Rendite Finanziarie

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Una delle prime misure introdotte dal Governo Renzi è stato l’adeguamento della tassazione sulle rendite finanziarie. Un intervento ritenuto necessario per garantire l’adeguamento delle aliquote italiane a quelle europee. Infatti, l’aumento delle…  Continua a leggere »

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Era uno dei tanti punti dell’agenda Renzi: alzare la tassazione sulle rendite finanziarie – dal 20 al 26% - al fine di finanziare (seppur in parte) lo sgravio Irpef sui lavoratori. (Pubblicato il Wed, 07 May 2014 11:21:00 GMT)  Continua a leggere »

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Nuove leggi, tanta confusione come ormai è tradizione in questo Paese. Renzi ha appena alzato le tasse su quelle che chiama rendite finanziarie ma che di fatto sono i risparmi di famiglie e poveri cristi. Ecco quel che succede ai risparmi in Posta…  Continua a leggere »

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Istituiti i codici tributo 1133, 1134, 1135, 1064, per il versamento, tramite F24, dell’imposta sostitutiva del 12,5%, per affrancare i maggiori valori degli strumenti finanziari posseduti al di fuori dell’esercizio di impresa commerciale al 31 dicembre 2011 (Dl 138/2011). È quanto prevede la risoluzione n. 36/E del 19 aprile.

Dal 1° gennaio 2012 la tassazione delle plusvalenze e rendite finanziarie, infatti, si è attestata al 20 per cento. Il decreto legge “stabilizzazione e sviluppo” ha, quindi, previsto la possibilità, per i contribuenti, di chiudere i conti al 31 dicembre 2011, tassando gli eventuali “guadagni latenti”, cioè non ancora realizzati, su azioni, obbligazioni, fondi comuni, eccetera, con la vecchia aliquota del 12,5%, ottenendo così il riconoscimento fiscale dei valori rivalutati a fine 2011.
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Il nuovo anno ha portato via le diverse aliquote di tassazione del rendimento del “risparmio”. Interessi, dividendi (su partecipazioni non qualificate), guadagni di capitale eccetera. Tutto al 20%, salvo qualche deroga. Misura intermedia fra le vecchie percentuali del 12,5 e 27 per cento.
A illustrare il rinnovato quadro impositivo delle rendite finanziarie – ambito applicativo, eccezioni e decorrenze – è intervenuta l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 11/E del 28 marzo.
 
Documento che si sofferma anche sulle modalità di affrancamento delle plusvalenze latenti; la possibilità data ai risparmiatori – in vista del cambio di aliquota – di tassare al 12,5% gli eventuali guadagni al 31 dicembre scorso, anche se non ancora realizzati, in modo da ottenere il riconoscimento fiscale dei valori “rivalutati”, riducendo, così, la plusvalenza poi soggetta al prelievo del 20 per cento. (continua… »)

Mancano oramai poche ore alla partenza in Italia di “Win for life“, il gioco grazie al quale sarà possibile vincere un “vitalizioesentasse di 4.000 euro al mese per venti anni. Giocare la schedina è molto semplice, visto che c’è una griglia di 20 numeri, e di questi occorre segnarne 10.

La giocata può essere di un euro, oppure di due euro; la giocata da un euro permette di vincere con il 10, 9, 8 e 7 punti, mentre con la giocata da due euro si vince con 10, 9, 8 e 7 punti, ma anche con 3, 2, 1 e zero punti.

Come si vince il “vitalizio“? Ebbene, per chi gioca un euro, il vitalizio si vince facendo “dieci” ed indovinando il “Numerone”, da 1 a 20, assegnato all’atto della giocata. (continua… »)

L’abolizione del regime fiscale agevolato delle stock option è già operativa dal 25 giugno 2008, data di entrata in vigore del Dl 112, e interessa le azioni assegnate ai dipendenti a decorrere da questa data, anche se i piani sono stati deliberati antecedentemente. È questo quanto chiarisce la circolare 54/E del 9 giugno, nella quale si ricorda inoltre che l’abolizione del regime non avrà conseguenze sul prelievo ai fini contributivi.
Come funziona il regime agevolato
Il regime agevolato delle stock option, già modificato diverse volte dopo la sua introduzione nel 1999, prevede, a determinate condizioni, la non imposizione per il lavoratore dipendente del reddito in natura derivante dall’assegnazione di azioni da parte della società per cui lavora o dello stesso gruppo. In pratica il reddito escluso da imposizione è quello costituito dalla differenza tra il valore delle azioni al momento dell’assegnazione e l’effettivo prezzo d’acquisto. (continua… »)

Giro di vite fiscale non solo per i fondi immobiliari “familiari”. L’imposta patrimoniale dell’1% prevista dal decreto legge “manovra d’estate” si applicherà solo a loro, ma l’aumento della tassazione sui redditi da capitale da partecipazione salirà con decorrenza immediata dal 12,5% al 20% per tutti i tipi di fondi immobiliari. Lo prevede l’articolo 82, comma 21 del provvedimento atteso oggi sulla “Gazzetta Ufficiale”. La nuova disposizione richiama tra i destinatari della ritenuta del 20%, tutti i proventi derivanti dalla partecipazione a fondi comuni di investimento immobiliare di cui all’articolo 6, comma 1 del decreto legge 351 del 25 settembre 2001 (convertito dalla legge 23 novembre 2001, n. 410).

Il prelievo sui dividendi e sulle plusvalenze si allinea alla nuova aliquota Ires, con una complessiva riduzione del prelievo totale tra società e socio. È del 49,72% la nuova percentuale imponibile degli utili e redditi equiparati corrisposti da soggetti Ires, residenti e non residenti, e percepiti da persone fisiche residenti non imprenditori, su partecipazione qualificate e da società semplici e associazioni artistiche e professionali, equiparate residenti, su ogni tipo di partecipazione. Corrispondentemente, per imprenditori individuali residenti, Snc e Sas residenti, la percentuale esente degli utili e proventi corrisposti da soggetti Ires, residenti o meno, è del 50,28%. (continua… »)


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