 4 citato):

a) 30 giorni dalla data di ricevimento della fattura da parte del debitore o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente;

b) trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla data di prestazione dei servizi, quando non è certa la data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento;

c) trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla prestazione dei servizi, quando la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento è anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi;

d) trenta giorni dalla data dell'accettazione o della verifica eventualmente previste dalla legge o dal contratto ai fini dell'accertamento della conformità della merce o dei servizi alle previsioni contrattuali, qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente di pagamento in epoca non successiva a tale data.

Per i contratti relativi alla cessione di prodotti alimentari deteriorabili, il pagamento del corrispettivo deve essere effettuato entro il termine legale di sessanta giorni dalla consegna o dal ritiro dei prodotti medesimi e gli interessi decorrono automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine.

Il tasso di interesse da utilizzare è quello deliberato dalla B.C.E. (Banca Centrale Europea), maggiorato di sette punti percentuali (nove punti percentuali in caso di cessione di prodotti alimentari deteriorabili).

Il creditore ha inoltre diritto, al risarcimento dei costi sostenuti per il recupero delle somme non tempestivamente corrispostegli.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica semestralmente i tassi di riferimento per il calcolo degli interessi di mora, come previsto dall’art. 5 del D.Lgs. n. 231/2002.



Sulla Gazzetta Ufficiale 18 febbraio 2010, n. 40, è stato pubblicato il Comunicato stampa con cui il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha reso noto, il saggio di interessi da applicare per il primo trimestre 2010.

Il tasso di interesse da applicare nei casi di ritardo di pagamento per il semestre che va dal 1° gennaio 2010 al 30 giugno 2010 è rimasto invariato (rispetto a quello del precedente semestre) e pari al 1,00%.

Pertanto, ai ritardi di pagamento delle transazioni commerciali – salvo diverso accordo tra le parti – si applica un tasso di mora pari al tasso di riferimento fissato dal Ministero maggiorato di sette punti percentuali: il tasso applicabile risulta pari all'8,00% (10,00 per i prodotti alimentari deteriorabili).

A cura dello Studio

 

 
Di Peppeter (del 19/12/2009 @ 18:02:13, in Provvedimenti, linkato 308 volte)

Con il D.M. del 04/12/2009 pubblicato in G.U. n. 291 del 15/12/2009, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha aggiornato il saggio dell'interesse legale dal precedente 3% al valore dell'1%.
Il nuovo valore dell'1% entrerà in vigore a partire dal 01/01/2010, sostituendo il precedente 3%, approvato con D.M. del 12/12/2007 e in vigore dal 01/01/2008 al 31/12/2009.

Si ricorda che, ai sensi dell'art. 1284, comma 1, del Codice Civile, il saggio degli interessi legali è stato fissato pari al 5% fino al 15/12/1990, mentre l'eventuale modifica annuale dello stesso è affidata a specifico decreto ministeriale, pubblicato in G.U. entro il 15 dicembre dell'anno precedente a quello cui il saggio si riferisce, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell'anno.
Si precisa infine che gli interessi vanno calcolati dal giorno successivo a quello di scadenza del termine fino al giorno dell'effettivo pagamento.

Fonte: legislazionetecnica.it

 
Di Admin (del 21/05/2009 @ 10:49:59, in Provvedimenti, linkato 98 volte)

Premi divisi in tre gradi di merito, niente class action e carcere fino a 5 anni per i medici che fanno false attestazioni di malattia e per i dipendenti che ne beneficiano. La riforma Brunetta della pubblica amministrazione arriva in Parlamento. La nuova versione dello schema di decreto che attua la legge 15/2009 è stata "licenziata" ieri dalla Ragioneria generale e trasmessa a Parlamento, Conferenza Unificata e Cnel.

Dopo gli aggiustamenti in Consiglio dei ministri, la bozza introduce la possibilità per i contratti collettivi di derogare al rigido meccanismo della ripartizione in tre fasce di merito per tutto il personale. La regola, disegnata dall'articolo 19, continua a riservare il trattamento accessorio in misura intera al 25% del personale, prevede un incentivo dimezzato per un altro 50% e relega nella fascia più bassa, priva di trattamento accessorio, l'ultimo 25 per cento.

I contratti collettivi integrativi, però, potranno modificare la griglia in due modi: cambiando di 5 punti (in aumento o in diminuzione) i confini della prima fascia, a cui destinare il trattamento accessorio integrale, e modificando l'entità e la distribuzione delle risorse fra la seconda e la terza fascia. Per questo secondo intervento il testo non fissa alcun limite a priori, per cui la contrattazione potrebbe anche evitare del tutto di lasciare a secco una quota di dipendenti. Rimane, però, l'obbligo di destinare ai migliori il 50% delle risorse accessorie, con un meccanismo che può quadruplicare gli incentivi per chi ottiene la performance più alta (si vedano le simulazioni sul Sole 24 Ore del 18 maggio), e che quindi limita gli effetti di eventuali deroghe.

Il testo trasmesso al Parlamento conferma il rafforzamento delle misure anti-fannulloni, compresa la reclusione fino a 5 anni e la multa fino a 1.600 euro per il medico che rilascia false certificazioni di malattia e per il dipendente (per il quale c'è anche il licenziamento). La relazione tecnica della Ragioneria si limita a stimare i costi della Commissione nazionale per la valutazione, che chiederà 2 milioni nel 2009 e 4 milioni all'anno dal 2010.

Fonte: Gianni Trovati da ilsole24ore.com



 
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