Bonus Investimenti

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Al via gli incentivi per favorire la diffusione di veicoli ecologici (elettrici, ibridi, a Gpl, a metano, a idrogeno o, comunque, a bassa emissione di anidride carbonica). Il decreto ministeriale dell’11 gennaio (sulla G.U. di ieri) detta le detta le regole per fruire del contributo riservato a chi acquista veicoli eco-compatibili di nuova immatricolazione.

Il contributo: quanto e a chi va
Le agevolazioni sono valide per il triennio 2013-2015 e lo stanziamento complessivo è di 120 milioni di euro.
Il contributo è composto di due parti identiche, una riconosciuta dallo Stato e una dal venditore, e ammonta al 20% del prezzo di acquisto, con un tetto massimo variabile, tra 1.800 e 5.000 euro, stabilito in base al “grado” di ecologia del veicolo. (continua… »)

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Linee guida per gli imprenditori che hanno fatto nuovi investimenti nel Mezzogiorno maturando un credito d’imposta da indicare nel modello Unico.
Con la risoluzione n. 34/E Del 13 maggio, l’Agenzia precisa tempi e modalità di compilazione dei righi previsti per l’agevolazione. In particolare, per i progetti avviati prima del 3 agosto 2008, data di entrata in vigore del decreto legge n. 97, l’obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi l’ammontare del bonus sorge in relazione al suo periodo di fruibilità, che è quello fissato nel nulla osta di concessione del beneficio.
Un chiarimento che supera, alla luce delle novità normative, l’interpretazione fornita con la risoluzione 75/2009, secondo cui il bonus investimenti doveva essere evidenziato nelle dichiarazioni relative ai singoli periodi d’imposta in cui era maturato e non, invece, a quelli in cui diventa di volta in volta fruibile. Non a caso, dalle istruzioni per compilare Unico 2009 (con riferimento ai redditi del 2008) si desume che la sezione XVIII,

Le imprese italiane hanno meno di due mesi a disposizione per sfruttare le agevolazioni previste dalla Tremonti ter. Lo sconto fiscale si applicherà per gli acquisti di macchinari e apparecchiature compiuti entro il prossimo 30 giugno. L’agevolazione, che prevede uno sconto Irpef/Ires pari al 50% dei costi per l’acquisto di nuovi macchinari, era stata inserita nel decreto legge 78/2009, confermato dalla legge di conversione n. 102 del 3 agosto 2009.
Vediamo, nel dettaglio, quali sono gli investimenti agevolabili, i soggetti beneficiari e le modalità di applicazione della disposizione.

La norma – articolo 5 rubricato come “detassazione degli investimenti in macchinari” – agevola gli investimenti in macchinari e apparecchiature nuovi – ossia acquistati da produttori e usati sottoposti a processo di effettivo rinnovo – compresi nella divisione 28 della tabella Ateco 2007 (di cui al provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate 16 novembre 2007), escludendo altre categorie di beni. (continua… »)

Confermata la detassazione degli investimenti già prevista nella cd Manovra d’estate sugli acquisti di alcune tipologie di beni strumentali che potranno essere detratti, nell’anno di acquisizione, per il 50% sugli acquisti effettuati tra il 1 luglio 2009 e il 30 giugno 2010 a “tutti i soggetti residenti nel territorio dello Stato titolari di attività produttive di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione e dal settore giuridico di appartenenza”.

È confermata l’esclusione per: persone fisiche e società semplici in riferimento all’attività agricola, le persone fisiche titolari di attività di lavoro autonomo, le associazioni di arti e professioni e gli enti non commerciali. I beni possono essere acquisiti con varie modalità: acquisto diretto, leasing finanziario, appalto o costruzione interna, devono essere impiegati all’interno del processo produttivo e deve trattarsi di beni nuovi appartenenti alla tipologia di macchinari e apparecchiature. (continua… »)

Approda oggi al Consiglio dei ministri il decreto con gli incentivi ai consumi e le misure fiscali che devono garantirne la copertura. Solo cinque articoli in tutto, il dettaglio degli incentivi sarà infatti contenuto in un decreto attuativo del ministero dello Sviluppo economico: è previsto un giro di tavolo al Consiglio con emanazione entro dieci giorni.

Nascerà un «Fondo per incentivi e sostegno a settori in crisi» da 300 milioni, di cui 200 milioni subito indicati nel decreto all’esame del Cdm di oggi (con copertura dell’Economia) e cento milioni a integrazione (con copertura dello Sviluppo). Il decreto attuativo dovrà integrare i 200 milioni compatibilmente con i dati sull’indebitamento. I contributi entreranno in vigore il 15 aprile e l’accesso sarà consentito, su prenotazione, fino al 31 dicembre 2010 e fino a esaurimento delle risorse. I consumatori potranno rivolgersi a un apposito call center di Poste Italiane con cui (oltre che con le banche) (continua… »)

Il bonus fiscale concesso alle imprese che investono nel Mezzogiorno può essere utilizzato a prescindere dalla tempistica indicata nel formulario (modello Fas), purché gli interventi vengano effettuati entro l’anno 2013. Lo slittamento dei termini di realizzazione, rispetto alla pianificazione iniziale, non preclude l’uso del credito di imposta. (continua… »)

Slittano i termini di approvazione e presentazione del formulario per poter usufruire del credito d’imposta per le spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo (articolo 1, commi da 280 a 283, della Finanziaria 2007), in seguito ai cambiamenti apportati al Dl 185/2008.

L’articolo 29 del decreto anticrisi, così come emendato dalle Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera dei deputati, ha infatti stabilito che il formulario per la trasmissione telematica dei dati all’agenzia delle Entrate sarà ridefinito da un provvedimento direttoriale da emanare nei 30 giorni successivi all’entrata in vigore della legge di conversione del Dl, attualmente in discussione al Senato (il termine ultimo per l’approvazione definitiva è il prossimo 28 gennaio). (continua… »)

L’articolo 62, comma 1, lettera a), della legge 289/2002, che impone la presentazione di un modello per la richiesta del credito d’imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate con effetti retroattivi sulla spettanza del bonus, non è illegittimo perché contrario allo Statuto del contribuente. E’ partita da qui la Ctr di Firenze per risolvere la "partita" in favore delle tesi erariali.

Un atteggiamento, quello dei giudici fiorentini, diverso da quello tenuto, più di una volta, dalle Commissioni tributarie che, saltando a piè pari l’esame delle ragioni sostanziali del recupero del bonus, hanno dato ragione ai contribuenti per motivi esclusivamente formali (cfr, la Ctr della Campania, sezione 17, sentenza n. 163/2007).  (continua… »)


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