Cassazione

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Con sentenza 31 agosto 2011, la 17876, la Corte di cassazione ha stabilito che non è legittimato all’opposizione di terzo all’esecuzione (ex articolo 619 del codice di  procedura civile), l’affittuario di una azienda che comprenda i beni mobili oggetto della procedura espropriativa.
 
Il fatto
Il caso trattato dalla sentenza 17876 riguarda una società (continua… »)

Con la sentenza 32899 del 26 agosto, la Corte di cassazione ha stabilito che integra il reato di bancarotta per aggravamento del dissesto il comportamento dell’imprenditore che si ostina a finanziare con mezzi propri la società in perdita fin dal primo anno di attività, senza valutare le reali prospettive dell’impresa.

Il fatto
La vicenda è quella di due imprenditori (continua… »)

Il caso all’attenzione degli eurogiudici riguarda un veicolo importato da un altro Stato comunitario
I riferimenti normativi sono costituiti essenzialmente dalla regolamentazione comunitaria in materia dei limiti di tollerabilità dei gas di scarico delle autovetture. In particolare, la direttiva del Consiglio 91/441/CEE del 26 giugno 1991 che ha modificato la direttiva 70/220/CEE sul  ravvicinamento legislativo delle misure comunitarie  contro (continua… »)
Legittimo acquisire i documenti portati in salvo dal fratello del titolare nella propria macchina
Se il fratello dell’amministratore di un’azienda sottoposta a verifica trasborda in modo sospetto documenti contabili dall’abitazione del suddetto amministratore nella propria autovettura, i verificatori sono autorizzati ad acquisirli.

 
E’ quanto statuito dalla Corte di cassazione con la sentenza 10590 del 13 maggio. (continua… »)
Precluso se la violazione è stata già constatata o sono già iniziate le attività di verifica da parte dell’ufficio
Il contribuente non può avvalersi del ravvedimento operoso (articolo 13 del Dlgs 472/1997) dopo essere stato oggetto di verifica fiscale da parte degli organi di controllo competenti.
Questo il principio contenuto nella sintetica ordinanza della Cassazione n. 22781 del 9 novembre.
 
I fatti
L’Amministrazione finanziaria propone ricorso per cassazione contro una sentenza della (continua… »)
La "dimenticanza" del contribuente di adempiere all’invito, non rientra fra le cause di non imputabilità
Le notizie e i dati non addotti dal contribuente e gli atti, i documenti, i libri e i registri non esibiti o non trasmessi in risposta agli inviti dell’ufficio non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente medesimo, ai fini dell’accertamento in sede amministrativa e contenziosa, salvo che il contribuente non dichiari, contestualmente alla produzione, di non aver potuto adempiere alle richieste degli uffici per causa a lui (continua… »)
La natura strumentale di un locale di servizio non giustifica l’applicazione dell’aliquota ordinaria Iva del 20%
Alla vendita di un secondo garage di pertinenza di una prima casa è corretto applicare l’Iva al 10% prevista per le cessioni di fabbricati a uso abitativo. No, invece, all’aliquota ridottissima del 4%, riservata all’acquisto della prima casa e ai trasferimenti di proprietà riguardanti una sola pertinenza, e nemmeno a quella ordinaria del 20% a cui sono normalmente sottoposti gli immobili strumentali per natura.
In sintesi, questo il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 94/E del 5 ottobre, a una direzione regionale nell’ambito di una consulenza giuridica.
 
Il dubbio era se applicare all’operazione in esame, con oggetto un’autorimessa (categoria catastale C6), l’aliquota ordinaria del 20% prevista, in via generale, in caso di cessione di beni strumentali per natura, oppure quella del 10% riservata alle vendite di immobili abitativi, parcheggi realizzati in base alla legge Tognoli e fabbricati ristrutturati e ceduti dalla stessa impresa che ha svolto i lavori.
 
La risoluzione precisa, innanzitutto, che per le pertinenze delle abitazioni principali, appartenenti alle categorie catastali C2, C6 e C7, scatta la stessa agevolazione prevista per l’acquisto della prima casa (comma 3, nota II-bis all’articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al Testo unico dell’imposta di registro – Dpr 131/1986).
Può usufruire dello sconto Iva, però, soltanto un’unità per ciascuna categoria, (continua… »)
L’evasione d’imposta (e il connesso danno erariale) non è essenziale per il perfezionamento del delitto
Per l’integrazione della fattispecie delittuosa di emissione di fatture per operazioni inesistenti, prevista e disciplinata dall’articolo 8 del Dlgs 74/2000, è sufficiente che l’emittente delle fatture si proponga il fine di consentire a terzi l’evasione d’imposta (dolo specifico), senza che rilevi l’effettiva successiva evasione, non essendo questo un elemento costitutivo del reato di che trattasi.
Così si è pronunciata la Cassazione, III sezione penale, nella sentenza n. 26138 dell’8 luglio.

I fatti di causa
Un contribuente impugna in Cassazione la sentenza del Tribunale di Cagliari – confermata poi dalla Corte di appello isolana – che lo aveva riconosciuto colpevole, nella qualità di amministratore societario, del reato di cui dall’articolo 8, commi 1 e 3, del Dlgs 74/2000, per avere emesso nei confronti di una società (sempre da lui stesso amministrata) una fattura, (continua… »)

Le informazioni conosciute dal legale tutelano soltanto la posizione del cliente nel suo rapporto con il fisco
La competenza in materia di opposizione alle verifiche fiscali compiute negli studi di professionisti su documenti coperti dal segreto professionale è del giudice tributario. L’autorizzazione della Procura per l’esame e l’acquisizione di documenti riguarda il procedimento amministrativo di verifica tributaria e produce effetti solo nell’ambito dello stesso (Cassazione 11082/2010).

Il fatto
Nel corso di una verifica presso uno studio legale e tributario associato, poiché la Guardia di finanza aveva iniziato ad acquisire e ispezionare il contenuto specifico di ogni fascicolo e di ogni file presente nei computer dei singoli professionisti con l’intento di prendere conoscenza di tutto il loro contenuto, il rappresentante legale dello studio aveva eccepito il segreto professionale, con specifico riguardo alla corrispondenza intrattenuta con la clientela custodita nei locali in uso ai singoli associati.
I militari avevano sospeso le operazioni, chiedendo alla Procura della (continua… »)

La proroga è legittima perchè condizionata da eventi valutati imparzialmente dall’Amministrazione
Non incorre in decadenza l’Amministrazione finanziaria che propone appello fuori termine se è stato accertato, con decreto, l’irregolare funzionamento degli uffici finanziari, a causa di eventi di carattere eccezionale.  Ciò in quanto la proroga dei termini processuali è condizionata dal verificarsi di precisi presupposti valutati imparzialmente dall’Amministrazione. Dei suoi effetti beneficiano tutte le parti, compreso, quindi, il contribuente, senza che vi sia lesione del diritto di difesa o del principio di eguaglianza.
Lo ha affermato la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 13576 del 4 giugno, ha ribadito e rafforzato i principi espressi in una precedente pronuncia della Corte costituzionale (sentenza n. 56/2009), (continua… »)
La “rottura” con il fidanzato comproprietario non può giustificare il mancato trasferimento di residenza
Gli impedimenti di carattere personale non esentano il contribuente dall’obbligo di trasferire la propria residenza nel comune di ubicazione dell’immobile acquistato con i benefici “prima casa”. Così la Ctr di Trieste, con la sentenza n. 13/9/10 (depositata lo scorso 26 aprile), ha confermato la legittimità del recupero effettuato dall’ufficio, a seguito del mancato trasferimento della residenza, da parte del beneficiario della tassazione ridotta, entro 18 mesi dalla stipula del rogito.
 
Il fatto
Il 22 aprile 2003, una contribuente acquistava, in comproprietà con il convivente more uxorio, un immobile da adibire ad abitazione principale. Per usufruire della tassazione (continua… »)
Lo scambio di prestazioni lavorative può realizzare una frode al divieto di interposizione fittizia di manodopera
Più facile per il Fisco accertare un appalto di manodopera. Infatti, è legittimo il recupero dell’Irpef, per mancato versamento delle ritenute d’acconto ai collaboratori, nei confronti dell’azienda che ha impiegato persone in un’impresa priva di autonoma organizzazione. Lo ha stabilito la Cassazione che, con l’ordinanza n. 10685 del 4 maggio 2010, ha accolto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria.

Il fatto
Una società di capitali impugna l’avviso di accertamento per omesso versamento di ritenute d’acconto Irpef (ex articolo 23, Dpr 600/1973), fondato, secondo la motivazione dell’atto impositivo, sulla circostanza che l’azienda aveva posto in essere un’interposizione fittizia di appalto di manodopera in quanto, si sosteneva, il personale era stato impiegato in un’altra società priva di autonoma organizzazione, in violazione dell’articolo 1 della legge 1369/1960.
Il contribuente ottiene ragione dalla Commissione tributaria provinciale, né miglior sorte tocca all’atto impositivo nel processo di appello, con la conseguenza l’Agenzia delle (continua… »)

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