Statistiche

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“Aboliremo le tasse sulla prima casa”, dicevano dal governo lo scorso anno “e le altre tasse non aumenteranno” rassicuravamo. Peccato che poi non sia andata esattamente così. Mentre il governo scriveva la legge di stabilità con l’abolizione di TASI e IMU per poco meno di 5 miliardi di euro l’anno, i contribuenti italiani hanno dovuto fare i conti con la TARI, la tassa sui rifiuti che sale di quasi il 10% arrivando a pesare sulla tasche dei cittadini circa 9 miliardi, quasi il doppio di TASI e IMU. (continua… »)

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«Se potessi evaderei le tasse perché sono troppo alte e il mio stipendio/il mio guadagno è troppo basso»: oltre 4 nordestini su dieci sono d’accordo con questa opinione. L’attenzione, in questo caso, non va tanto sulla stima della propensione all’evasione fiscale, quanto sulla comprensione della diffusione della giustificazione sociale a tale comportamento. Continua a leggere »

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Scenarieconomici.it Interessante grafico da OECD [pdf]. Dal 1975 fino alla crisi, il percentile superiore e’ riuscito a “catturare” una grande frazione della crescita dei redditi pre-tasse, specialmente nei paesi di lingua inglese: circa il 47%… Continua a leggere »

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Elaborata dall’ingegnere Morelli una mappa interattiva che evidenzia i redditi alti e quelli basi in tutta Italia  Continua a leggere »

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entrate-tributarieLe imposte dirette registrano un aumento complessivo dell’1,7% (+2.836 milioni di euro), con un lieve calo per l’Irpef (-1,1%) e una leggera crescita dell’Ires (+2%). Le entrate da accertamento e controllo sono aumentate di 48 milioni di euro (+0,8% rispetto allo scorso anno). Sul sito del Df il bollettino delle entrate tributarie per il periodo gennaio-ottobre 2013, unitamente alle appendici statistiche e guida normativa e alla nota tecnica con la sintesi del documento.Le imposte indirette sono in calo del 2,4% (-3.684 milioni di euro). In particolare, il gettito Iva – in flessione del 3,9% (-3.421 milioni di euro) – è stato penalizzato dalla riduzione del prelievo sulle importazioni (-19,7%) e quello sugli scambi interni (-0,9%), fortemente condizionati dall’andamento sfavorevole del ciclo economico.
Segno meno pure per l’imposta di fabbricazione sugli oli minerali, che riporta un calo del 2,3% (-447 milioni di euro), e per l’imposta sul gas metano, con un gettito ridotto dell’1,9% (-59 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2012. Negative anche le entrate dell’imposta sul consumo dei tabacchi (-5,2%, pari a -476 milioni di euro), dato in parte determinato dalla diffusione delle sigarette elettroniche.Aumento significativo per il gettito derivante dall’imposta di bollo, con un +24,5% (1.254 milioni di euro), per effetto delle recenti disposizioni normative che hanno previsto un incremento del tributo. Lieve aumento, pari allo 0,5%, anche per le entrate da giochi. (continua… »)

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Tra le imposte indirette, quella sul valore aggiunto soffre maggiormente il peggioramento delle condizioni economiche del settore commerciale del Paese. Il gettito rilevato è di -913 milioni di euro (-1,3%). Tale risultato rispecchia l’effetto congiunto dell’aumento della componente Iva del prelievo sulle importazioni (+0,7%) e della flessione di quella relativa agli scambi interni (-1,6%), particolarmente sensibile alla stagnazione della domanda interna soprattutto riguardante i beni di consumo durevoli. La diminuzione delle entrate Iva è solo parzialmente attutita dall’aumento di un punto percentuale dell’aliquota ordinaria (da 20 a 21 per cento) disposta dal Dl 138/2011. (continua… »)

È on line il consueto report elaborato dal dipartimento delle Finanze, che ci aggiorna mensilmente sull’andamento delle somme versate all’Erario.
Disponibile, infatti, sul sito internet del Df, il Rapporto sulle entrate tributarie dello scorso mese di novembre. In Rete anche il Bollettino dei dati registrati nei primi 11 mesi del 2011 comparati con quanto incassato nello stesso periodo dell’anno precedente, insieme alla relativa Nota tecnica che ne illustra i contenuti, alle appendici statistiche e alla guida normativa. Nel Report delle entrate tributarie internazionali, infine, il confronto con i gettiti di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna. 

Dall’analisi dei dati emerge, per l’Italia, un trend che si conferma complessivamente positivo, con un risultato in aumento dello 0,4%: nel periodo gennaio-novembre sono arrivati allo Stato 364.388 milioni di euro di entrate, 1.586 in più rispetto ai primi 11 mesi del 2010.  (continua… »)

Aggiornato il mondo delle partite Iva con i nuovi dati forniti dall’Osservatorio del dipartimento delle Finanze. Lo strumento di informazione economico-fiscale, registra per lo scorso novembre un calo del 17,7% delle attività intraprese rispetto al mese precedente, oltre a una flessione del 9,4% in confronto allo stesso periodo del 2010. Sul sito del Df il monitoraggio mensile suddiviso per natura giuridica, settore, territorio e dati demografici (età e sesso).
 

Vediamo nel dettaglio le variazioni di rilievo. In relazione alla natura giuridica, calano del 68% le aperture di attività da parte delle persone fisiche con 23.322 richieste e salgono, di conseguenza, quelle effettuate da società. Di queste il 21,5% è rappresentato dalle società di capitali, (7.378 richieste), mentre il 10% dalle società di persone (3.399 richieste). Rispetto ai dati del 2010 le società di capitali registrano un -19,6 per cento. (continua… »)

“Non pagare le tasse è un reato grave?” Il 68% degli studenti delle scuole medie ritiene di sì. Ma il restante 32% mostra un atteggiamento più morbido nei confronti dell’evasione fiscale, che giudica in alcuni casi un comportamento ammissibile.

La tolleranza verso l’evasione fiscale, seppure intaccata negli ultimi anni da un’opinione pubblica più sensibile al problema, rischia di trovare proseliti anche nelle nuove generazioni, stando ai risultati di una ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore su un campione di 2mila studenti italiani delle scuole secondarie di I grado. Scarsa alfabetizzazione finanziaria, mancata consapevolezza delle conseguenze legate all’evasione fiscale, esposizione a comportamenti devianti da parte degli adulti, ma anche accentuato materialismo e indifferenza per il prossimo, sono i fattori che si accompagnano a una percezione “giustificazionista” dell’evasione fiscale.
Nonostante la giovane età e la complessità dell’argomento – questo il primo dato sorprendente della ricerca – i tredicenni intervistati mostrano di possedere idee già abbastanza strutturate sul pagare (e non pagare) le tasse. (continua… »)

Comunicazione Unica compie un anno. La procedura telematica, dal 1° aprile scorso, consente di dar vita a una attività imprenditoriale e di comunicare le eventuali modifiche aziendali, adempiendo a tutti gli obblighi di legge con pochi click.

 
Il dialogo avviene con un unico interlocutore, il Registro delle imprese delle Camere di commercio (www.registroimprese.it), che provvede a trasmettere a ciascuna delle altre amministrazioni interessate i dati di sua competenza, consentendo in tal modo anche l’attribuzione del codice fiscale e/o della partita Iva (Agenzia delle Entrate) e l’iscrizione ai fini previdenziali (Inps) e assicurativi (Inail). (continua… »)
Nome, cognome e codice fiscale. Dati che oggi ci vengono richiesti di routine da amministrazioni, enti o dal medico per la ricevuta. Nulla di strano, si tratta delle informazioni essenziali per l’identikit completo di ogni cittadino: ma non è stato sempre così. Risale soltanto al 1973, infatti, l’abbinamento alla sequenza composta da 16 caratteri, nove lettere e sette numeri, il codice fiscale.
 
L’introduzione del tesserino plastificato verde, da tenere sempre in tasca insieme alla carta d’identità, è stato solo una delle importanti novità introdotte da una riforma tributaria ben più ampia e complessa, che ha caratterizzato i primi anni Settanta e ha rivoluzionato il fisco italiano portando il numero dei contribuenti da 4 milioni a 25 milioni e istituendo un apparato informativo capace di elaborare la grande quantità di dati fiscali trasmessi, allora senza strumenti informatici, dagli uffici delle imposte. (continua… »)
Gettito sù dello 0,3%, al netto delle una tantum. L’andamento, nelle periodiche pubblicazioni del Df

Nel 2010 entrate a quota 403.289 milioni di euro, al netto delle una tantum (+1.339 milioni di euro rispetto all’anno precedente). Sono i dati del bollettino delle entrate tributarie gennaio-dicembre 2010, pubblicato, insieme alla nota tecnica illustrativa e al monitoraggio, sul sito del dipartimento delle Finanze.

On-line anche bollettino, nota tecnica e monitoraggio di gennaio 2011, che confermano l’andamento (continua… »)

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