Antitrust, multa a Tim e Vodafone di 500 mila euro

Stangata dell’Antitrust a Tim e Vodafone. L’Autorità guidata da Antonio Catricalà ha infatti deciso di sanzionare Tim e Vodafone con una multa di 500 mila euro ciascuno. A quanto si apprende le due società sono state multate ”per modifica unilaterale e sistematica dei piani tariffari” senza fornire adeguate informative al consumatore.

La notizia è stata anticipata da Altroconsumo, che oggi ha ricevuto la notifica formale sulla multa dall”Antitrust. L’associazione aveva infatti denunciato l’agosto scorso all’Authority i due operatori per pratiche commerciali scorrette sui rincari delle tariffe di telefonia mobile. La mancanza di informazione e trasparenza ha impedito agli utenti di conoscere le caratteristiche delle nuove tariffe, le modalità di attuare la portabilità del numero da un operatore all’altro e le modalità di rimborso del credito residuo.

I rincari, calcolati dall’associazione a tutela dei consumatori, sono stati per profili medi in un anno da 49 sino a 83 euro, con picchi d’aumento sulle singole telefonate di oltre il 100%. "L’intervento dell’Antitrust – commenta Paolo Martinello, presidente Altroconsumo – mostra la necessità urgente di introdurre la class action nel nostro Paese. L’istituto del risarcimento collettivo si adatterebbe perfettamente a casi come questi, dove, per tali pratiche commerciali scorrette, la multa acquista un significato formale e non restituisce alle migliaia di utenti le cifre incassate automaticamente dai gestori, senza che i consumatori avessero alcuna possibilità di essere informati e di scegliere. Ma la conversione del decreto milleproroghe al Senato ha confermato l’ulteriore rinvio a luglio della norma, e i disegni di legge pendenti sia alla Camera che al Senato sono ancora impantanati nelle commissioni competenti".

Altroconsumo continua a raccogliere sul proprio sito www.altroconsumo.it le adesioni alla petizione per l’approvazione in Italia della legge sul risarcimento collettivo dei consumatori, giunte a quota 8000.

Intanto Telecom Italia ha annunciato che farà ricorso al Tar del Lazio contro la sanzione comminata dall’Antitrust in relazione "alla manovra di rimodulazione tariffaria mobile comunicata lo scorso mese di agosto". Il gruppo telefonico ritiene, infatti, come spiega in una nota, di aver agito "nel pieno rispetto della normativa vigente". "L’Azienda infatti – spiega Telecom Italia – ha dato ampia e dettagliata comunicazione alla propria clientela sulla manovra di rimodulazione tariffaria, in particolare riguardo alle modalita’ per l’esercizio del diritto di recesso i cui tempi sono stati addirittura estesi a beneficio dei consumatori. Questo – conclude – è avvenuto attraverso una reiterata campagna informativa che ha utilizzato diversi mezzi di comunicazione quali sms, annunci stampa ed internet al fine di garantirne la massima diffusione, e che proprio per questo non puo’ essere considerata ambigua ed omissiva".

Anche Vodafone Italia ”si riserva di dar seguito a tutte le azioni necessarie per riaffermare la correttezza del proprio comportamento anche tenuto conto delle diverse valutazioni espresse dalle autorita’ sulla medesima operazione”. E’ quanto si legge in un anota dell’operatore di Tlc in merito alla mult adi 500.000 euro inflitta dall’Antitrust. Vodafone, precisa la nota, ha intrapreso la propria operazione di semplificazione tariffaria la scorsa estate ”nel pieno rispetto delle regole vigenti, come peraltro si legge nel provvedimento dell’Autorita’. Come spiegato dall’Azienda alla stessa Autorita’, le variazioni dei piani tariffari non hanno portato aumenti generalizzati delle voci di costo, ma un diverso bilanciamento, per consentire una scelta adeguata alle proprire esigenze da parte del cliente”. Nel corso dell’operazione, inoltre, Vodafone ha ”integrato la comunicazione ai clienti con tutti i canali disponibili e ritenuti adeguati dalle norme e dalla prassi: sms, numero telefonico dedicato, internet, media e annunci stampa, raccogliendo le indicazioni dell’Autorita’ delle Comunicazioni”.

Adnkronos

 

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