Banche

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Gli italiani sono oggi più poveri di ieri: meno soldi in busta paga e più tasse da pagare! Il governo non potendo svalutare la moneta ha proceduto come un rullo compressore a svalutare il lavoro, il risparmio e persino la casa degli italiani! E proprio la svalutazione del prezzo delle abitazioni – causato dall’eccessiva tassazione – ha influito negativamente sulla ricchezza degli italiani che nel 2013 è calata dell’1,4% rispetto all’anno precedente. La ricchezza abitativa detenuta dalle famiglie alla fine dello scorso anno superava i 4,900 miliardi di euro, in flessione del 4,1% rispetto all’anno precedente. Alla fine del 2013 la ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a 8.728 miliardi di euro, in diminuzione dell’1,4% (123 miliardi di euro) rispetto all’anno precedente. Continua a leggere »

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Una cifra che si aggira sui 100 miliardi di dollari e una lista di quasi 100mila personaggi: è questo il contenuto della Lista Falciani, l’elenco dei clienti che hanno depositato nella filiale svizzera di HSBC le loro fortune. Gli italiani sono 7mila, tra i quali spiccano i nomi dello stilista Valentino, del motociclista Valentino Rossi e dell’imprenditore Flavio Briatore. Tra i “big” stranieri ci sono Tina Turner, Fernando Alonso, John Malkovic, Continua a leggere »

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Almeno il 60% delle famiglie italiane hanno stipulato un mutuo per l’acquisto della casa. Il dott Basile , presidente onorario dell’associazione SOS utenti ha riscontrato delle anomalie nel tasso di mora, ovvero quell’interesse che la banca si fa dare in più quando il mutuatario non riesce a pagare qualche rata. Infatti secondo il dr. Basile, anche il tasso di mora in molti casi supera il tasso soglia consentito dalla legge. Il contratto in questo caso è da considerarsi nullo, infatti, se sono convenuti interessi usurai, non sono dovuti interessi di nessun tipo. I contratti sono quindi illegittimi solo perchè firmati. Nel caso i cui un cliente avesse firmato un contratto di mutuo trentennale dieci anni fa e ora accertasse il fatto che la banca abbia applicato interessi usurai, la banca sarà costretta a restituire gli interessi pagati negli ultimi 10 anni e nei rimanenti 20 anni non si dovranno pagare più interessi. (continua… »)

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Moody’s:

La sfida «più grande» per il governo italiano «é conseguire un’inversione decisa e duratura della dinamica di crescita esponenziale del debito pubblico e dei relativi costi di finanziamento»pur in uno scenario di «bassa crescita economica» che «dovrebbe prevalere per un po’». Lo scrive Moody’s in un rapporto sull’andamento del debito pubblico italiano in rapporto ad altri paesi europei. L’entità dello sforzo richiesto all’Italia, tuttavia, appare «relativamente moderata rispetto ad altri paesi Ue» e questa aspettativa é incorporata nell’outlook stabile sul rating ‘Aa2‘ assegnato da Moody’s ai titoli di Stato italiani.

L’agenzia di rating ricorda che i parametri di finanza pubblica italiani, come quelli di altri paesi, sono finiti sotto pressione a causa della crisi finanziaria globale. Il rapporto debito/pil é previsto in ascesa di 14,3 punti percentuali nei cinque anni tra il 2007 e il 2011, (continua… »)

Negli Stati Uniti torna lo spettro della crisi bancaria. Dopo mesi di trattative con i creditori e di interventi governativi per salvarne il bilancio, alla fine Cit Group non ce l’ha fatta. La finanziaria indipendente specializzata nel credito alle Piccole e medie imprese, che eroga finanziamenti a oltre 2000 rifornitori che servono oltre 300.000 commercianti al dettaglio ha ufficializzato nella giornata di ieri il suo ingresso in stato di amministrazione controllata, il Chapther 11. Si tratta della quinta maggior bancarotta di sempre dopo quelle di Lehman Brothers, Washington Mutual, WorldCom e General Motors. Secondo i documenti presentati presso il tribunale fallimentare di New York, Cit aveva attività per 71 miliardi di dollari a fronte di debiti per 64,9 miliardi. (continua… »)

Arriva l’arbitro bancario finanziario, il mediatore nelle liti tra banche e clienti : dai conti correnti ai mutui casa, dalla concessione di un fido all’applicazione di tassi ritenuti usurari, fino alla cessione del quinto di stipendio. L’arbitro, che è previsto dalla legge di riforma del risparmio, si occuperà di tutte le controversie attivate dai clienti di banche e finanziarie sulle materie vigilate dalla Banca d’Italia in cui la richiesta di ristoro da parte del cliente non supera i 100mila euro se il cliente chiede una somma di denaro e senza limiti di importo se si chiede l’accertamento di diritti, obblighi e facoltà (per esempio mancata consegna della documentazione sulla trasparenza o mancata cancellazione di un’ipoteca dopo l’estinzione di un mutuo). Il sistema è previsto dall’articolo 128-bis del Testo Unico Bancario (TUB) (continua… »)

Bisognerà aspettare aprile 2010 per vedere gli effetti più concreti della «rivoluzione» nei rapporti tra banche e clienti, innescata dalle nuove disposizioni sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari varate dalla Banca d’Italia a fine luglio. Non si tratta di un rinvio: l’entrata in vigore delle nuove regole rimane fissata per gennaio 2010.

Tuttavia, come precisa il documento di via Nazionale nelle disposizioni transitorie e finali, sono previste alcune deroghe ai termini stabiliti. Tra queste, una riguarda l’obbligo di indicare l’Isc (indicatore sintetico di costo) del conto corrente che si «applica decorsi tre mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del provvidemento con il quale la Banca d’Italia individua i profili di operatività». Proprio alla stesura di questo provvedimento sta attualmente lavorando la stessa Banca d’Italia, insieme all’Abi e ad Eurisko. Secondo quanto riferiscono gli addetti ai lavori, l’intenzione di via Nazionale è di pubblicare il provvedimento entro fine dicembre. È prevedibile, dunque, che l’obbligo di indicare l’Isc scatti per banche, Poste e altri intermediari il 1 aprile del prossimo anno. (continua… »)

Ecco i sette comandamenti per calmierare le spese bancarie. Non potranno condurvi in un Paradiso di costi azzerati ma, per chi li segue, almeno il contenimento delle brutte sorprese è assicurato.

Secondo i conti dell’Unione Europea e secondo quanto risulta anche dai conteggi dell’inchiesta di CarnerEconomia a casa nostra un conto corrente pu arrivare a costare più di 250 euro l’anno. Secondo l’Abi, l’associazione delle banche italiane, e PattiChiari (che contestano a spada tratta lo studio presentato qualche settimana fa dalla commissaria Melena Kuneva) in media l’italiano se la cava con poco più di 100 euro l’anno. E se è un pensionato o uno studente ne bastano una settantina. Numeri in calo rispetto a cinque anni fa quando sempre secondo i conti di PattiChiari, il consorzio per la trasparenza promosso dall’Abi il conto medio costava 150 euro. Al di là delle statistiche, ognuno deve attrezzarsi per spendere il meno possibile. Non serve un master finanziario per scegliere il conto adatto alla propria economia domestica e per seguire pochi semplici accorgimenti nella vita quotidiana.

Lasciarsi vivere con un conto acceso anni fa che non corrisponde più alle nostre esigenze o prelevare al primo sportello, che capita può far lievitare di qualche decina di euro le spese annuali. Ne vale la pena? Sembra di no. Un vademecum per i clienti pubblicato da PattiChiari e quindi dalle stesse banche spiega che si può risparmiare fino al 40% l’anno, soltanto usando i servizi offerti dal sistema in modo intelligente. (continua… »)

Riparte la corsa al risveglio dei conti dormienti. E’ stato infatti pubblicato sul sito internet del ministero dell’Economia il nuovo elenco dei rapporti non movimentati per almeno dieci anni e caduti "in sonno" dal 17 agosto del 2007 alla fine dello scorso anno. Si tratta di 35.426 rapporti (sia nominativi sia al portatore), che valgono più di 47 milioni.

Per permettere ai risparmiatori di consultare la lista, i tecnici del ministero hanno messo a punto un motore di ricerca, come già era accaduto lo scorso dicembre, in occasione della prima attuazione del "passaggio" dei conti dormienti al fondo creato presso il ministero dell’Economia. Il nuovo elenco (quello dello scorso anno è ancora a disposizione sul sito del ministero all’indirizzo http://depositidormienti2008.mef.gov.it) è consultabile inserendo nella stringa di ricerca il cognome e il nome dell’intestatario del rapporto dormiente o il nome della banca o, ancora, il numero del rapporto e selezionando anche la provincia o il Paese estero di riferimento. (continua… »)


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