Condoni

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Il software necessario alla trasmissione telematica delle domande per mettere fine alle controversie fiscali di valore non superiore a 20mila euro, ancora in itinere al 1° maggio 2011, è on line sul sito delle Entrate. L’istanza di definizione agevolata delle liti pendenti minori va proposta entro il 2 aprile 2012, esclusivamente attraverso il canale web. Da oggi, quindi, il modello approvato con provvedimento del 13 settembre scorso, trova la strada per arrivare a giusta destinazione. Ma per mettere veramente un punto sulle questioni in sospeso, è necessario pagare entro il 30 novembre, con l’“F24 Versamenti con elementi identificativi”, gli importi fissati dalla norma che ha introdotto la possibilità della definizione agevolata. Nell’F24 va riportato il codice tributo 8082 (risoluzione n. 82/2011). (continua… »)

Domani è l’ultimo giorno per aderire allo scudo fiscale. I contribuenti per essere sicuri di aver perfezionato la procedura nei termini dovranno verificare che la copia della dichiarazione riservata ottenuta dall’intermediario e da questi firmata riporti una data di accettazione anteriore o coincidente con il 30 aprile. La copia della dichiarazione riservata dovrà essere conservata dal contribuente, in quanto fa prova del tempestivo e valido perfezionamento dell’adesione allo scudo.
Lo scadere del termine porta con sé anche l’obbligo del contribuente di verificare se le certificazioni ottenute e prodotte o che produrrà entro domani all’intermediario sono sufficienti per garantirgli il salvacondotto fiscale da utilizzare in futuro in caso di verifica. (continua… »)

L’Agenzia impegnata nell’applicazione delle misure esecutive varate dal Governo con il decreto anti crisi, che renderà più efficace il recupero dei condoni non pagati. Grazie alle disposizioni contenute nel decreto 185/2008, per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011 si potranno riscuotere 300 milioni di euro in più rispetto al trend abituale. L’articolo 27 del dl, infatti, contiene una serie di provvedimenti che ampliano l’ambito applicativo di alcune misure cautelari contenute nel dlgs 472/1997. (continua… »)

Pagare in parte e/o in ritardo le somme dovute per la definizione degli omessi o ritardati versamenti (articolo 9-bis, legge 289/2002) porta all’inefficacia del condono e l’istanza non si perfeziona. Questa è in sintesi la parte saliente di una decisione presa, a favore dell’agenzia delle Entrate, il 22 settembre 2008 dalla Commissione tributaria di II grado di Trento con la sentenza n. 88.
In primo grado, la Commissione aveva accolto solo in parte le motivazioni dell’Amministrazione.
Già altre tre sentenze di II grado (le numero 55, 58 e 87 del 2008) avevano trattato casi e decisioni simili. (continua… »)

Con una sola rata pagata la definizione degli omessi e tardivi versamenti non è perfezionata. È quanto comunica l’Agenzia delle Entrate in una nota in cui viene specificato che "sono inefficaci le definizioni agevolate degli omessi e tardivi versamenti se è stata versata solo la prima rata".
"È questo quanto chiarito dalla Circolare 23/E dell’Agenzia delle Entrate, anche alla luce della sentenza 18353 del 2007 della Corte di Cassazione. La Suprema Corte infatti – continua la nota – ha concordato con l’Amministrazione finanziaria sulla non efficacia della definizione degli omessi e tardivi versamenti, prevista dalla Finanziaria 2003, se il contribuente non ha versato tutti gli importi dovuti, differenziando questa agevolazione dagli altri condoni previsti dalla manovra. (continua… »)


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