Conclusa ufficialmente la prima fase dell’operazione

Entro la fine dell’anno, i proprietari degli immobili sconosciuti al catasto devono regolarizzarli
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il comunicato dell’Agenzia del Territorio, con l’elenco degli ultimi Comuni nella cui area si trovano fabbricati che non risultano essere presenti sulle mappe catastali. Si conclude, così, la prima fase dell’iter previsto per la regolarizzazione delle cosiddette case fantasma. L’elenco, pubblicato ieri sul numero 228 della GU, contiene i dati riguardanti quei centri per i quali le precedenti rilevazioni non si erano rivelate efficaci per diversi motivi, non ultimo il maltempo.

Il 30 settembre era il termine ultimo per la pubblicazione, da parte dell’Agenzia fiscale, delle operazioni di rilevamento dei fabbricati inesistenti, o modificati rispetto all’originale accatastamento, e per gli immobili che hanno perso i requisiti di ruralità.

La complessa operazione, prevista dall’articolo 19 del decreto 78/2010, dopo il rilevamento degli immobili, con l’indicazione della presunta data della mancata presentazione della denuncia, prevede che i proprietari presentino una dichiarazione di aggiornamento, attraverso la procedura Docfa, pagando i tributi speciali catastali.
Dal 1° gennaio del prossimo anno l’Agenzia del Territorio provvederà all’attribuzione di una rendita presunta, con oneri e sanzioni a carico dei proprietari dei fabbricati per i quali non è stata predisposta la richiesta di regolarizzazione.
Il sistema di rilevamento ha visto la collaborazione tra Territorio e Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), attraverso la quale, con l’utilizzo di ortofoto aeree (foto digitali telerilevate dall’alto), sovrapposte ai dati catastali e corrette al punto tale di essere considerate equivalenti a una mappa, è stato possibile individuare oltre 2 milioni di fabbricati non dichiarati al catasto.
Fonte : IlFiscoOggi

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