Accertamento

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E’ ormai dal 2012 che non è più possibile effettuare pagamenti in contanti per importi superiori ai 999,99 euro; dai 1000 euro in poi, infatti, scatta l’obbligo di utilizzare metodi di pagamento tracciabile quali assegno bancario non trasferibile, bancomat, assegno circolare, carta di credito o bonifico.In realtà che strumenti ha il Fisco per scoprire se qualcuno viola o meno la norma sulla tracciabilità del denaro contante? Il Fisco ha a sua disposizione diversi strumenti per tenere sotto controllo lo spostamento di denaro contante, il primo fra tutti sicuramente lo spesometro che misura le spese sostenute da ogni contribuente confrontandole poi con le sue effettive entrate attraverso la dichiarazione dei redditi. Sullo stesso meccanismo si basa il redditometro. (continua… »)

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Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha attaccato il Gruppo Fiat-Chrysler per aver abbandonato l’Italia. Nel mirino della rappresentante del fisco ci sarebbe l’orgoglio di appartenenza al nostro Paese da parte della casa di Sergio Marchionne, che sarebbe così totalmente mancato in questo caso. La Orlandi si è espressa in mattinata contro il Gruppo Fiat Chrysler e a favore di chi invece sta tornando in Italia dopo esperienze all’estero, come Prada. Continua a leggere »

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“Eravamo certi!!! Siamo delle persone oneste!!! W l’Italia”. E’ il primo commento di Stefano Gabbana, twittato dopo la sentenza della Cassazione che lo ha assolto insieme con Domenico Dolce dall’accusa di evasione fiscale. Il tweet finisce con l’has  Continua a leggere »

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segnalazioniDisponibile on line, il programma informatico “Segnalazioni 2013”.
Il software consente ai contribuenti di segnalare, direttamente o tramite intermediari abilitati, all’Amministrazione finanziaria, le motivazioni e le giustificazioni che hanno comportato situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza rispetto ai parametri stabiliti dagli studi di settore per il periodo d’imposta 2012.Con lo stesso programma, anche quest’anno, è inoltre possibile preparare e inviare telematicamente la comunicazione con la quale spiegare le cause che hanno determinato, sempre in riferimento al 2012, l’inapplicabilità o l’esclusione dagli studi.Il programma è scaricabile gratuitamente dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, il percorso da seguire è: “Home – Cosa devi fare – Dichiarare – Studi di settore e parametri – Studi di settore – Applicazioni informatiche di supporto – Segnalazioni 2013”.

I canali telematici di trasmissione utilizzabili, File Internet dell’Agenzia delle Entrate oppure Entratel, rimarranno aperti dal 5 dicembre 2013 al 28 febbraio 2014.

Fonte: Agenzia delle Entrate

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2.1 Elenco clienti e fornitori
Domanda
L’articolo 36, comma 8-bis del decreto legge n. 179/2012, a seguito delle modifiche intervenute in sede di conversione nella legge n. 221/2012, con effetto dal 19 dicembre 2012, prevede l’obbligo di presentazione dell’elenco clienti e fornitori da parte degli agricoltori esonerati ai sensi dell’articolo 34, comma 6, del Dpr n. 633/72. Si chiede se tale obbligo sia già decorrente dalla prossima scadenza del 30 aprile 2013 per l’anno 2012 e se riguarda le operazioni di tutto l’anno 2012. (continua… »)

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Il procedimento dell’accertamento con adesione, lo strumento che consente al contribuente colto in errore di instaurare un dialogo con il Fisco per concordare l’importo delle maggiori imposte da pagare, evitando inutili contenziosi, è un’opportunità da valutare attentamente per i benefici che può portare a entrambe le parti in gioco. Per l’Amministrazione finanziaria, infatti, si tratta di ottenere un incasso certo, mentre per il contribuente è previsto il vantaggio di uno sconto molto forte sulle sanzioni e sulle eventuali conseguenze penali.

Tenendo conto delle chance offerte dal più noto tra gli strumenti deflativi del contenzioso, l’Agenzia delle Entrate ha predisposto una semplice brochure virtuale: (continua… »)

In tema di indagini bancarie, i prelievi e i versamenti ingiustificati risultanti dai conti correnti intestati a persone terze legate da uno stretto rapporto con la società sottoposta a verifica, sono posti alla base dell’accertamento del maggior reddito imponibile in capo alla società stessa se l’Amministrazione dimostra, anche tramite presunzione, la natura fittizia dell’intestazione del conto ovvero la sostanziale riferibilità alla società accertata delle operazioni effettuate sui conti medesimi.
È fatta salva la possibilità di fornire prova contraria alla presunzione.
In tal caso, l’onere incombe sulla società, che dovrà dar prova di aver tenuto conto nelle proprie dichiarazioni fiscali dei movimenti rilevati nei conti ovvero che la loro omessa indicazione ai fini fiscali è giustificata dalla loro natura di operazioni non imponibili.
Così ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza 15217 del 12 settembre. (continua… »)
Nessun pignoramento della casa al 61° giorno dalla notifica dell’atto, devono trascorrere almeno 9 mesi prima che si possa avviare qualsiasi procedura in tal senso.
Ingiustificati gli allarmismi registrati in questi giorni nei confronti dell’accertamento esecutivo entrato in vigore il 1° ottobre. Non è vero, come è stato detto, che Equitalia può (continua… »)
Nel contratto a progetto non scritto, l’azienda deve dimostrare il piano di attività e la sua durata

Il Tribunale di Bassano del Grappa – sezione Lavoro – con la sentenza 148 del 2010, confermando la legittimità dell’atto di irrogazione sanzioni emesso dall’Agenzia delle Entrate ex articolo 3, comma 3, Dl 12/2002, ha stabilito che rileva, ai fini della decisione, la qualificazione del rapporto di lavoro intercorso tra la società opponente e il lavoratore.

La vicenda
L’Agenzia delle Entrate di (continua… »)

La mancata tenuta delle scritture contabili legittima di per sé il ricorso all’accertamento induttivo emesso sulla base di presunzioni prive del requisito della gravità, precisione e concordanza e comporta la conseguente inversione dell’onere della prova a carico del contribuente.
Lo ha affermato a chiare lettere la Corte di cassazione con la sentenza 6623 del 23 marzo.
Ma vediamo nei particolari in cosa consiste questo particolare procedimento di controllo da parte delle autorità competenti. (continua… »)

Fino all’emanazione del previsto decreto ministeriale attuativo, non saranno applicate sanzioni per le compensazioni operate pur in presenza di debiti erariali, superiori a 1.500 euro, iscritti in ruoli scaduti, purchè non si utilizzi la parte dei crediti destinata al pagamento delle cartelle, una volta che il Dm sarà stato emanato. Lo rende noto oggi l’Agenzia delle Entrate.
 
Le nuove regole in presenza di ruoli scaduti
In base all’articolo 31 del Dl 78/2010, dal 1° gennaio di quest’anno “la compensazione dei crediti … relativi alle imposte erariali, è vietata fino a concorrenza dell’importo dei debiti, di ammontare superiore a millecinquecento euro, iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, e per i quali è scaduto il termine di pagamento. In caso di inosservanza del divieto…si applica la sanzione del 50 per cento dell’importo dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori e per i quali è scaduto il termine di pagamento fino a concorrenza dell’ammontare indebitamente compensato …”. (continua… »)
Il riscontro viene effettuato attraverso il collegamento con le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria
Codice fiscale non valido, valido o, ancora, valido ma non più utilizzabile in quanto aggiornato in un altro cf. Sono tre delle possibili situazioni in cui potrebbe trovarsi colui che accede al nuovo servizio informatico messo a punto dall’Agenzia, in rete da oggi nell’area “Servizi online” del sito delle Entrate.


La norma
L’articolo 38, comma 6, primo paragrafo, del decreto legge 78/2010, prevede che l’Amministrazione finanziaria renda disponibile un servizio di libero (continua… »)

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