Regimi Contabili

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Dovrebbe essere emanato a breve (entro l’1 febbraio 2016) il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con il quale saranno disciplinate le modalità, i termini e l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie relative all’obbligo per i professionisti di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito. E’ quanto prevede l’art. 1, comma 900 della Legge di Stabilità per il 2016 che ha modificato l’articolo 15 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221),

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Regime dei minimi, dopo la stangata partono i controlli a tappeto contro le false partite Iva. Non è davvero un periodo propizio per chi abbia deciso di aprire un’attività in proprio: prima il cambio di tassazione, ora il giro di vite contro le false attività. A convincere della necessità di controlli serrati sul fronte degli autonomi, il boom più che sospetto di nuove partite Iva aperte nel mese di novembre 2014, quando era ormai chiaro che per artigiani, liberi professionisti e commercianti all’orizzonte si affacciavano nubi nerissime. Continua a leggere »

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A decorrere dal 01/01/2012 l’art. 27 DL 98/2011 (cd. “Manovra correttiva 2011″) ha modificato il regime dei minimi (introdotto dall’art. 1 c. 96 – 117 L. 244/07) introducendo dei nuovi requisiti per l’accesso o la permanenza nel regime e modificandone l’aliquota dell’imposta sostitutiva (per tale motivo spesso denominato regime dei “nuovi minimi”). Ha inoltre ha introdotto un nuovo regime agevolato (art. 27 c. 3 DL 98/2011), quale disposizione “a regime”. A decorrere dal 2012 i contribuenti interessati hanno dovuto preliminarmente verificare il possesso dei requisiti in relazione a tali regimi, adottando il regime contabile compatibile. (continua… »)

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Da Bruxelles massimo accordo per i "minimi". Senza bisogno di alcuna discussione o voto, il Consiglio Affari generali dell’Unione europea ha autorizzato l’Italia ad applicare con effetto retroattivo, dallo scorso primo gennaio, il nuovo regime per i contribuenti minimi. Le misure, introdotte dalla Finanziaria 2008, esonerano dagli adempimenti Iva i soggetti con ricavi non superiori a 30mila euro annui. Una soglia che il governo italiano può ritoccare per mantenere lo stesso valore in termini reali tenendo conto del tasso di inflazione. (continua… »)

Come è noto, le guide della serie "l’agenzia informa" si propongono di illustrare, nel modo più semplice possibile, le principali disposizioni tributarie e di portare a conoscenza dei contribuenti e degli operatori economici sia le novità contenute nei provvedimenti legislativi che i chiarimenti e le interpretazioni che la stessa Agenzia fornisce sulla normativa fiscale.
Il primo numero dell’anno, che nei prossimi giorni sarà disponibile in tutti gli uffici dell’Agenzia, è un pratico e ricco contenitore di informazioni sul nuovo regime fiscale in vigore dal 1° gennaio 2008 per i piccoli imprenditori e professionisti. L’obiettivo è quello di fornire ai lettori le informazioni necessarie a valutare le opportunità offerte dal nuovo sistema semplificato. (continua… »)

La risoluzione dell’Agenzia n. 90/E del 13 marzo 2008 disciplina il trattamento fiscale delle esposizioni e mostre temporanee tenute presso i musei nazionali. La questione è scaturita dalla circostanza che all’interno dei musei vengono spesso allestite mostre ed esposizioni temporanee, in occasione delle quali il prezzo per l’ingresso al museo spesso subisce, temporaneamente, un incremento.
Con la risoluzione n. 90/E, è stata richiamata la normativa fiscale in materia e, in primo luogo, l’articolo 74-quater del Dpr n. 633/1972, che contiene la disciplina Iva delle attività spettacolistiche, elencate nella Tabella C allegata al medesimo decreto.
Tra gli spettacoli sono riconducibili, al numero 5) della citata Tabella C, le mostre, le fiere campionarie e le esposizioni scientifiche, artistiche e industriali. (continua… »)

Applicazione del favor rei, ambito oggettivo di applicazione del nuovo sistema sanzionatorio e regolarizzazione di errori od omissioni.
Sono questi i tre argomenti in materia di reverse charge, affrontati dalle Entrate con la circolare n. 12/E del 19 febbraio scorso, attraverso la collaudata formula della domanda e della risposta.
Viene precisato che le nuove sanzioni, benché in vigore dal 1° gennaio 2008, operano anche per le violazioni commesse nel 2007.
In sostanza è possibile applicare il principio del favor rei previsto dall’articolo 3, comma 3, del Dlgs 18 dicembre 1997, n. 471, che contempla l’ipotesi in cui la sanzione conseguente una determinata violazione sia stata diversamente disciplinata nel tempo. (continua… »)

È stato istituito il codice tributo per versare l’Iva dovuta da contribuenti che applicano il nuovo regime dei minimi dal 2008: con la risoluzione n. 80/E del 6 marzo, le Entrate hanno varato il codice tributo “6497”, denominato “Iva derivante da rettifica della detrazione per i contribuenti minimi di cui all’articolo 1 – commi da 96 a 117 – della legge 24 dicembre 2007, n. 244”. Nella compilazione del modello F24, il codice tributo va esposto nella sezione Erario, indicando quale anno di riferimento quello per il quale è stata operata la rettifica, cioè l’anno precedente a quello di applicazione del regime dei contribuenti minimi.[//]
La prima o unica rata (se si decide per questa forma di pagamento), va versata entro il 17 marzo, mentre le rate successive vanno versate entro i termini di versamento a saldo della sostitutiva del 20% dell’Irpef. Possibile la compensazione.

Nasce 9007, il codice tributo per il versamento con F24 degli interessi sui pagamenti rateizzati degli importi che discendono dal controllo formale delle dichiarazioni (articolo 36-ter del Dpr n. 600/1973).
L’esigenza del nuovo codice scaturisce dalla disposizione contenuta nella Finanziaria 2008 che, attraverso l’inserimento nel Dlgs 462/1997 dell’articolo 3-bis, ha introdotto la possibilità di dilazionare le somme indicate negli avvisi bonari, conseguenza dei controlli automatici Iva (articolo 54-bis del Dpr 633/72) e imposte sui redditi (articolo 36-bis del Dpr 600/73) nonché dei rilievi da controllo formale effettuati ai sensi del successivo articolo 36-ter. (continua… »)

Dal prossimo 30 aprile banche e uffici postali rilasceranno assegni con la dicitura “non trasferibili”. Per averne in forma libera, il cliente dovrà presentare richiesta scritta e pagare un’imposta di bollo pari a 1,50 euro per ciascun modulo. La stessa somma sarà dovuta per ogni assegno circolare, ogni vaglia postale o cambiario rilasciato in forma libera. Inoltre, ogni girata dovrà indicare il codice fiscale del girante, a pena di nullità. L’importo di 1,50 euro è dovuto fin dall’origine, cioè dal momento dell’emissione del titolo di credito.


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