Registro

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Una buona notizia per chi ha acquistato un immobile all’asta del tribunale dal 2011 in poi. Una sentenza della Cassazione (leggi qui) ha stabilito infatti che l’imposta di registro va applicata al valore catastale rivalutato, e non sul prezzo di aggiudicazione. Il contribuente ha dunque diritto a un rimborso dal Fisco perché ha pagato ingiustamente più del dovuto. Continua a leggere »

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L’imposta di registro dovuta in relazione all’aumento di capitale effettuato mediante conferimenti in natura deve essere qualificata come principale, stante la contestualità tra la delibera e la sottoscrizione dell’aumento di capitale. Di conseguenza, il notaio rogante è obbligato, in solido con l’azienda, al versamento del tributo.
Questa la conclusione della Cassazione, contenuta nella sentenza n. 6606 del 23 marzo.
 
Innanzitutto, occorre precisare che la controversia verte sulla qualificazione, come principale o complementare, dell’imposta di registro proporzionale dovuta in relazione a un aumento di capitale. (continua… »)

Da oggi vita più facile per i contribuenti con l’ingresso nel web dello strumento telematico che consentirà la registrazione dei contratti di locazione e il pagamento delle relative imposte di registro, comodamente da casa senza dover scaricare lo specifico software, che rimane comunque disponibile sul sito, o utilizzando l’F23 cartaceo. (continua… »)

La costruzione di una pompa di benzina non fa cambiare la destinazione urbanistica di un terreno agricolo non edificabile: di conseguenza la vendita dell’area non viene considerata cessione di beni e sottoposta a Iva ma, in base al criterio di alternatività (articolo 40 del Tur), sconta l’imposta di registro.
Questa in sintesi la risposta dell’agenzia delle Entrate, espressa con la risoluzione n. 6/E del 7 gennaio, a una società che deve acquistare un’area agricola, già gestita in locazione, sulla quale ha installato gli impianti necessari per la vendita di carburante per autoveicoli. (continua… »)

Ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro, il valore dell’avviamento di un’azienda non può essere – presuntivamente – minore di quello determinato in base al criterio della media dei ricavi del triennio antecedente, dettato dal Dpr 460/1996.
Lo ha stabilito la Suprema corte con la sentenza 20280 del 23 luglio 2008, confermando la “correttezza” del comportamento dell’ufficio e, di conseguenza, di una prassi oramai consolidata.

Il Dpr 460/1996
Pur in assenza di una definizione normativa dell’avviamento, il legislatore è intervenuto in materia con il Dpr 460/1996, che contiene il regolamento per l’attuazione delle disposizioni previste in materia di accertamento con adesione, con riferimento alle imposte indirette diverse dall’Iva, vale a dire le imposte sulle successioni e donazioni, l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale e quella comunale sull’incremento di valore degli immobili. (continua… »)

L’agenzia delle Entrate con un provvedimento del direttore fornisce le indicazioni per l’attuazione dell’articolo 82 del decreto legge 112 relativamente alla registrazione telematica dei contratti e ai versamenti della relativa imposta di registro.
Per i contratti in corso di esecuzione alla data del 25 giugno e per quelli stipulati prima dell’entrata in vigore del provvedimento del direttore dell’Agenzia viene stabilito che per la registrazione è sufficiente la trasmissione dei soli dati indispensabili ai fini delle imposte di registro senza allegare il testo del contratto. (continua… »)


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