Controllate estere: Uruguay, un paradiso

Non tutte le controllate estere vanno in paradiso. La controllata con sede in Uruguay che non rientra tra le società che svolgono attività bancaria e le holding che esercitano esclusivamente business off-shore non si può considerare residente in un paradiso fiscale. Questo, in sintesi, il parere fornito dall’Agenzia con la risoluzione n. 352/E, in risposta al quesito di un Gruppo che possiede imprese controllate estere. Le Entrate dichiarano inammissibile l’interpello, dal momento che manca un presupposto essenziale per poter parlare di impresa estera controllata localizzata in zona franca.
La società istante vuole sapere se si può disapplicare la normativa Cfc. Secondo il suo parere, infatti, il business principale che la controllata svolge in Uruguay consisterebbe in “un’effettiva attività industriale o commerciale”. Con tanto di struttura organizzativa ad hoc e personale dipendente.

L’Agenzia reputa l’interpello inammissibile. La controllata, infatti, non si può ritenere residente in una zona franca per due ordini di motivi.
In primis perché l’Uruguay si configura come paradiso fiscale solo “con riferimento alle società esercenti attività bancarie e alle holding che esercitano esclusivamente attività off-shore”, come previsto dal decreto ministeriale 21 novembre 2001 sulla black list. La controllata, non rientrando tra le società che svolgono questo tipo di business non può ritenersi localizzata in un Paese a regime fiscale agevolato. L’impresa si occupa infatti di individuare i clienti locali, curare la gamma dei prodotti commercializzati, raccogliere gli ordini, organizzare esibizioni e stand, predisporre e diffondere cataloghi e altro materiale informativo, partecipare a fiere e gestire ogni altra attività di assistenza.

In secondo luogo, la controllata non può ritenersi fiscalmente residente in un paradiso fiscale anche perché non ha concluso alcun accordo o provvedimento con l’amministrazione finanziaria locale per fruire di un regime tributario privilegiato. Come infatti dichiarato dall’istante, il trattamento fiscale agevolato si applica a tutti i soggetti, nazionali ed esteri, residenti nella zona franca in base a delle leggi, a prescindere da eventuali accordi col fisco locale.

Giulia Marconi -Fisco Oggi

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