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\\ Home Page : Storico : Federalismo Fiscale (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Peppeter (del 21/07/2010 @ 15:07:53, in Federalismo Fiscale, linkato 63 volte)
Avvio a regime dal 1° ottobre nella Regione Lombardia della piena operatività del sistema di ricetta elettronica grazie al collegamento telematico in rete dei medici prescrittori. Sono le due novità contenute nel provvedimento firmato dal Ragioniere Generale dello Stato che, secondo quanto indicato in una nota diffusa dal Dipartimento, certificano l'evoluzione del progetto di tessera sanitaria introdotto dall'articolo 50 delle legge 326 del 2003. Una evoluzione significativa che sarà gestita dal Mef-Ragioneria Generale dello Stato unitamente al ministero della Salute.

Dalla Lombardia il primo nuovo passo
Il progetto evolutivo, che dal 1° ottobre coinvolgerà inizialmente la Regione Lombardia ma di cui si sta verificando l'avvio a regime anche presso altre Regioni, prevede la disponibilità quotidiana on line dei dati delle ricette elettroniche di farmaceutica e specialistica compilate dal medico di base. Ciò consentirà di potenziare in modo significativo gli strumenti di monitoraggio della spesa sanitaria da parte di ogni singola Regione.
In fase altrettanto avanzata è il progetto che permetterà di mettere a disposizione di tutte le Regioni i dati che consentiranno il controllo puntuale del diritto all'esenzione per reddito dalla compartecipazione del cittadino alla spesa sanitaria per prestazioni di specialistica.

La situazione attuale
Verifica dell'appropriatezza prescrittiva e dell'efficienza finanziaria nell'utilizzo delle risorse; confronto tra le regioni su specifici indicatori che riguardano le soglie di appropriatezza prescrittiva basate essenzialmente sul comportamento registrato nelle regioni con il miglior risultato. Sono i due obiettivi che l'attuale sistema permette di conseguire con riferimento alla spesa farmaceutica. E questo grazie anche a strumenti informatizzati che le singole Regioni hanno a disposizione, entro 20 giorni dalla fine di ogni mese, per un monitoraggio puntuale, standardizzato e tempestivo delle prescrizioni mediche.

La normativa di riferimento
"Potenziare il monitoraggio della spesa pubblica nel settore sanitario e delle iniziative per la realizzazione di misure di appropriatezza delle prescrizioni e per l'attribuzione e la verifica del budget di distretto, di farmacovigilanza  e sorveglianza epidemiologica…" è il principale obiettivo che si propone di raggiungere l'articolo 50 della legge 326 del 2003. Per farlo fondamentale è il nuovo sistema di raccolta dei dati di tutte le ricette, con prescrizioni di farmaci e prestazioni specialistiche, trasmesse in regime di servizio sanitario nazionale e i tre strumenti: la tessera sanitaria di cui sono dotati tutti i cittadini italiani che contiene sul retro il codice fiscale in formato codice a barre, la nuova ricetta a lettura ottica in vigore dal 2005 e la realizzazione di una rete informatica che tramite internet collega direttamente al ministero Economia e Finanze le strutture del Servizio sanitario nazionale (Asl, ospedali) comprese quelle convenzionate (farmacie e laboratori di analisi).

Fonte: Gianluca Di Muro da nuovofiscooggi.it
 
 
 
Di Peppeter (del 28/06/2010 @ 13:55:15, in Federalismo Fiscale, linkato 65 volte)

Auto blu, viaggi in prima classe e telefonate private a spese dei contribuenti: ancor prima della manovra del governo, gli status symbol della casta sono finiti nel mirino di molte regioni che hanno giocato d'anticipo per recuperare risorse e (soprattutto) arginare la retorica sugli sprechi del governo locale.
Lo scorso 27 aprile, il governatore della Basilicata, con la direttiva presidenziale 1/2010, ha imposto alla giunta una serie di risparmi su auto di servizio, telefonate e quotidiani. Con il taglio delle mazzette dei giornali, ad esempio, sono stati recuperati 24mila euro all'anno.
Il consiglio regionale piemontese, invece, il 26 maggio ha votato all'unanimità un emendamento alla finanziaria regionale che ha cancellato la doppia indennità di fine mandato per i consiglieri e gli assessori esterni. Risultato: 450mila euro risparmiati nel 2010 e 3,4 milioni in tutta la legislatura.

L'Umbria, invece, ha dettato nuove regole per limitare le spese di gestione degli uffici e quelle per le trasferte. E anche le Marche si sono mosse aggiornando il codice di comportamento di assessori e dirigenti, come spiega l'assessore al Bilancio, Pietro Marcolini: «Uso delle auto blu limitato alle funzioni istituzionali e da rendicontare analiticamente, soggiorno in alberghi convenzionati; più parsimonia per cellulari, pc e arredi; riduzione di congressi e missioni nazionali e all'estero con voli in classe economy e una più severa selezione delle delegazioni dei partecipanti».
Sullo stesso fronte si attiva anche il Friuli Venezia Giulia, che affianca queste misure a interventi strutturali sull'indebitamento regionale, oggi ridotto a 1,36 miliardi di euro. Ricorda il presidente, Renzo Tondo: «È già operativa la riduzione del 10% sulla retribuzione dei direttori centrali, l'annullamento delle indennità di missione e la riduzione dell'utilizzo delle auto di servizio».

Fonte: C.D.O da il Sole 24 Ore di lunedì 28 giugno 2010, pagina 2


 
Di Admin (del 14/10/2008 @ 10:11:07, in Federalismo Fiscale, linkato 102 volte)
Amministrazione finanziaria e intermediari a convegno, giovedì 16 ottobre, per fare il punto sugli adempimenti tributari, anche nella prospettiva del federalismo fiscale. Promosso dalla Commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe tributaria, l'incontro si terrà a Palazzo San Macuto (via del Seminario, 76 - sala del Refettorio - dalle ore 15) con la partecipazione di agenzia delle Entrate, Sogei, ordine dei Dottori commercialisti, ordine dei Consulenti del lavoro, Consulta dei Caf e Assosoftware.

Otre al presidente della Commissione, Maurizio Leo - che aprirà e chiuderà i lavori - e al vicepresidente, Lucio D'Ubaldo, sarà presente il sottosegretario all'Economia e Finanze, Daniele Molgora. Per l'agenzia delle Entrate interverrà il direttore, Attilio Befera. Tra i relatori anche l'amministratore delegato di Sogei, Aldo Ricci, il presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti, il presidente del Consiglio nazionale dei Consulenti del lavoro, Marina Calderone e il coordinatore della Consulta nazionale dei Caf, Valeriano Canepari. In programma inoltre l'intervento di Bonfiglio Mariotti, presidente di Assosoftware, l'associazione nazionale dei produttori di software gestionale e fiscale. Al convegno seguirà una tavola rotonda, a partire dalle 18.

Chiara Ciranda - Fisco Oggi
 
Di Admin (del 03/10/2008 @ 10:00:38, in Federalismo Fiscale, linkato 77 volte)
Via libera al disegno di legge sul federalismo fiscale. Il provvedimento è stato varato questa mattina dal Consiglio dei ministri. Compartecipazione all'Irpef anche per Comuni e Province e possibilità per gli Enti locali di istituire propri tributi di scopo tra le ultime misure previste dal Ddl, che si appresta a iniziare il suo iter parlamentare. Saldo a due anni il termine per l'approvazione dei decreti delegati che detteranno, nel dettaglio, le regole della riforma. Passa anche l'emendamento su Roma Capitale che prevede la trasformazione della città eterna da un normale comune in un ente territoriale "con speciale autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria, al fine di svolgere le funzioni di Capitale della Repubblica italiana e di sede di rappresentanza diplomatica di Stati esteri". Semaforo verde, stamattina, anche per un decreto legge finalizzato al riequilibrio economico e finanziario di Regioni ed Enti locali.

Il Ddl passa ora all'esame delle Camere
Si riparte, dunque, dalle Camere, come ha spiegato al termine del Cdm lo stesso ministro Tremonti: "Il lavoro inizia da oggi in Parlamento. Il tempo, apparentemente lungo, per fare il federalismo fiscale - ha aggiunto il titolare di via XX Settembre - è in realtà un tempo che noi consideriamo giusto e saggio: due anni. Fare il federalismo fiscale, con la Costituzione vigente, era per il governo un obbligo", ha proseguito Tremonti, non nascondendo la soddisfazione per quella che ha definito "una riforma storica". Principio cardine del fisco federale, l'autonomia di entrata e di spesa per Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, che potranno contare su tributi propri e compartecipazioni alla parte di gettito di tributi erariali relativa al loro territorio, oltre che su un fondo perequativo statale, senza vincoli di destinazione, per i territori a più bassa capacità fiscale per abitante.

Dalla "spesa storica" ai "costi standard"
In soffitta, poi, il vecchio sistema di finanza regionale e locale sulla base di trasferimenti statali, peraltro definiti tramite il criterio della spesa storica. Un sistema che - come si legge nel documento di sintesi diffuso da Palazzo Chigi - non ha certo premiato l'efficienza, ma che anzi ha avuto l'effetto di deresponsabilizzare i centri di spesa, ostacolare la trasparenza dei meccanismi finanziari e minare la possibilità di un controllo democratico da parte dei cittadini nei confronti dei propri amministratori. Dalla finanza derivata, dunque, all'autonomia impositiva, e dalla spesa storica ai costi standard in quanto "costi corrispondenti ad una media buona amministrazione".

Variegato il "paniere" di Regioni ed Enti locali
In particolare, per sanità, istruzione e assistenza, le Regioni potranno contare su: tributi regionali, da individuare in base al principio di correlazione tra il tipo di tributo e il servizio erogato; un'aliquota o addizionale Irpef; compartecipazione all'Iva più quote specifiche del fondo perequativo. In un primo momento anche l'Irap contribuirà ai portafogli regionali, almeno fino a quando l'imposta non sarà sostituita con altri tributi. Ai Comuni, invece, saranno garantire compartecipazione e addizionale all'Irpef. Ma per esigenze particolari, legate ad esempio alla mobilità urbana o al turismo, potranno far leva su tributi di scopo ad hoc. Anche per le Province si apre la strada del finanziamento delle funzioni fondamentali tramite la compartecipazione all'imposta sui redditi delle persone fisiche.
Quanto al fondo perequativo, il Ddl prevede che, relativamente ai livelli essenziali delle prestazioni, esso venga alimentato, per le Regioni, dalla compartecipazione all'Iva. Le altre spese saranno invece coperte dall'addizionale regionale all'Irpef. I Governatori potranno comunque ridefinire la perequazione degli Enti locali fissata dallo Stato, d'intesa con gli stessi.

Nuove risorse per "Roma Capitale"
Nel testo approvato oggi, sciolti anche i nodi "città metropolitane" e "Roma Capitale": per le prime sono infatti previste specifiche disposizioni sulla base del principio generale per cui l'autonomia di entrata e di spesa dovrà essere "commisurata alla complessità delle più ampie funzioni". Quanto a Roma, sarà uno specifico decreto legislativo a disciplinare l'attribuzione delle risorse alla città. In aggiunta, la città eterna potrà contare su un proprio patrimonio. Un occhio di riguardo, poi, per i territori a bassa capacità fiscale, per i quali non viene meno la possibilità di usufruire di particolari forme di fiscalità di sviluppo.
Infine, le Regioni a statuto speciale, che non potranno fare a meno di assicurare, con i decreti di attuazione dei rispettivi statuti, la loro collaborazione in vista del raggiungimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà.

"Oggi sul federalismo fiscale c'è una convinzione, un consenso generale che va dalle istituzioni più alte dello Stato ai governi locali, dalle forze politiche alla società civile", ha detto Tremonti nel corso della conferenza stampa, parlando di "un cammino che viene da molto lontano". "Ora introdurremo i numeri - ha poi aggiunto il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, che per primo ha curato la stesura del Ddl - come più volte sottolineato dalle autonomie locali. Il testo varato oggi ci consente di fare il passaggio da un federalismo irresponsabile a un modello responsabile".

Chiara Ciranda - Fisco Oggi
 
Di Admin (del 12/09/2008 @ 17:52:05, in Federalismo Fiscale, linkato 48 volte)
Primo semaforo verde del Consiglio dei ministri sulla bozza di ddl per l'introduzione del federalismo fiscale. L'ok di Palazzo Chigi arriva dopo il confronto con le autonomie locali di giovedì scorso e precede l'incontro in programma per il 18 settembre in Conferenza unificata. Nella nuova versione del testo, ulteriormente "limata" rispetto a quella presentata giovedì scorso (vedi "Federalismo fiscale al vaglio delle autonomie locali" su FISCOoggi del 4 settembre) all'Unione delle Province (Upi) e all'Associazione nazionale dei Comuni (Anci), trovano conferma sia l'autonomia di entrata e di spesa per gli enti locali che l'abbandono della "spesa storica" a favore dei "costi standard". Tre le parole chiave: responsabilizzazione a tutti i livelli di governo, trasparenza - intesa anche come controllo da parte dei cittadini - e solidarietà.

Il testo tornerà in Consiglio dei ministri non prima del 25 settembre, data in cui potrebbe tenersi una seconda Conferenza unificata Stato Regioni. Una possibilità, quella di un incontro bis, apertasi al termine del Cdm. Dopo l'ok definitivo del Consiglio dei ministri, alla fine di settembre, il disegno di legge inizierà il suo iter parlamentare, per essere licenziato entro la fine dell'anno come collegato alla Finanziaria 2009.

Confermato, dunque l'obiettivo di garantire autonomia di entrata e di spesa agli enti locali. "Abbiamo interrotto - ha spiegato stamattina in conferenza stampa il ministro Calderoli, che ha curato la prima stesura del ddl - quei trasferimenti dallo Stato al territorio che non consentivano una corretta valutazione, da parte del cittadino, dell'entità di queste risorse e delle tasse. Abbiamo inoltre dato un'autonomia, peraltro prevista dalla Costituzione, di entrata e di spesa agli enti locali. Le Regioni - ha aggiunto - riceveranno la compartecipazione alle imposte erariali, addizionali e tributi propri, con la possibilità per chi è amministrato di verificare quante sono le risorse e come vengono utilizzate".

E con i trasferimenti che minano la possibilità di un controllo democratico, in soffitta anche il criterio della "spesa storica". Gradualmente, sarà soppiantato da quello della "spesa standard", con la conseguenza che i finanziamenti non saranno più dati sulla base di quanto gli enti locali hanno speso negli anni precedenti, ma attraverso nuovi parametri, costruiti su obiettivi che tengono conto dei costi effettivamente necessari per soddisfarli. Cala dunque il sipario sull'era della "spesa facile", in cui "chi più spendeva più riceveva dallo Stato". Una procedura che - ha detto il ministro - ha favorito "i cattivi amministratori rispetto a quelli virtuosi". Quanto ai tempi, bisognerà mettere in conto "cinque anni per le funzioni non fondamentali - ha risposto il ministro - e un periodo sostenibile per le funzioni che verranno definite dal Parlamento".


Chiara Ciranda  - Fisco Oggi
 
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