Paradisi Fiscali

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Appena qualche anno fa custodivano un tesoro da oltre 20 miliardi di dollari, oggi, con la progressivamente stretta delle maglie dei sistemi fiscali internazionali e il raggiungimento di accordi tra i vari paesi per combattere l’evasione, hanno visto ridursi progressivamente la propria libertà di azione. Si tratta dei cosiddetti paradisi fiscali, ovvero di quegli stati che, da una parte all’altra del globo, garantiscono un prelievo in termini di tasse basso o addirittura nullo e tendenzialmente una scarsa trasparenza. (continua… »)

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Al via la volountary disclosure. Sono pronte le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per la collaborazione volontaria col Fisco. Tra i contribuenti che decidono di avvalersi, entro il 30 settembre 2015, della procedura straordinaria per rimediare a omissioni e irregolarità commesse fino al 30 settembre 2014 in materia di emersione e rientro di capitali, possono aderire anche gli “estero residenti fittizi”, i cittadini “trasferiti” in Paesi black list, i soggetti “esterovestiti”, i trust e i trust “esterovestiti”, i contribuenti che detengono attività all’estero senza esserne formalmente intestatari, avendo fatto ricorso a soggetti interposti o a intestazioni fiduciarie estere. È possibile accedere alla procedura per tutti i periodi d’imposta per i quali non sono decaduti i termini per l’accertamento o per la contestazione delle violazioni in materia di monitoraggio fiscale. Continua a leggere »

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Prima la Svizzera, poi il Liechtenstein, adesso il principato di Monaco. L’offensiva italiana contro il segreto bancario e i paradisi fiscali fa una nuova “vittima”: il minuscolo Stato sulla Costa Azzurra dove si concentra un’altissima percentuale di miliardari. L’accordo firmato oggi a Montecarlo dall’ambasciatore d’Italia Antonio Morabito e dal ministro per gli Affari esteri e della Cooperazione monegasco Gilles Tonelli, riguarda lo scambio di informazioni ai fini fiscali e, analogamente a quanto già avvenuto per le altre due recenti intese, pone fine al segreto bancario nello Stato estero. E dà il via a un nuovo giro di emigrazioni. Continua a leggere »

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Trasferirsi alle Canarie o in Tunisia per pagare meno tasse sul trattamento previdenziale, sempre meglio che attendere una nuova riforma pensioni dopo i danni provocati dalla legge Fornero. Sono sempre di più i pensionati che lo fanno per affrontare la crisi con più facilità all’estero piuttosto che in Italia, e questa non è una novità. Ma quella di trasferire la sola residenza all’estero al fine di racimolare una bella pensione d’oro è invece il caso tutto siciliano che sembra stia prendendo piede tra i pensionati dell’Ars. La richiesta è arrivata a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, ormai qualche settimana fa: ottenere il pagamento della pensione in Tunisia. Continua a leggere »

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Una cifra che si aggira sui 100 miliardi di dollari e una lista di quasi 100mila personaggi: è questo il contenuto della Lista Falciani, l’elenco dei clienti che hanno depositato nella filiale svizzera di HSBC le loro fortune. Gli italiani sono 7mila, tra i quali spiccano i nomi dello stilista Valentino, del motociclista Valentino Rossi e dell’imprenditore Flavio Briatore. Tra i “big” stranieri ci sono Tina Turner, Fernando Alonso, John Malkovic, Continua a leggere »

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Se cercate in tutto il pianeta un posto in cui lo stato è così generoso da restituirvi le tasse – discorso che interessa soprattutto l’Europa, per non parlare in questi tempi della Grecia, ebbene, sappiate che esiste. Si tratta di Hong Kong, regione amministrativa speciale della Cina, ma anche città stato, dal momento che gode ancora di un certo livello di autonomia. (il rischio è comunque sempre dietro l’angolo, come dimostrano le recenti proteste). Una città stato dove lo stato evidentemente non ha problemi di conti pubblici. Ma solo per ora, stando a quanto scrive Simon Black in un articolo pubblicato sul sito Sovereign Continua a leggere »

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Il provvedimento dovrebbe garantire un gettito fiscale di 6,5 miliardi di euro: chi si autodenuncerà dovrà pagare per intero le tasse con normale aliquota, ma in cambio otterrà sconti sulle sanzioni penali.  Continua a leggere »

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La decisione della Confederazione segue la strategia del denaro pulito: per prelevare bisogna prima regolarizzare la propria posizione con il Fisco. Il Paese è…  Continua a leggere »

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Il gruppo Fiat-Chrysler ha la sede legale in Olanda e quella fiscale a Londra. Perché stupirsi? Sergio Marchionne ha la cittadinanza canadese, lavora in Italia ma ha la residenza fiscale in Svizzera. Tutta questione di meno tasse da pagare…  Continua a leggere »

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06.05.2014 – Fisco, siglato accordo con Paesi Ocse – Anche la Svizzera ha siglato l’accordo fra l’Ocse e tutti gli Stati membri per lo scambio in materia di informazioni fiscali che pone fine al segreto bancario. L’intesa è stata raggiunta a Parigi,…  Continua a leggere »

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Sul luogo di residenza delle società esterovestite (articolo 73 Dpr 917/1986), è stata chiamata a pronunciarsi la giurisprudenza di merito (Ctp di Savona) che, con la sentenza n. 46 depositata il 10 marzo, ha fornito un importante contributo.

Il caso riguarda una società di diritto lussemburghese, la quale pagava le imposte nel piccolo Principato e prendeva, però, le decisioni effettive nello Stato italiano.
La Ctp di Savona ha affermato con chiarezza il principio per cui non importa che una società presenti all’estero alcuni elementi o strutture puramente amministrative, ciò che conta è dove effettivamente vengono prese le decisioni che determinano la vita della società. (continua… »)

Strada aperta al ravvedimento operoso, con sanzione ridotta a un ottavo del minimo, per sanare, entro un anno dall’omissione o dall’errore, le irregolarità commesse in materia di comunicazione delle operazioni realizzate con operatori economici black list.
E’ una delle precisazioni contenute nella circolare 2/E del 28 gennaio, con cui l’Agenzia delle Entrate risponde ad una serie di domande sull’obbligo introdotto dall’articolo 1 del decreto legge 40/2010, che detta disposizioni per contrastare le frodi fiscali e finanziarie nazionali e internazionali. L’adempimento consiste nel comunicare all’Amministrazione finanziaria le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata. (continua… »)

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