Fisco Internazionale

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Il Nucleo di polizia Tributaria della Gdf di Milano contesta al gigante californiano “Google” un evasione di imposte per 227 milioni di euro, tra il 2009 e il 2013, in relazione ad introiti pubblicitari pagati da clienti italiani ma poi contabilizzati in una società irlandese, Google Ireland Ltd, con tasse pagate in Irlanda. I militari italiani rilevano due profili di presunta omessa dichiarazione: una presunta evasione su una “base imponibile netta per 100 milioni di euro” e un’altra su “ritenute d’acconto relative a royalties non operate e non versate per 200 milioni di euro”. il reponsabile della comunicazione,  Peter Barron,  difende la propria compagnia mediante un comunicato stampa dove spiega come nel pagamento delle tasse non siano state violate norme nazionali.

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La Grecia si prepara a diventare uno Stato di polizia fiscale. Per risolvere il problema dell’evasione fiscale Atene sta pensando di arruolare migliaia di “spie” tra i propri cittadini e tra i turisti. È quanto emerge nel documento inviato dal ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis all’Eurogruppo, e anticipato dal Financial Times, con i dettagli delle riforme che Atene ha in programma di realizzare. L’idea dell’esecutivo di Tsipras, dal momento che lo Stato non ha gli strumenti e i finanziamenti per utilizzare Continua a leggere »

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Una cifra che si aggira sui 100 miliardi di dollari e una lista di quasi 100mila personaggi: è questo il contenuto della Lista Falciani, l’elenco dei clienti che hanno depositato nella filiale svizzera di HSBC le loro fortune. Gli italiani sono 7mila, tra i quali spiccano i nomi dello stilista Valentino, del motociclista Valentino Rossi e dell’imprenditore Flavio Briatore. Tra i “big” stranieri ci sono Tina Turner, Fernando Alonso, John Malkovic, Continua a leggere »

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Se cercate in tutto il pianeta un posto in cui lo stato è così generoso da restituirvi le tasse – discorso che interessa soprattutto l’Europa, per non parlare in questi tempi della Grecia, ebbene, sappiate che esiste. Si tratta di Hong Kong, regione amministrativa speciale della Cina, ma anche città stato, dal momento che gode ancora di un certo livello di autonomia. (il rischio è comunque sempre dietro l’angolo, come dimostrano le recenti proteste). Una città stato dove lo stato evidentemente non ha problemi di conti pubblici. Ma solo per ora, stando a quanto scrive Simon Black in un articolo pubblicato sul sito Sovereign Continua a leggere »

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L’OCSE registra un calo della pressione fiscale dello 0,1%, ma i dati si riferiscono al 2013, cioè prima dell’arrivo di Matteo Renzi alla guida del Paese, che quindi non si potrà vantare di questo minuscolo risultato. Possiamo tranquillamente dire che la pressione fiscale è rimasta stabile e purtroppo è ancora troppo alta, peggio di noi solo: Danimarca (48,6%), Francia (45%), Belgio (44,6%), Finlandia (44%) e Svezia (42,8%). Al sesto posto c’è l’Italia col 42,6%.  Continua a leggere »

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C’è un tesoretto americano, interamente custodito all’estero, che alimenta l’onda di M&A che si sta abbattendo sui mercati e che ha nell’attivismo dei colossi a stelle e strisce Pfizer e General Electric il suo epifenomeno. Sono circa 2.000 miliardi…  Continua a leggere »

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L’Irlanda cresce a ritmi sostenuti mentre la Germania e la Francia a ritmi moderati. Segnali negativi, invece, per Spagna, Portogallo e Regno Unito. Sono le due indicazioni di rilievo che emergono dalla lettura dei dati sulle entrate tributarie internazionali relative a Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna, pubblicati oggi dal Dipartimento delle Finanze nel tradizionale bollettino periodico e relativi al primo trimestre 2012. L’andamento del gettito nei Paesi considerati, evidenzia poi il Rapporto, “riflette i segnali negativi legati al peggioramento del ciclo economico nelle principali economie europeee”. Un fatto questo, ricorda il documento, “in parte causato dalla prosecuzione della crisi sui debiti sovrani e dalle tensioni sul credito”. (continua… »)
La "multa" comunitaria è deterrente di eventuali simili illeciti, e non si può qualificare come fattore produttivo
Le sanzioni irrogate dalla Commissione Ce, a seguito di una pratica concordata volta a falsare in maniera consistente la concorrenza sul mercato (nella specie, sul mercato del cemento), non sono deducibili dal reddito d’impresa. Lo ha statuito la Cassazione con sentenza dell’11 aprile, la 8531.

La fattispecie
Con avviso di accertamento per l’anno di imposta (continua… »)

Cominciamo a trattare i singoli Ias/Ifrs. Seguiremo la numerazione degli standard, con qualche eccezione
Diamo inizio all’analisi dei vari principi contabili internazionali. Andremo per ordine. Seguiremo la numerazione dagli Ias/Ifrs, con qualche eccezione:
- la “presentazione del bilancio” (Ias 1) sarà trattata alla fine, dopo avere affrontato le regole che si applicano alle diverse voci che lo compongono (prima il contenuto, poi il contenitore);
- stesso discorso (e stesso motivo) anche per (continua… »)
Non importa se nel Paese non c’è Iva, il Fisco va informato delle operazioni della stabile organizzazione
La società passiva ai fini Iva, residente in Italia, è obbligata alla comunicazione telematica delle cessioni e prestazioni di servizi effettuate o ricevute dalla sua stabile organizzazione, con sede in un Paese a fiscalità privilegiata, nei confronti o da parte di operatori economici ivi residenti.

 
E’ questa la precisazione dell’Agenzia delle Entrate contenuta nella risoluzione n. 121/E del 29 novembre.
 
Il dubbio, in un interpello presentato da una ditta operante (continua… »)
Nel caso di maggiori somme versate per lo scudo fiscale, gli intermediari potranno utilizzarle in compensazione
Se dalle somme versate per il rimpatrio o la regolarizzazione di attività detenute all’estero risulta un’eccedenza, gli intermediari possono rientrare della quota extra grazie alla compensazione (con altri tributi e contributi) tramite modello F24. La soluzione è adottabile sia nel caso in cui il versamento “esuberante” è dovuto alla restituzione di imposta da parte dell’intermediario al contribuente sia se scaturisce da un semplice errore nel pagamento.

È il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 107/E del 14 (continua… »)
On line nuove pagine che riuniscono le informazioni sulle procedure per l’abilitazione ai servizi telematici
L’Agenzia delle Entrate aumenta il numero delle pagine del proprio sito dedicate alla procedura dei rimborsi Iva Ue.

L’iniziativa si è resa necessaria per chiarire meglio il nuovo contesto che consente a soggetti non residenti la possibilità di essere delegati dai cittadini italiani all’invio delle istanze di rimborso Iva Ue.
In particolare si sottolinea che tra i soggetti delegati, di cui alla lettera c) del provvedimento del direttore dell’Agenzia del 1° aprile 2010, non rientrano solo quelli che possono dimostrare di aver svolto in passato l’attività di presentazione delle richieste di rimborso, ma anche tutti coloro che, in coerenza con le regole per l’abilitazione al servizio Entratel per gli intermediari, possono provare il “possesso di adeguata capacità tecnica, economica, finanziaria e (continua… »)

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