Cartelle di pagamento, in aumento le richieste di rateizzazione

Sono tanti i contribuenti che nei primi due mesi del 2009, per fare pace con il fisco, hanno chiesto la rateizzazione delle cartelle di pagamento. Ha raggiunto quota 70mila il numero di richieste di rateizzazione dei debiti iscritti a ruolo inviato a Equitalia dal 1° gennaio al 28 febbraio di quest’anno. Il dato conferma un trend costante di richieste che, da marzo 2008, con il passaggio della competenza per la concessione della dilazione alla società, ha visto i contribuenti italiani rivolgersi, sempre più spesso, all’agente della riscossione per mettersi in regola con il fisco e scongiurare il rischio di misure cautelari ed esecutive per il recupero del credito.
 

Chiedere la dilazione del debito iscritto in cartella è oggi più semplice e, quindi, in una situazione di temporanea difficoltà economica, non sorprende che sia stata richiesta la rateizzazione anche per importi non eccessivamente alti. Sono oltre 62 mila le istanze presentate a Equitalia per debiti inferiori a 10 mila euro, segno che in questa fase congiunturale negativa, poter pagare a rate un debito anche di sole poche migliaia di euro può significare un vero e proprio "sospiro di sollievo" per il bilancio delle famiglie e delle imprese. Meno richiesta, invece, la rateizzazione per importi più alti. Sono 9 mila le domande per debiti tra 10 e 50mila euro e 2mila le richieste per importi oltre 50 mila. Come dire, chi può preferisce pagare in un’unica soluzione e chiudere subito la partita col fisco.
 

La consapevolezza che la rateizzazione sia uno strumento utile, soprattutto per chi è in gravi condizioni di difficoltà economica, ha fatto sì che Equitalia, già con la prima direttiva emanata nel  marzo 2008, introducesse alcune novità per rendere l’operazione più semplice e accessibile. L’ultima direttiva del 14 gennaio 2009 ha, infatti, alleggerito la prima rata e l’indice alfa. In particolare, Equitalia ha eliminato la maxi-rata iniziale che comprendeva interessi di mora e aggio, spalmando uniformemente questi costi su tutto il piano di ammortamento. Questo perché la prima rata se non pagata entro la scadenza comporta automaticamente la decadenza dal beneficio della rateizzazione. Di conseguenza quando è troppo onerosa può rendere insostenibile il ricorso al pagamento dilazionato proprio da parte dei contribuenti in maggiori difficoltà.
 

Equitalia nei riguardi delle imprese è venuta ulteriormente incontro con la direttiva di gennaio, provvedendo a ridurre la soglia dell’indice alfa, il cui calcolo è necessario per accedere alla rateazione. Anche prima di gennaio la società era intervenuta sulla disciplina che regola le rateizzazioni per rendere la vita più facile al contribuente. Così con la direttiva dell’ottobre 2008 è stata introdotta, per ditte individuali e associazioni, la possibilità di calcolare sia l’indice alfa sia quello di liquidità in forma aggregata, mentre con la direttiva di luglio, sempre dello stesso anno, anche i consulenti del lavoro e i revisori contabili sono stati abilitati a sottoscrivere la relazione economico-patrimoniale che le società devono presentare per le richieste di dilazione di debiti superiori ai 15mila euro. Insomma, un fisco che vuole essere il più possibile equo e attento alle necessità del Paese, dei cittadini e delle imprese.
 

Fonte: Laura Cristini da www.fiscooggi.it
 
 

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